Diritti tv a Dazn: anche lo sport è cultura e merita di essere tutelato

Mentre il campionato di serie a sta per terminare in lega si sta svolgendo una battaglia molto importante, legata ad i dirtti tv per le prossime tre stagioni.

 

Per quanto riguarda il pacchetto principale le due migliori offerte sono state quelle di dazn, 840 milioni e sky che si è fermata a 750, che negli ultimi anni ha sempre avuto la maggioranza.

Calcio per pochi

Dazn arriva nel 2019 creando numerose polemiche tra gli appassionati: si tratta del Netflix del calcio e come tale necessita un’ottima connessione internet e server prestanti, per offrire un servizio alla pari della televisione via satellite. Una digitalizzazione dell’Italia ancora in ritardo e connessioni internet delle piccole realtà ancora molto lente, fanno storcere il naso agli appassionati. World Broadband Speed si occupa di stilare la classifica delle nazioni basata sulla  velocità di navigazione internet, collocandoci tra i peggiori paesi europei. Un recente studio mostra come al giorno d’oggi ci siano numerosi comuni nella nostra penisola che non dispongono di una connessione internet.  Soprattutto i più anziani dunque rischiano di perdere uno dei pochi intrattenimenti in questo periodo già molto complicato.

 

A quale rischio si va incontro?

A difendere Sky e l’idea di un calcio più tradizionale sono stati solo 4 club: Sassuolo, Verona, Bologna e Cagliari che probabilmente hanno messo in primo piano gli interessi dei propri tifosi prima dei dettagli economici. La pandemia ha portato un periodo di crisi e debiti anche nel molto ricco mondo del calcio, ma non scordiamoci che senza tifosi e sostenitori le cifre enormi che continuano a girare sarebbero ulteriormente ridimensionate. Dunque sarebbe stata richiesta una maggiore attenzione nei confronti del consumatore, specialmente se si tratta di un consumatore fidelizzato e molto legato all’azienda e al brand da anni. Il calcio dovrebbe essere di chi lo ama, in quanto espressione culturale di un popolo, ma tra  connessioni lente, stadi chiusi e  frammentazioni delle offerte , moltissimi tifosi si perderanno per strada. Sui social già spopola l’idea di tornare con la radiolina in mano, si tratterebbe di un ricorso storico molto interessante.

 

La televisione: consumo culturale

La televisione nasce in una delle età di maggiore benessere, per impeganare il tempo libero delle classi più agiate. Solo in un secondo momento trova una maggiore diffusione a livello popolare, diventando sinonimo di cultura ed appartenenza nazionale. Rafforza sicuramente un concetto di italianità oltre ad uniformare la nostra nazione sul piano linguistico. Avviene dunque quella che può essere definita una rieducazione culturale a tutti gli effetti. La televisione testimonia anche la mutazione del culto popolare, che si apre gradualmente alla modernità, condervando l’identità del culto popolare e permettendone anche la sua ricostruzione storica. Proprio questa ci insegna l’interesse nei confronti del consumatore, aspetto che la questione Serie a dimentics totalmente.

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