Questa celebra pellicola ci mostra l’importanza e le potenzialità di una corretta e ben strutturata alleanza terapeutica.

“Will Hunting-genio ribelle” è una pellicola del 1997 diretta da Gus Van Sant. La storia si focalizza sulla relazione tra Will, ragazzo tanto intelligente quanto aggressivo, e Sean, psicologo comprensivo e carismatico.
Genio e sregolatezza
Nel cinema non è raro trovare la figura dello psicologo inserita nella trama di un film di qualsivoglia genere. Robin Williams in “Will Hunting-genio ribelle” ne rappresenta forse l’esempio di maggior successo. Egli interpreta infatti Sean, uno psicologo che ha da poco perso la moglie che si ritrova un paziente di difficile gestione: Will, ragazzo dotato di grandi capacità intellettive ma vittima in passato di abusi, i quali hanno fortemente intaccato il carattere e la fiducia del ragazzo. La relazione tra i due rappresenta il cardine della vicenda. Will ha avuto diversi terapeuti nel corso della sua vita, sebbene nessuno di essi sia mai stato in grado di comprendere ciò che si cela dietro i suoi comportamenti eccessivi e spesso violenti. Tutto cambia quando Sean entra a far parte della sua vita, la sua ostinazione e la sua schiettezza porteranno Will ad aprirsi e a confidarsi con lui, permettendone crescita ed autoriflessione.
Questa storia vuole dimostrare quanto può essere impattante nella vita di una persona la presenza di un professionista abile e comprensivo, Will riuscirà infatti a domare i suoi impulsi ed a ottenere successo sia in ambito lavorativo che personale.

Rapporto confidenziale
Risulta interessante analizzare in maniera più approfondita quella che è la relazione paziente-terapeuta andatasi a delineare nel corso del film.
Will inizialmente è riluttante e scettico nei confronti della terapia, dubita che questa riesca in qualche modo ad aiutarlo e decide quindi nelle prime sedute di sfidare apertamente Sean, cercando di metterlo in difficoltà in ogni modo. Lo psicologo inizialmente non si lascia intimorire di fronte alle continue provocazioni del ragazzo, fino a quando non viene toccato un tasto a lui dolente: la moglie, persa da poco a causa di un tumore. Quando si ritrova la mano del terapeuta al collo Will comprende che di fronte a lui non c’è il solito professionista sbrigativo nei suoi confronti, ma una persona vera, che ascolta realmente ciò che lui ha da dire, questo rappresenta l’incipit del loro rapporto. Nel corso del film la relazione paziente-terapeuta va via via sfumandosi verso un rapporto quasi amicale, dove la figura dello psicologo assume più i connotati di quella di educatore. La grande empatia di Sean nei confronti del ragazzo risulta fondamentale, egli ascolta e comprende le sue parole e le sue esternazioni più estreme, proponendo non fredde diagnosi ma parole che potrebbero benissimo provenire dalla bocca di un amico o un familiare. La schiettezza e la concretezza sono quindi le vere armi in più in possesso del terapeuta.

L’alleanza terapeutica
Cosa si intende per alleanza terapeutica? Essa è la relazione basata su obiettivi condivisi ed esplicitati che si va a formare tra terapeuta e paziente nel corso delle sedute. Risulta quindi essere la base per un percorso che mira al cambiamento ed al miglioramento di caratteristiche espresse nelle fasi iniziali. Essa è costituita da 3 componenti:
-condivisione di obiettivi da parte di paziente e terapeuta
-chiara definizione di compiti e metodologie da utilizzare
-componenti di fiducia e rispetto
Qualora vi fossero tutte queste componenti sarebbe facile auspicare il raggiungimento dei risultati prefissati e quindi una proficua conclusione del percorso. Durante le sedute è possibile incontrare difficoltà nella gestione del paziente, le quali possono portare a crepe nell’alleanza che andranno riparate il più rapidamente possibile, attraverso precise tecniche di riavvicinamento. Oltre a tecniche e metodologie di stampo medico-diagnostico è bene ricordare che la professione del terapeuta ha come base il vissuto emotivo dell’altro e tutto ciò che ne consegue. L’empatia e la comprensione risultano quindi prerequisiti fondamentali per il corretto svolgimento di questa professione, come ci insegna Sean Maguire.
Senti Will, io so poche cose…Ma vedi questo fascicolo, tutta questa merda? Non è colpa tua