Com’era vissuta l’omosessualità nell’Antico Egitto? Scopriamolo insieme aiutandoci con un murale funerario

Un murale funerario risalente all’Antico Egitto, raffigura una coppia di uomini omosessuali: si tratta di una delle ipotesi più quotate dagli storici, che hanno supposto fossero amanti.

Si tratta di un caso quasi unico nell’Antico Egitto, le cui libertà sessuali sono stati al centro di ricerche storiche, con risultati spesso contraddittori. Gli egittologi più esperti però hanno pochi dubbi a riguardo.

Omessualità nell’Antico Egitto

Proprio in Egitto è stata trovata la prima testimonianza di quella chepuò essere definita la prima coppia omosessuale. Si tratta di due servi addetti alla cura delle mani dei reali. Si pensa che vennero sepolti insieme nella loro mastàba (tomba), presso l’antica Menfi, sulla riva occidentale del Nilo. Un altro famoso dipinto  ha creato un dibattito simile tra gli esperti: è idenominato il Tondo dei fratelliSi tratta di un ritratto funebre di epoca romana che risale al II secolo d.C. e che è stato però ritrovato sempre in Egitto, ad Antinopoli, la città fondata dall’imperatore Adriano in memoria del suo giovane amante greco Antinoo. All’interno del dipinto è ritratta la presenza di una miniatura del dio Antinoo. Per questo gli studiosi più esperti ritengono che i due giovani non fossero fratelli come si era ipotizzato in un primo momento, ma una coppia omosessuale dell’epoca. Un’altra storia molto interessante è quella del faraone Neferkara e del generale Sisene, relazione clandestina che intercorre tra un re e uno dei suoi comandanti militari: il faraone va di nascosto ogni notte lo va a trovare, intrufolandosi dentro al suo letto.

Verso ogni tipo di libertà?

Un altro oggetto di discussione e disaccordo tra gli studiosi è la presenza del papavero da oppio nell’antico Egitto. Nello specifico, una buona parte degli studiosi ne esclude la sua presenza durante l’Età del Bronzo. Probabilmente si pensa che sia stata introdotta nella valle del Nilo in tempi di molto posteriori, quelli tolemaici o romani. Una delle prove a sostegno di questa tesi è che la sua introduzione in età successiva sarebbe documentata dalla mancanza di resti vegetali di questa pianta e quindi di reperti archeologici. In un corredo di una tomba però, risalente al 1479 a.C.è stata trovata una pianta  di papavero da oppio. Alcuni studiosi affermano con certezza la presenza di questa pianta, senza spiegarsi però le motivazioni valide che hanno spinto alla sua coltivazione. Non è da escludere però che trovandoci di fronte ad un ritrovamento singolare, potrebbe trattarsi maggiormente di un’importazione occasionale del frutto della pianta, piuttosto che indicare la presenza della pianta viva nel territorio egizio. Poichè una questione molto simile riguarda anche l’Isola di Creta. Più certa e documentata è la presenza dell’oppio nell’Egitto faraonico.

Egizi: tutte le volte in cui sono stati precursori

Sono tantissime le invenzioni moderne nate durante l’Antico Egitto. Ogetti che usiamo quotidianamnte hanno un’origine antichissima. Dobbiamo certamente ringraziare il popolo delle piramidi per l’enorme contributo fornito alla storia, ancora più evidente nella vita quotidiana. Tra quelle più rilevanti vi è certamente il make-up. Sicuramente una delle più longeve, permetteva di fare con un composto il contorno degli occhi. Il trucco non riguardava solo il mondo femminile, era un’usanza unisex usata per rimarcare l’appartenenza alle differenti classi sociali. I problemi ai denti portarono anche alla nascita di quello che potremo definire l’antenato dello spazzolino. La cura e l’igiene personale erano fondamentali in quest’epoca, tanto da portare moltissime invenzioni. La ricetta del dentifricio , la sua composizione dei diversi minerali era scritta sul papiro. Proprio quest’ultimo ha certamente avuto un ruolo fondamentale:prima dell’invenzione della carta essi trovarono un’alternativa alle tavolette d’argilla, attraverso un supporto più versatile e leggero, che avrebbe rivoluzionato la scrittura favorendone la sua diffusione. Utilizzato perfino dai commercianti come registro delle merci, ebbe una diffusione senza precedenti.

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