Il Superuovo

132mila firme per la petizione “Si Vax”: la sensibilizzazione verso la pericolosità del No Vax

132mila firme per la petizione “Si Vax”: la sensibilizzazione verso la pericolosità del No Vax

Nell’ultimo periodo lo scontro scontro tra genitori No Vax, coloro che non vogliono vaccinare i propri figli reputandolo dannoso per la salute, e i genitori Si Vax si è fatto più acceso. Ad Alessandria, Roberta Amatelli, madre di Viola, una bambina che ha subito un trapianto di fegato a soli otto mesi di vita, ha lanciato una petizione “Si Vax” che ha raggiunto un numero di 132mila firme contro l’autocertificazione con obbligo flessibile imposta dal ministro della salute Claudia Grillo. Questa consiste, in estrema sintesi, nella possibilità per bambini non vaccinati di essere ammessi a scuola in seguito ad un’autocertificazione fatta dai genitori riguardo lo stato di salute del proprio figlio senza che venga fatto alcun controllo che lo accerti. L’obbligo flessibile permette, inoltre, che possa essere presentata anche l’autocertificazione dell’anno precedente e, dunque, permettendo di non avere alcuna certezza riguardo lo stato di salute del bambino per l’anno corrente. La battaglia intrapresa da mamma Roberta è solo una delle tante contro la pericolosa involuzione di pensiero, scatenatasi non molto tempo fa, che potrebbe portare la ricomparsa di malattie pericolose e mortali precedentemente debellate. Mamma Roberta combatte affinché vi sia una maggiore percezione del pericolo nel quale si potrebbe incorrere. 

Trasferimento della percezione del pericolo 

Si vuole veramente giocare con la pelle dei nostri bambini?” si chiede Roberta, giustamente preoccupata per la salute della sua bambina, Viola, che, dopo il trapianto di fegato, incorre in rischi maggiori di contrarre malattie rispetto a molti altri bambini. Roberta è solo una delle tante madri che percepiscono la gravità e il pericolo un bambino completamente sprovvisto dei mezzi per potersi difendere da malattie come il morbillo. Queste malattie potrebbero essere fatali non solo per coloro che non hanno la protezione fornita dal vaccino, ma anche per coloro che, invece, ce l’hanno. Si verifica quello che è un trasferimento della percezione del pericolo. I genitori No Vax, infatti, hanno spostato la propria attenzione sul vaccino stesso percependolo come nocivo. La sensazione è quella che questo rappresenti un pericolo maggiore di quanto non lo sia l’assenza del vaccino in sè. Il decremento della percezione del pericolo fa sì che il pericolo stesso venga sottovalutato. Come è possibile, dunque, spostare nuovamente la percezione del pericolo verso l’obiettivo precedente?

Atteggiamenti nei confronti della malattia

Ritenere che una cura come il vaccino sia efficace nel prevenire una malattia dipende espressamente dalla percezione che questa susciti un cambiamento. Si ha, dunque la sensazione che vi sia una maggiore salvaguardia della salute rispetto al non mettere in pratica la cura stessa. In sostanza, se una cura non produce degli effetti positivi non sarà considerata come una cura efficace o, in qualche modo, utile. Inoltre, sentirsi invincibili, a volte, è più dannoso del sentirsi vulnerabili. Infatti, percepire di essere invulnerabili ad una determinata malattia fa sì che la probabilità che vengano attuate delle azioni per prevenirla siano significativamente più basse. È l’autoefficacia, la sensazione di essere efficienti nel portare a termine un compito come quello di mantenersi in salute, che rende le persone consapevoli di essere protette, o meno, da una possibile minaccia. Quando la percezione di autoefficacia è attribuita al fatto di evitare di vaccinare i bambini affinché siano protetti al meglio dalle conseguenze del vaccino stesso, fa sì che il focus attentivo sia spostato su possibili conseguenze infinitamente meno pericolose. L’unico modo per rendere le persone consapevoli dei rischi di un vaccino mancato è quello di aumentare le fonti di informazione.

Processi cognitivi di mediazione

Conoscere i vantaggi e gli svantaggi forniti dal vaccino è pregnante affinché questo possa essere considerato come una valida alternativa al non vaccinare. Bisogna essere consci che, nella realtà dei fatti, non esiste un farmaco che non abbia degli effetti collaterali che possono essere anche gravi. Allo stesso modo, tuttavia, non si può dire che le azioni che gli individui compiono quotidianamente come, per esempio, guidare o andare a fare la spesa, non possano avere degli effetti collaterali. Al mondo non esiste nulla di assolutamente sicuro e privo di rischi. La probabilità che si abbiano delle conseguenze infelici per le azioni che si compiono sono presenti in qualsiasi cosa e in qualsiasi azione. Nel caso dei vaccini, però, bisogna chiedersi: è più rischioso vaccinare o non vaccinare? I numeri non mentono. La sconfitta di determinate malattie che hanno causato migliaia e migliaia di morti è decisamente fuori dal non essere evidente. Studiare la storia dell’uomo dei secoli scorsi non può che confermarlo, basti pensare alle vittime di epidemie di morbillo o di peste. Su queste basi, è logico pensare che non essere vaccinati contro determinate malattie risulti essere una minaccia più grande di quanto non lo sia vaccinarsi. Quando questo verrà percepito nuovamente come una minaccia concreta, gli individui si impegneranno affinché questa stessa minaccia possa essere eliminata, ristabilendo, dunque, la propria autoefficacia nella gestione del pericolo. 

Per essere sicuri di non correre rischi probabilmente non si dovrebbe fare niente di quello che si fa ogni giorno, rimanendo a casa al sicuro e magari sotto una coperta a guardare un film. Anche in quel caso, però, non si può essere del tutto certi che non fare nulla non comporti dei rischi. Si sente dire sempre più spesso che imporre l’obbligo di vaccinazione per i propri figli sia un limite alla libertà della persona e alle azioni che si compiono per il bene e per la salute degli individui. Tuttavia, come afferma mamma Roberta insieme a moltissimi altri genitori preoccupati per il benessere e per la salvaguardia dei propri figli, non si parla di conseguenze che riguardano la salute di una sola persona, ma anche di coloro che la circondano e che fanno parte della sua quotidianità, compromettendo la salute non solo di colui che compie una scelta assolutamente incosciente, ma anche quella di chi, invece, ha fatto la scelta giusta. 

Alice Tomaselli

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: