“50 volte il primo bacio” ci porta alla scoperta della sindrome amnesica

Una delle commedie romantiche più conosciute ci aiuta a mettere luce su una particolare tossina algale e sui danni che questa determina.

“50 volte il primo bacio” è un film del 2004 in cui la protagonista del film soffre di amnesia a breve termine in seguito ad un incidente. La stessa problematica si può però riscontare in seguito all’ingestione di prodotti ittici contaminati dall’acido domoico, una particolare tossina di derivazione algale che determina l’insorgere della sindrome amnesica (ASP, Amnesic Shellfish Poisoning).

GENERALITA’ DELLE FICOTOSSINE E LE SINDROMI CORRELATE

Con il termine ficotossine si indicano tutte quelle sostanze prodotte da microalghe unicellulari come le dinoflagellate, le alghe azzurre e infine le diatomee. Gli effetti di queste tossine non colpiscono solo l’uomo, ma possono riguardare qualunque animale terrestre o non che ne entra in contatto. Vengono classificati principalmente due tipi di esposizione: l’esposizione diretta che si verifica nel momento in cui il soggetto entra direttamente a contatto con le microalghe e le tossine annesse, ad esempio durante l’alimentazione, oppure l’esposizione indiretta che si verifica invece nel momento in cui la tossina si distribuisce lungo la catena trofica. Questo secondo meccanismo di esposizione è tendenzialmente quello più comune con cui l’uomo entra in contatto con questo genere di tossine. Infatti, molti animali marini che si trovano ai livelli più bassi della catena trofica, come ad esempio le ostriche che sono molluschi filtratori, accumulano una grande quantità di tossine e nel momento in cui l’uomo le ingerisce rischia intossicazioni con sintomatologie più o meno gravi in relazione alla dose ingerita (nei casi peggiori o in mancanza di terapia si può anche arrivare alla morte). Le tossine algali possono essere di vario tipo e natura, dove determinano diverse sindromi: tra le più frequenti, con diffusione mondiale, si riconoscono la DSP (Diarrheic Shellfish Poisoning, sindrome diarroica), la PSP (Paralytic Shellfish Poisoning, sindrome paralizzante) e infine la ASP (Amnesic Shellfish Poisoning, sindrome amnesica). Nel caso della sindrome amnesica, la tossina coinvolta è l’acido domoico che viene prodotto da una particolare diatomea, la Pseudo-nitzschia pungens.

Pseudo-nitzschia pungens (eoas.ubc.ca)

FISIOLOGIA E TRASMISSIONE DELL’INFORMAZIONE NEL SISTEMA NERVOSO

Come suggerisce il nome, la sindrome amnesica colpisce il sistema nervoso alterandone le funzionalità. Prima di capire al meglio come l’acido domoico agisce sul sistema nervoso, è bene chiarire alcuni concetti importanti. Il primo fra questi riguarda le caratteristiche delle cellule nervose e di come l’informazione, cioè uno stimolo elettrico, viene trasmesso da una cellula nervosa all’altra. La caratteristica di queste cellule è infatti l’eccitabilità ovvero la capacità di reagire agli stimoli elettrici grazie alla presenza di particolari canali voltaggio-dipendenti in grado di aprirsi o chiudersi quando viene modificato il potenziale di membra. Quindi, quando una cellula viene opportunamente stimolata, il potenziale di membrana subisce una depolarizzazione dando luogo al potenziale di azione. Affinché una cellula risponda con un potenziale d’azione, la depolarizzazione deve essere di circa 15 mV. A questo valore, si determina l’apertura sequenziale dei canali voltaggio-dipendenti del sodio ( che essendo più concentrato all’esterno della cellula entrerà al suo interno) e del potassio (che essendo più concentrato all’interno della cellula fuoriesce all’esterno). I neuroni pertanto, in qualunque sistema nervoso, comunicano tra di loro in questo modo, cioè attraverso potenziali d’azione che vengono trasferiti da un neurone all’altro tramite una struttura di contatto che prende il nome di sinapsi. Ecco quindi il secondo importante concetto, ovvero la funzionalità delle sinapsi e dei neurotrasmettitori coinvolti. Le sinapsi si dividono in due classi e possono essere di tipo chimico o elettrico, nel nostro caso ci interesseremo delle sinapsi chimiche. Queste sinapsi presentano nella loro terminazione delle vescicole contenenti una sostanza chimica, ovvero i neurotrasmettitori, che verranno liberati nel momento in cui la cellula nervosa riceve un potenziale d’azione. Una volta liberato, il neurotrasmettitore andrà a legarsi a specifici recettori posti sulla membrana del successivo neurone innescando un nuovo potenziale d’azione e così via, finché non viene raggiunto l’organo effettore. La risposta finale che si ottiene, inibitoria o eccitatoria che sia, non dipende dalla natura del neurotrasmettitore ma dal tipo di canale ionico su cui questo va ad agire. Arriviamo quindi all’ultimo, e per vostra fortuna, breve concetto: i neurotrasmettitori possono essere eccitatori o inibitori. Nel nostro caso, poniamo l’attenzione su un particolare neurotrasmettitore eccitatorio, ovvero il glutamato. Questo tipo di neurotrasmettitore agisce su recettori che presentano canali  per il sodio (che entrerà nella cellula) e il potassio (che uscirà dalla cellula).

Esempio di sinapsi chimica (nospensees.fr)

EFFETTI DELL’ACIDO DOMOICO E SINTOMATOLOGIA NELL’UOMO

L’acido domoico, prodotto dalle diatomee e responsabile della sindrome amnesica, è una tossina termostabile e idrosolubile. Questa tossina si lega ai recettori del glutamato dove determina l’apertura dei canali ionici presenti, causando quindi il massiccio ingresso di ioni sodio che depolarizzano la membrana. Inoltre la tossina agisce non solo sui canali del sodio, ma anche su canali del calcio. Come risultato finale, nel complesso, si ottiene sovraeccitazione delle membrane e neurodegenerazione. L’uomo, come già citato, può entrare in contatto con questa tossina ad esempio in seguito all’ingestione di molluschi contaminati, possibilità ben più che reale considerando che la diffusione delle diatomee (quindi dell’acido domoico) si riscontra in tutte le acque, comprese quelle europee. L’acido domoico è a lento assorbimento, pertanto nelle prime 24 h si riscontrano sintomi gastroenterici, mentre dopo 48 h insorgono i disturbi neurologici che, oltre all’amnesia, comprendono disorientamento e stato confusionale. I sintomi non trattati possono protrarsi fino a 6 giorni e nei casi più gravi si determina una degenerazione che porta a problemi respiratori e infine alla morte. A proteggerci dalla possibilità di contrarre la sindrome amnesica interviene però il regolamento 853/2004 dell’Unione Europea: infatti il limite massimo di acido domoico accettato nei prodotti ittici destinati al consumo umano è di 20 mg/kg. I metodi di analisi riconosciuti dalla legge per determinare il quantitativo di acido domoico, vengono riportati all’interno del regolamento europeo 2074/2005, dove viene ad esempio specificato che la cromatografia liquida ad alta prestazione ed il metodo ELISA sono metodologie accettate per una corretta determinazione dell’acido domoico ai fini del consumo umano.

 

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