Le Cinque giornate di Milano sono considerate uno degli eventi più importanti della storia risorgimentale, poichè aprirono la strada all’impresa unitaria.

I Milanesi maturano un forte malcontento nei confronti della dominazione austriaca, in particiolar modo della polizia. Maturò quindi un sentimento di rivalsa ed emancipazione.
La presa di coscienza del popolo
La goccia che fece traboccare il vaso fu certamente un evento storico fondamentale. Si tratta della concessione di costituzioni liberali in altri Stati e la notizia di un’insurrezione a Vienna. La mancanza di una costituzione provocò un forte malcontento popolare, che sfociò in un drammatico evento. La mattina del 18 marzo 1848 la popolazione insorse, occupando il Palazzo del Governatore e alzando barricate contro l’esercito austriaco, comandato dal generale Radetzky. Quest’ultimo fu costretto ad ordinare il ritiro delle truppe, piegandosi una prima volta dinanzi alla rivolta.

Il governo provvisorio
L’ondata rivoluzionaria del 1848 attraverso l’Europa e arrivò soprattutto in Italia. La presa di coscienza collettiva viene definita Primavera dei popoli. Tornando alla questione lombarda il 22 marzo Milano venne liberata e affidata a un Governo provvisorio. Questo fu guidato da Gabrio Casati, poi ci fu un Consiglio di guerra con a capo Carlo Cattaneo. Sono certamente fondamentali gli scritti che quest’ultimo ci ha lasciato, offrendo una prospettiva completa riguardo ai moti vissuti in prima persona. Inoltre aprì le porte all’europeismo e al federalismo.

Marx e le rivoluzioni borghesi
Il filosofo di Treviri fu uno dei principali teorici e sostenitori della necessità di un’ imminente rivoluzione borghese europea. Cavalcò e studiò l’ondata dei moti rivoluzionari del 48′, offrendo una prospettiva teorica e un quadro storico ben definito. Cominciò dalla Germania, prendendo però come esempio la Francia, unico stato che poteva affermare di aver fatto realmente una Rivoluzione. Dal suo punto di vista la Germania è ancora legato al feudalesimo e alla religione cristiana. Necessita di emancipazione, non solo politica ma umana. SI tratta della prospettiva sostenuta nella ”Questione ebraica”. Il problema degli ebrei in Europa offre uno spunto per riflettere riguardo all’organizzazione ideale dello Stato.