Salmo inaugura il metaverso: analizziamo il cambiamento attraverso la filosofia di Platone

Ecco il Metaverso: il futuro di Facebook e dei social network passa per questa direzione. Il mondo della musica è già pronto a sperimentare questa nuova dimensione, Salmo è uno dei primissimi artisti.

Proprio pochi giorni fa ha pubblicato il video di una propria canzone utilizzando il proprio avatar digitale. La particolarità è che il divario tra virtuale e reale va sempre diminuendo, in vista di una contaminazione tra le due dimensioni

Il progetto

I curatori del progetto ci hanno spiegato che l’idea è nata durante la quarantena. La volontà era quella di portare qualcosa di profondamente innovativo all’interno dei videoclip musicali. Proprio la quarantena ha agevolato la sintesi tra elementi virtuali e reali, in quanto esperienza reale, ma con i limiti di una realtà resa quasi virtuale, più precisamente surreale. Rispetto ad un videoclip tradizionale sono stati moltissimi i dettagli da curare e di conseguenza anche il tempo impiegato. Il video è stato prodotto da Lebonski 360 e co-prodotto da Reef Studios. All’interno del filmato osserviamo l’avatar in 3D dell’artista muoversi e ballare negli scenari più disparati, la cui ispirazione nasce dal mondo del cinema e richiama in particolar modo le città ribaltate di Inception o l’iconica scala di Joker. Il punto di riferimento da parte del regista Andrea Folini è senza dubbio la nuova realtà virtuale che è stata recentemente presentata da Facebook, ma su cui  si cela contemporaneamente un alone di mistero.

 

Il metaverso

A partire dallo stesso termine sono chiari ed evidenti i riferimenti alla cultura greca, la cui etimologia ci conduce ai significati di mutamento, trasformazione. Mark Zuckerberg vuole proporre la sua visione utopistica del futuro, rendendola gradualmente sempre più concreta. Certamente siamo in un periodo di decadenza per Facebook, che ha sofferto moltissimo la concorrenza interna di Instagram, ma soprattutto di Tik Tok. L’obsolescenza di Facebook in favore del social del colosso cinese, rende evidente il modo di  comunicare e la soglia dell’attenzione dei giovani stanno mutando. Da un social come Facebook, che permetteva di esprimere a caratteri i propri stati d’animo, siamo passati ad una comunicazione prima tramite immagine (Instagram) e poi tramite video (Tik Tok). In questa scala graduale di assoggettamento alla realtà virtuale, l’ultimo step da compiere è e quello verso cui sta andando Mark Zuckerberg. Creare cioè un mondo virtuale dai confini non limitati, caratterizzato da una contaminazione tra l’elemento virtuale e reale, Vermischung per la filosofia tedesca.

Interpretazione greca

Una realtà virtuale che per accrescere lo sviluppo economico della propria azienda, tende certamente a sostituire gradualmente il mondo reale. I cui interessi non entrano in collisione con una nostra alienazione e dipendenza, ma che vedono in queste due opportunità il loro pieno compimento. Cioè rafforzato da quanto affermato da Mark Zuckerberg. Qualsiasi persona potrà terminare la propria riunione di lavoro e recarsi ad un evento musicale virtuale. Qui si potrà comprare tramite tokens, monete virtuali futuro della CryptoArt, oggetti virtuali. Si tratta certamente di un progetto futuristico ed interessante, ma che fa anche tanta paura per molteplici ragioni. Alla cui base si trova però una forte contraddizione interna. Il ghenos di questa realtà virtuale è la mera realtà, definibile mera perché subordinata al virtuale. in termini platonici potremmo definirla imperfetta, in quanto copia delle idee e due volte più lontana dalla realtà.

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