Negli scorsi giorni Sergej Viktorovič Lavrov, Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, ha annunciato la sospensione delle relazioni tra il paese e la NATO, definendo una svolta cruciale nel panorama internazionale.

La sospensione delle relazioni Russia-NATO rappresenta il culmine dell’escalation dei complessi rapporti tra i due. Una decisione aspra, destinata ad avere risvolti non solo nazionali, ma anche dotati di connotazioni dal valore globale.
Cos’è la NATO
La Nato, per esteso Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord, è stata istituita dal Trattato del Nord Atlantico, siglato il 4 aprile del 1949 a Washington ed entrato ufficialmente in vigore il 24 agosto 1949. Essa si delinea come uno strumento volto a garantire la difesa collettiva e la cooperazione militare tra i suoi Stati Membri attraverso la valorizzazione del dialogo politico tra le parti. In seno a tale Organizzazione si incontrano due principali punti: quello politico, che si concentra sulla consultazione dei vari paesi in merito a questioni di difesa e sicurezza volte a rivolvere le controversie e prevenire conflitti, e quello militare, che prevede ch qualora l’intervento diplomatico di risoluzione pacifica delle controversie dovesse rivelarsi fallimentare, l’Organizzazione può intervenire militarmente attraverso operazioni di gestione della crisi. Il punto cardine dell’Alleanza Atlantica è il principio di difesa collettiva, sancito all’articolo 5 del Trattato del Nord Atlantico, che in sintesi afferma che un’aggressione a uno dei suoi membri equivale a un’aggressione a tutti. Attualmente conta 30 Stati Membri, ma i paesi fondatori sono stati Stati Uniti, Regno Unito, Portogallo, Paesi Bassi, Norvegia, Lussemburgo, Italia, Islanda, Francia, Danimarca, Canada e Belgio. Attualmente ha sede a Bruxelles, e si prevede che possa diventare membro dell’Organizzazione “Qualsiasi altro Stato Europeo in condizione di soddisfare i principi del Trattato e di contribuire alla sicurezza dell’area Nord-Atlantica”. L’adesione è disciplinata dall’articolo 10 del Trattato del Nord Atlantico, che prevede che gli Stati membri possono invitare, previo consenso unanime, qualsiasi Stato europeo a condizione di soddisfare quanto disciplinato dal Trattato e di contribuire al mantenimento della sicurezza nell’area Nord-Atlantica.
La struttura politica e la struttura militare
Come già affermato, i principi politici e militari fungono da cardine nella condizione d’essere dell’Organizzazione. Per quanto riguarda la sfera politica troviamo i seguenti organi: Consiglio Atlantico/ North Atlantic Council (organismo dotato di effettivo potere politico nell’ambito dell’Organizzazione e costituito dai Rappresentanti Permanenti), Assemblea Parlamentare/Parlamentary Assembly (formata dai legislatori appartenenti ai Parlamenti degli Stati Membri, a cui si uniscono quelli dei tredici paesi associati. Essa ha come obiettivo quello di riunire le figure legislative dei vari paesi in modo da trattare le questioni di sicurezza e difesa); Segretario Generale/Secretary General (designato dai governi degli Stati Membri con il compito di promuovere, oltre che coordinare, il processo di consultazione e decisionale che si delinea all’interno dell’Organizzazione. Tale figura è anche incaricata di intrattenere relazioni, contatti e divulgare comunicazione con i vari governi degli Stati Membri). La sfera militare si trova invece strutturata sulla base di vari comandi con sede nei paesi membri, i quali fanno capo al Comitato Militare/Military Committee, che è composto dai Rappresenanti militari nazionali presso la NATO. Il suo compito è quello di raccomandare alle autorità politiche le misure necessarie a garantire la difesa comune, fornendo anche linee direttive relative all’ambito strategico e politico. Ad esso sono subordinati lo Stato maggiore militare internazionale ( responsabile dell’amministrazione degli enti militari), il Comando alleato della trasformazione (responsabile della redazione delle strategie future e dell’elaborazione della dottrina operativa, logistica e addestrativa NATO) e il Comando alleato delle operazioni (responsabile delle attività di comando sulle forze NATO impiegate in operazioni e capo agli enti territoriali dislocati in Europa).
La sospensione delle relazioni con la Russia
Recentemente, Sergej Viktorovič Lavrov, Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, ha annunciato la sospensione delle relazioni tra il paese e la NATO. Nello specifico, ha dichiarato la volontà di sospendere la propria missione presso l’Organizzazione e porre fine alla missione di collegamento dell’Alleanza Atlantica nella Federazione Russa. La motivazione parrebbe essere quella dell’espulsione da parte della NATO di otto membri dela missione russa presso l’Alleanza Atlantica a Bruxelles, una decisione che però, dal punto di vista dell’Organizzazione, si mostra giustificata dal fatto che tali rappresentanti stessero lavorando in segreto come ufficiali dell’Intelligence. Per le questioni urgenti e/o imminenti, è stato invece previsto che “L’ambasciatore straordinario e plenipotenziario della Russia nel Regno del Belgio sarà autorizzato a mantenere contatti urgenti con il quartier generale dell’Alleanza. A discrezione dell’Alleanza, un ambasciatore di un paese della Nato a Mosca può svolgere funzioni simili”. Dal punto di vista di Sergej Viktorovič Lavrov inoltre, la NATO si sta mostrando sempre meno propensa ad intraprendere un dialogo equo e corretto, preferendo invece una “linea politica sempre più aggressiva”. Quella posta in essere dal Cremlino è senza dubbio una decisione dotata di una profonda importanza e di una rilevante risonanza internazionale, che troverà concreto risvolto nel ritiro completo della missione a Bruxelles, che avrà luogo a partire dal 1° novembre 2021.