Il Superuovo

42 o 137? Uno di questi due numeri è la risposta ad ogni problema

42 o 137? Uno di questi due numeri è la risposta ad ogni problema

42 o 137, può un numero essere la risposta a tutto quanto? Scopriamolo insieme a Douglas Adams e la costante di Sommerfeld.

Da Google Immagini

I numeri sono delle entità che ci circondano continuamente: dalla nostra data di nascita, all’ora del giorno. Una vita senza di essi sarebbe priva di significato e ci ritroveremmo costantemente disorientati. Ovviamente non si sta entrando nel fantasioso mondo della cabala, ma quanto più in un curioso parallelo tra un rinomato romanzo e la fisica. Quindi, cosa accadrebbe se la risposta alla “domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto” fosse proprio un numero?

Guida galattica per autostoppisti

Guida galattica per autostoppisti è un romanzo di stampo umoristico scritto da Douglas Adams nel 1979. Nel libro, il protagonista, Arthur Dent, scopre improvvisamente che la sua casa sarà abbattuta per fare spazio ad una nuova autostrada. Tuttavia, la sua iniziale preoccupazione scompare quando, altrettanto inaspettatamente, la Terra viene dichiarata da distruggere (e poi distrutta) dall’Ente Galattico Viabilità Iperspazio. Arthur si riesce a salvare grazie all’aiuto di un suo vecchio amico, Ford Perfect, il quale si rivela essere sempre stato un alieno. La storia prosegue in mille disavventure fino ad un momento chiave della narrazione: il protagonista viene a conoscenza della leggenda secondo cui un antico popolo di intelligenza superiore aveva costruito un robot in grado di fornire una risposta ad ogni cosa. I rappresentanti di questa razza quindi chiesero a tale computer, denominato Pensiero Profondo, -letteralmente- “la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto“; dopo millenni di elaborazione la risposta venne fuori: 42. La storia prosegue raccontando che questo misterioso e geniale popolo avesse costruito un’altra macchina, in grado di calcolare la “la domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto“, dato che avevano ottenuto una soluzione, 42, di non si sa quale questione. Arthur si precipita allora alla ricerca di tale macchinario, fino a ritrovarlo… La Terra, la quale avrebbe dato la domanda, se non fosse stata annientata, pochi minuti dopo la sua distruzione.

La scelta numerica fatta dall’autore venne spiegata solo 10 anni dopo la pubblicazione del romanzo, e distrusse tutte le teorie fatte dai fan: “La risposta è molto semplice. Era uno scherzo. Doveva essere un numero, un normale, piccolo numero, e io scelsi quello. Rappresentazioni binarie, calcoli in base tredici, monaci tibetani sono solo una completa sciocchezza. Ero seduto alla scrivania, fissai il giardino e pensai “42 funzionerà”. Lo scrissi a macchina. Fine della storia.

La costante di struttura fine

Sorprendentemente, in fisica esiste una costante estremamente particolare: la c. di struttura fine, altresì nota come costante di Sommerfeld. Essa è una grandezza introdotta per la prima volta nel 1916, corrispondente a:

Costante di struttura fine - Wikipedia

dove “e” è la carica dell’elettrone senza segno, “c” è la velocità della luce nel vuoto, “k” la costante di Coulomb ed “h” la costante di Planck. Incredibilmente, il valore numerico è molto vicino a 1/137, precisamente 1/137,03599926011. Questa quantità entra direttamente in gioco in diversi ambiti: nella descrizione dell’accoppiamento fra elettroni e fotoni, determinandone l’intensità; nell’interazione elettro-debole (unione dell’int. elettromagnetica e nucleare debole), dove compaiono dei parametri dipendenti da alpha; infine, in alcune proprietà ottiche dei solidi, dove è richiesto uno studio di tipo quantistico, sono presenti tracce di dipendenza da alpha. In aggiunta alle stranezze, la costante è un numero puro, poiché il rapporto fra le quantità che la compongono è adimensionale, e secondo alcune osservazioni dei telescopi Keck, sembrerebbe che in passato la c. di Sommerfeld avesse un valore di molto poco inferiore.

Il mistero di 137 continua ancora oggi ad essere valido. Utilizzando le parole del rinomato fisico e premio nobel Richard Feynman: “È stato un mistero fin dalla sua scoperta più di cinquant’anni fa, e tutti i migliori fisici teorici la appendono al muro e ne restano inquieti.

Conclusione

In conclusione, che siate dalla parte di 42 o di 137, i numeri rimangono a prescindere degli oggetti matematici strettamente connessi con la nostra realtà quotidiana; pur essendo privi di significato, di magia e di poteri divini sono il mezzo per eccellenza per “descrivere” qualsiasi cosa. Con una certa dose di ironia, siamo stati noi ad aver creato questi numeri, ma loro sembrano aver sempre e comunque regolato la nostra vita.

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