I MARXISMI
Marx ha passato la sua intera vita a trovare contraddizioni, a spaccare il capello in 4: era difficile accontentarlo. In Italia il marxismo non ha avuto, dopo Gramsci, dei nomi così illustri come nel resto d’Europa. I vari Althusser, Lukascz e Balibar rimangono per noi un miraggio. Tuttavia in un periodo di crisi globale del capitalismo anche in Italia sembra riaccendersi la scintilla marxista, in questo caso con l’aspetto di un giovane biondino con gli occhi azzurri.

DIEGO FUSARO E LA SOCIETA’ DELLO SPETTACOLO
Diego Fusaro è il filosofo dei social. Egli è onnipresente sulle bacheche Facebook o Instagram di chiunque lo segua. Il giovane è anche sempre presente nei vari salotti televisivi, in compagnia di giornalisti che egli definisce i membri del “clero giornalistico” che ripropinano continuamente gli slogan del “pensiero unico politicamente corretto”. Tornando alla filosofia, Fusaro fa sua l’idea della società dello spettacolo di Guy Debord, secondo la quale vi è per l’appunto una spettacolarizzazione della realtà nella misura in cui il mondo diventa merce e la merce diventa mondo. A questa visione egli aggiunge i tre elementi caratterizzanti dell’esistenza in autentica heideggerriana: la curiosità, l’equivoco e la chiacchiera. Egli fa spesso notare come in realtà il Potere liberal-capitalistico abbia deregolamentate l’esistenza al pari del commercio, trasformando il nostro dialogo in chiacchiera. Qui c’è un piccolo problema: Diego Fusaro, oltre che per i suoi occhi azzurri, è noto per essere un gran coniatore di neologismi. Il fatto è che molti di questi neologismi sono dei paroloni veramente difficili: “veteroatlantisti”, “turbomondialisti apolidi”, “rotocalco turbomondialista”, “ortopedizzatore delle masse”. Queste parole non fanno altro che riflettere quei tre caratteri della esistenza in autentica heideggerriana prima menzionati, per un semplice motivo: sono delle parole strambe, che causano curiosità, difficili, che causano l’equivoco, e che nascondono dei concetti tutt’altro che elevati, tipico della chiacchiera. Non siamo di fronte a una svolta lessicale nella filosofia, siamo dinnanzi a un linguaggio inutilmente complicato, che si giustifica solo in vista di quello che in realtà vuole criticare. Fusaro da questo punto di vista non è il combattente della società dello spettacolo, è esattamente un suo prodotto: per quanto egli riesca a denunciare ( con tesi di Spengler e Fukuyam, comunque non sue) i mali del capitalismo assoluto, la società dello spettacolo lo ha trasformato in un’icona grottesca non più in grado di trasmettere un serio messaggio alternativo: il suo essere-contro-il-sistema, è diventato funzionale al sistema stesso. Fusaro assomiglia un po’ all’ape che, non sapendo di non essere adatta al volo, riesce comunque a volare in virtù della sua ignoranza.
UN PARRICIDIO: UCCIDERE MARX IN NOME DI MARX
Ne “la miseria della Filosofia”, Marx attacca Proudhon e altri socialisti utopisti, cominciandoci a dare le linee guida del concetto di ideologia. Diego Fusaro ripete spesso che ad oggi bisogna avere idee di sinistra e valori di destra. Quando un marxista parla di idee e valori, bisogna drizzare le orecchie, perché l’aporia si nasconde dietro l’angolo. Sappiamo bene che Marx distingue tra struttura e sovrastruttura, definendo la seconda come la “riflessione in forma di idee dei rapporti di produzione dati nella struttura economica. ” A questo punto la ricerca marxiana, in particolare nei Manoscritti economico-filosofici, si permea di senso storico, e, riducendo all’osso il discorso di Marx possiamo notare che ogni forma politica e sociale (quelle che Fusaro chiama idee) e ogni forma religiosa-sia stato un riflesso della struttura economica allora presente. Non ha dunque alcun senso fare come fa Fusaro se ragioniamo marxianamente. Nella misura in cui le disuguaglianze della struttura economica turbo capitalista venissero meno (non ci interessa se tramite una rivoluzione o tramite politiche riformiste), allora le idee di cui parla Fusaro sarebbero semplicemente inutili perché esse in realtà sono prodotte dalle disuguaglianze presenti in seno nella struttura: sparite queste disuguaglianze, allora non avrà senso postulare sovrastrutture. Se invece Fusaro pensa di poter combattere le ingiustizie prodotte dal capitalismo assoluto con i “valori di destra” ovvero Dio, Patria, famiglia e cose del genere, gli auguriamo buona fortuna, consci però che, come disse Karl Marx: “Le idee non possono realizzare nulla. Per realizzare le idee, c’è bisogno degli uomini, che mettono in gioco una forza pratica.”

Giuseppe De Ruvo