“Sei il Dio del tuono non dei martelli”: scopriamo Thor e la mitologia norrena

Viaggiamo tra Thor, Odino e i nove mondi.

Il suo personaggio è salito alla ribalta grazie ai cinecomic degli ultimi anni e ora Thor è conosciuto da tutti, ma ha anche una caratterizzazione fedele al mito? Scopriamolo e andiamo poi a conoscere le principali divinità e avvenimenti della mitologia norrena.

Thor

Thor, come nei film, è il figlio di Odino, personificazione del tuono e del fulmine e dimora ad Asgard. Sua moglie è la dea della terra e del grano Sif, ha diversi figli e figliastri, il suo mezzo di trasporto è un carro trainato da due capre con proprietà sovrannaturali: Thor infatti durante i suoi viaggi, se ne cibava visto che, conservando le pelli e le ossa intatte, il mattino seguente queste sarebbero rinate. A differenza però del grande schermo, il dio del tuono non ha una chioma bionda ed un fisico scolpito: è caratterizzato infatti da una corporatura nerboruta, capelli rossi e una fluente barba, con una personalità collerica e facilmente irritabile, anche se talvolta è raffigurato come bonario e con contorni più comici. La forza di Thor, già leggendaria, è potenziata ulteriormente da tre oggetti che porta sempre con sé e che lo rendono virtualmente invincibile: una cintura che raddoppia la forza di chi la indossa e un paio di guanti di ferro, necessari a brandire il portentoso martello Mjöllnir: questo, una volta scagliato, può tornare dal suo proprietario indipendentemente dagli ostcoli e alla distanza tra i due. Thor è destinato a morire nel corso del Ragnarok dopo aver ucciso Midgardsormr, il serpente che avvolge Midgard (la Terra), a causa del veleno della bestia. Essendo una divinità dai tratti molto umani, era plausibilmente molto più amata anche di Odino, tanto che i normanni insediatisi nel IX secolo a Dublino erano noti agli irlandesi come “popolo di Thor”.

Thor nei cinecomic Marvel

Odino

Odino è il padre degli dei, nella mitologia norrena chiamati Aesir, è associato alla sapienza, alla profezia, alla guerra e alla vittoria. Brandisce Gungnir, la sua lancia, e cavalca Sleipnir, il suo destriero a otto zampe. Secondo l’escatologia nordica Odino guiderà gli dei e gli uomini contro le forze del caos nell’ultima battaglia, quando giungerà il Ragnarok, la fine del mondo: qui il dio sarà ucciso, inghiottito dal temibile lupo Fenrir, ma sarà immediatamente vendicato dal figlio Vidar che lacererà le fauci del mostro dopo avergli piantato un piede nella gola. E’ la personificazione della sorgente del tutto e la sua sapienza è conoscenza, magia e poesia al tempo stesso; egli non solo conosce i misteri dei nove mondi e l’ordine delle loro stirpi, ma anche il destino degli uomini e il fato stesso dell’universo. Odino è anche il guerriero per eccellenza, che combatte con le sue arti magiche e con la sua infallibile lancia donatagli dai nani che rivolge alla vigilia delle battaglie verso lo schieramento del quale ha decretato la sconfitta. Odino conosce i segreti delle rune, che sono l’origine stessa di ogni conoscenza e di ogni potere; per ottenere questa sapienza, si è immolato in sacrificio a sé stesso rimanendo appeso a Yggdrasill per nove giorni e nove notti.

Yggdrasill

Yggdrasil è un frassino, il suo nome significa con ogni probabilità “cavallo di Yggr”, dove “cavallo” è metafora per “forca”, mentre Yggr è uno dei tanti nomi di Odino. Yggdrasill è l’albero cosmico, o “albero del mondo”, che sorregge con i suoi rami i nove mondi, nati dal sacrificio di Ymir, il primo degli esseri. Questi mondi sono: Ásaheimr, mondo degli Aesir, Álfheim, mondo degli elfi, Midgard, mondo degli uomini, Jotunheim, mondo dei giganti, Vanaheim, mondo dei Vani (l’altra stirpe divina dei norreni), Niflheim, mondo del gelo, Múspellsheim, mondo del fuoco, Svartálfaheim, mondo degli elfi oscuri e dei nani ed Helheim, mondo dei morti. Questi nove regni costituiscono l’intero universo. L’albero del mondo è così immenso che sprofonda fino negli inferi e i suoi rami sostengono l’intera volta celeste. Poggia su tre radici: una va verso il cielo degli Aesir, un’altra verso dove vivono i giganti e la terza radice raggiunge il Niflheim. L’albero Yggdrasill è il luogo dell’assemblea quotidiana degli dei che vi giungono cavalcando il ponte di Bifrost (l’Arcobaleno), vigilato dal dio Heimdallr.

Ragnarǫk

Il termine significa letteralmente “destino degli dèi”, ma indica anche la rigenerazione del mondo distrutto, caratterizzata da un’età felice, una nuova dinastia divina e una rinnovata progenie umana. Il Ragnarok verrà preceduto un inverno della durata di tre stagioni senza l’estate in mezzo, seguito da altri tre inverni nell’arco di grandi battaglie in tutto il mondo. Spariranno quindi il Sole e la Luna divorati dai due lupi Skoll e Hati che li inseguono da sempre. Yggdrasill si scuoterà e tutti i confini saranno sciolti, avverranno terremoti, alluvioni e catastrofi naturali. Le creature del caos attaccheranno il mondo: Fenrir il lupo verrà liberato dalla sua catena, mentre il Midgardsormr emergerà dalle profondità delle acque. La nave Naglfar, con al timone Loki, leverà le ancore per trasportare le potenze della distruzione alla battaglia, guidate da Hel (divinità degli inferi). Il Bifrost crollerà e Heimdallr soffierà il suo corno per chiamare allo scontro finale Odino, le altre divinità, e i guerrieri del Valhalla. Nel grande combattimento finale ogni divinità si scontrerà con la propria nemesi, in una distruzione reciproca. Il lupo Fenrir divorerà Odino, che quindi sarà vendicato da suo figlio Vidar, mentre Thor morirà dopo aver ucciso Midgardsrmr, esalando l’ultimo respiro per i veleni di quest’ultimo. L’ultimo duello sarà tra Heimdallr e Loki, che si uccideranno a vicenda, quindi il gigante del fuoco Surtr darà fuoco al mondo con la sua spada fiammeggiante. Di seguito, dalle ceneri, il mondo risorgerà. I figli di Odino e i figli di Thor erediteranno i poteri dei padri e la stirpe umana verrà rigenerata da una nuova coppia originaria, Líf e Lífþrasir, sopravvissuti nascondendosi in Yggdrasil.

Vediamo quindi come anche la mitologia norrena prevede una ciclicità: arriva la distruzione del mondo, l’Apocalisse, ma poi si riparte da capo, con nuovi protagonisti. Fino al ciclo successivo.

Lascia un commento