Quanto le nostre credenze influenzano la realtà?

Dove si nasconde la verità in mezzo ai racconti delle persone? Non è così facile rispondere: a mostrarcelo sono la puntata 5X19 della celebre serie How I Met Your Mother e la filosofia all’interno delle opere di Pirandello.
Ladro o scimmia?
Al MacLaren’s Pub, luogo di ritrovo dei cinque protagonisti della serie, stavolta Marshall ha una storia davvero particolare da raccontare: o meglio, più di una. È stato derubato del suo portafoglio da un delinquente mentre si trovava a Central Park. La storia desta stupore e preoccupazione all’interno del gruppo, soprattutto per sua moglie Lily, decisa dopo l’accaduto a comprare una pistola, se non altro per sentirsi più al sicuro dentro casa. Ma data la disapprovazione di Marshall all’acquisto, quest’ultimo si decide ad ammettere: in “realtà”, è stato rapinato da una scimmia. Avvicinatosi troppo a una delle gabbie, il piccolo animale ha deciso bene di impossessarsi dei suoi soldi. Così, per evitare gli sfottò del gruppo, Marshall ha raccontato la versione di un ladro “umano”.
Tuttavia, è qui che le cose si fanno più complicate. Quando viene invitato a raccontare questa divertente storia in televisione, scopre che la scimmia incriminata sarà trasferita e separata dalla sua compagna. Così, va nel panico. A Lily, lì presente, continua ad affermare la versione della scimmia per evitare che compri la pistola, mentre nello studio televisivo afferma il contrario, per evitare che l’animale sia mandato via. A questo punto, la domanda sorge spontanea: quale delle due storie è quella autentica?

Quale verità?
La vicenda sembra articolarsi come alcune raccontate dallo scrittore Luigi Pirandello, in particolare la novella La signora Frola e il signor Ponza, suo genero, dalla quale nascerà la commedia Così è (se vi pare): nella quale non si capisce chi sia il pazzo della storia, se la signora Frola o il signor Ponza. A differenza di quelle di Marshall le varie versioni avanzano sulle labbra dei vari protagonisti della vicenda, che, come un in un duetto, si alternano offrendo il loro punto di vista sullo stesso fatto, stravolgendolo ogni volta. Secondo la signora Frola, il genero tiene lontana da lei la propria figlia, desiderandola tutta per lui, mentre secondo il signor Ponza è la suocera che, impazzita, crede ancora viva la figlia deceduta da tempo, scambiando per quest’ultima quella che in realtà è la seconda moglie di Ponza. Il filo comune sta nel fatto che non si capisca da quale lato stia la verità, se esista davvero una differenza fra quest’ultima e la rappresentazione che danno i singoli personaggi.

“A modo mio”
Così come i fan di “HIMYM” hanno dato diverse interpretazioni su quale sia la vera storia di Marshall, allo stesso modo non si sono sprecate opinioni sulla novella pirandelliana. Ma, forse, così si sta perdendo il punto fondamentale della questione. La lezione che entrambi vogliono lasciarci sembra essere diversa, e possiamo trovarla in una frase di un’altra opera di Pirandello, Sei personaggi in cerca d’autore:
“Un fatto è come un sacco: vuoto, non si regge. Perché si regga, bisogna prima farci entrar dentro la ragione e i sentimenti che lo han determinato”.
Certo, è un dato di fatto se Marshall sia stato derubato o meno da una scimmia, così come è un dato di fatto se la moglie del signor Ponza sia ancora viva o meno. Una delle due affermazioni deve essere vera, l’altra falsa. Tuttavia, la cosa sorprendente è che questo sembra essere irrilevante.
I personaggi continuano ad agire secondo la propria visione delle cose, riempiendo la vicenda delle proprie emozioni e delle proprie opinioni. Cosa sia accaduto davvero non ha alcun effetto, è sterile: affinché il fatto prenda vita ha sempre bisogno di qualcuno che sia disposto a crederci su, ma questo qualcuno non può che condirlo dei propri pensieri e dei propri sentimenti. Ne Il fu Mattia Pascal, la conversazione fra il protagonista Mattia e il bibliotecario Eligio è emblematica:
“In considerazione anche della letteratura, come per tutto il resto, io debbo ripetere il mio solito ritornello: Maledetto sia Copernico!
— Oh oh oh, che c’entra Copernico! — esclama don Eligio, levandosi su la vita, col volto infocato sotto il cappellaccio di paglia.
— C’entra, don Eligio. Perché, quando la Terra non girava…
— E dàlli! Ma se ha sempre girato!
— Non è vero. L’uomo non lo sapeva, e dunque era come se non girasse. Per tanti, anche adesso non gira.”
Anche prima che gli uomini lo credessero la Terra girava intorno al Sole, afferma correttamente Eligio. Tuttavia, l’uomo agiva come se questo non accadesse, il mondo intero si comportava e pensava in conseguenza al fatto che il suolo sotto i suoi piedi e il cielo sopra la sua testa fossero ben stabili, e su questa certezza costruiva la sua realtà.
Alla fine della puntata Barney e Ted, due dei protagonisti della serie, dopo che Marshall se ne va senza dare spiegazioni su quale delle due sia la storia autentica, affermano:
Barney: “Mi dispiace ma non sono soddisfatto, racconterò questa storia e dirò che è stato scippato da una scimmia […].”
Ted: “Barney, basta bugie perfavore. Non puoi inventarti un finale diverso perché non sei soddisfatto della realtà.”
Barney: “Ah davvero? Ricordati bene la mia versione dei fatti Mosby, un giorno anche tu racconterai la storia. E la dirai a modo mio”.
In tutto questo, alla fine, una verità viene a galla: tanto semplice quanto potente. Le persone non agiscono in base a come è fatto “là fuori” il mondo, ma sempre rispetto alle credenze, i sentimenti, i desideri, le speranze (e purtroppo, anche i pregiudizi) che hanno su di esso.