Per eseguire una corretta identificazione delle specie batteriche appartenenti ai Gram negativi è necessario eseguire alcuni test di laboratorio specifici e di vitale importanza.
“Mindhunter” è una serie televisiva datata 2017 in cui viene narrato il processo di formazione della profilazione dei serial killer. I protagonisti spendono infatti molto tempo ad eseguire lunghe interviste ai serial killer in carcere al fine di raccogliere dati per identificare in maniera corretta e veloce i prossimi serial killer. Allo stesso modo, nel momento in cui bisogna identificare i batteri Gram -, è necessario svolgere numerose prove al fine di identificarli nella maniera corretta, in modo tale da evitare gli effetti negativi che questi potrebbero determinare.
TEST PRELIMINARE E DI OSSIDO/FERMENTAZIONE
Il primo test da eseguire è quello della citocromo – ossidasi, necessario al fine di determinare una prima differenziazione tra le Enterobacteriaceace (-) e Enterobacteriaceace (+). La citocromo ossidasi è un enzima coinvolto nella catena respiratoria che consente il passaggio degli elettroni durante i processi di ossido – riduzione. Pertanto, durante il test, viene utilizzato un colorante incolore che funge da donatore artificiale di elettroni. Nel momento in cui il test risulta essere negativo (non si verifica colorazione) la famiglia sarà quella delle Enterobacteriaceace, mentre in caso di esito positivo (colorazione sul viola), si tratterà di Vibrionaceae e Pseudomonadaceae. Il secondo test viene invece utilizzato per valutare la capacità del batterio di fermentare o meno. In questo caso, vengono usati dei terreni contenenti agar agar, glucosio e un indicatore di pH: nel momento in cui il batterio utilizzerà lo zucchero, il pH diventerà acido e si avrà la risposta dell’indicatore che indicherà la capacità di eseguire la fermentazione da parte del batterio. 
CAPACITA’ DI USARE ZUCCHERI E AMMINOACIDI
Per evidenziare la capacità di usare gli zuccheri, il terreno che viene utilizzato contiene peptone, rosso fenolo (indicatore) e glucosio. In questo caso non si tratta però di un terreno solido, ma bensì di un terreno liquido in cui verrà inoculata la sostanza da analizzare. Nel caso il batterio utilizzi lo zucchero, si avrà acidificazione e il terreno assumerà un colore giallo, mentre nel caso in cui non venga utilizzato lo zucchero ma il peptone, si avrà alcalinizzazione e il terreno assumerà una colorazione rossa. Per testare invece la capacità di utilizzare gli amminoacidi, si utilizza un terreno liquido contenente amminoacidi, glucosio, peptone e un indicatore di pH (bromo cresol porpora o rosso cresolo). Il terreno liquido viene poi posto in provette con il campione e, sulla superficie, viene aggiunto olio di paraffina per evitare l’ingresso di ossigeno. Il test risulterà negativo nel momento in cui si osserverà una colorazione gialla intensa, mentre risulterà positivo nel momento in cui la colorazione sarà di un viola molto acceso.
TEST PER L’IDENTIFICAZIONE DI SPECIE
Una volta annotati i risultati dei test precedenti, è possibile procedere con i test per l’identificazione di specie. Nel caso in cui ci si trovi nei Gram -, in particolare nell’ambito delle Enterobacteriaceace, è possibile eseguire alcuni test qualitativi come quello dell’indolo, dell’urea e del citrato. Nel primo caso, si va ad evidenziare la capacità di produrre indolo a partire dal triptofano in cui, in caso di positività, è possibile osservare una colorazione rossa. Il test dell’urea consente invece in evidenza l’attività di un enzima, ovvero l’ureasi: in caso di positività del test, si può osservare una colorazione fucsia del composto in provetta. L’ultimo test, evidenzia invece la capacità di utilizzare il citrato. In caso di risultato positivo, sarà possibile evidenziare una colorazione blu intensa nella provetta.