Il Superuovo

Scopriamo due nuovi disturbi grazie alla canzone “Ipocondria” di Giancane feat. Rancore

Scopriamo due nuovi disturbi grazie alla canzone “Ipocondria” di Giancane feat. Rancore

Siamo ormai abituati a sentire il termine ipocondria, spesso usato con leggerezza e accompagnato da un velo scherzoso. Conosciamolo meglio.
La canzone ipocondria ci fa riflettere sulla sofferenza di questa condizione, che non ha, però, una categoria diagnostica che la identifica. Capiamo perché e da cosa è sostituita.

Essere o non essere?

Ipocondria, di Giancane feat Rancore, è stata scritta nel 2018, ma dal 2020 è conosciuta ai più per essere stata la colonna sonora di Rebibbia quarantine, la serie di Zerocalcare che ci ha accompagnati durante la dura quarantena. Parla di una sensazione strana, di un’ansia che accompagna il cantante continuamente, ad ogni minimo acciacco fisico.
È solo ipocondria
Questa mia nostalgia
Ma è solo ipocondria
Questa malinconia
Guardo la sorte che bussa alle porte
Ho l’ansia e mi sale, la sento più forte
Il cuore mi batte a tempo di morte
Ho una patologia!
Ma no. Non è una patologia o per lo meno no lo è per il DSM-V, il quinto manuale diagnostico per i disturbi mentali. Sebbene ormai il termine ipocondria appartenga al senso comune, non è presente una categoria diagnostica che la identifica come un disturbo. Nonostante ciò, ci sono due condizioni sovrapponibili a questo concetto: il disturbo da sintomi somatici e da ansia di malattia. Vediamoli insieme.

Due condizioni subdole

Il disturbo da sintomi somatici è caratterizzato da alti livelli di ansia e energie o comportamenti eccessivi dedicati ai sintomi somatici. Di solito queste persone sono molto preoccupate per la loro salute, tanto da allarmarsi ai minimi segni di un problema fisico. Può essere diagnosticato indipendentemente dal fatto che i sintomi siano collegati ad una malattia o ad una condizione fisica e questa preoccupazione oppressiva deve durare almeno per sei mesi.
Il disturbo da ansia di malattia, invece, è dato dalla grandissima paura di avere una malattia grave, nonostante l’assenza di sintomi significativi. Queste persone si allarmano eccessivamente anche a causa di un leggero cambiamento nel fisico e possono essere perseguitate da potenti immagini mentali di sé stesse ammalate o morenti. Sono portate a ricercare in modo eccessivo e dispendioso cure mediche e la loro condizione è spesso collegata ad un problema d’ansia più generalizzato.

La potenza delle mente

Chi soffre di questi disturbi tende ad usufruire delle cure mediche con grande frequenza, arrivando anche, in alcuni casi, a spendere ingenti somme di denaro. Sia l’ospedalizzazione che il ricorso alla chirurgia estetica sono comuni. Anche se queste persone sono tra coloro i quali utilizzano di più le strutture sanitarie, rimangono spesso insoddisfatte delle cure che ricevono. Per molti di questi casi, in realtà, non si riesce a trovare una spiegazione medica, così i medici sono spesso definiti incompetenti. Ciò, però, non rappresenta un limite in quanto questi pazienti continueranno a cercare trattamenti con grande insistenza.
Nonostante tali disturbi rappresentino un problema reale, ci sono molte critiche nelle diagnosi. Innanzitutto sono dovute alla grande variabilità di condizioni che si possono presentare, ma anche alla non oggettività della definizione di eccessivo. Tra i criteri diagnostici, infatti, deve essere presente un’apprensione tale da causare eccessiva ansia, ma chi determina questo livello? Inoltre, ad accompagnate questi due disturbi è la forte stigmatizzazione, che causa un minor numero di diagnosi rispetto ai casi stimati.
Anche a causa di tutte le problematiche collegate alla diagnostica, le persone con questi disturbi non riusciranno mai a trovare la soluzione nella cura del corpo fisico, ma solo nella cura della mente. E’ a loro necessario essere accompagnati in un percorso psicologico per migliorare la propria vita e diminuire tutti questi sintomi che ne diminuiscono la qualità.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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