Il Superuovo

10 anni fa moriva Osama Bin Laden, scovato dai potenti satelliti Statunitensi

10 anni fa moriva Osama Bin Laden, scovato dai potenti satelliti Statunitensi

Ad un decennio dall’operazione Neptune Spear, c’è ancora tanto da raccontare  riguardo la localizzazione del fondatore di Al Qaeda

Nella foto scattata nella situation room, attimi prima dell’operazione, si riconoscono l’allora vice presidente Joe Biden, Barack Obama e Hilary Clinton

L’avvento dei satelliti e delle telecomunicazioni ha rivoluzionato il nostro modo di vivere e con esso le missioni militari. Il medio oriente, da decenni teatro di scontri e terrorismo, è un territorio estremamente vasto e per buona parte ostile. Com’è possibile allora individuare uomini ed edifici a migliaia di chilometri di distanza? Come funzionano i satelliti e i segnali che lo permettono?

Operazione Neptune Spear

2 maggio del 2011. Ventiquattro Navy Seal si avvicinano al nascondiglio di Osama Bin Laden. Durante i mesi precedenti, a seguito dell’identificazione dei corrieri usati dal signore del terrorismo, in collaborazione con l’intelligence pakistana, viene identificata la presunta residenza di Bin Laden. L’edificio si trova nei pressi di Abbottabad. Dopo settimane di preparativi per l’assalto, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama dà il via all’operazione. Con un solo ferito tra le fila americane, l’operazione è un successo. Qualche ora dopo Barack Obama diffonde la notizia in tutto il mondo: Osama Bin Laden è morto. Il fatto viene pubblicamente lodato e riconosciuto da alcune tra le più importanti istituzioni mondiali, tra cui ovviamente anche ONU e NATO. A quasi 10 anni dall’attentato alle Twin Towers che con centinaia di morti sconvolse il mondo, l’autore e sedicente leader di una delle più pericolose organizzazioni terroristiche di sempre è stato giustiziato. Diverse speculazioni sono state fatte nei mesi e negli anni successivi riguardo la veridicità dell’operazione, ma ad oggi nessuna prova concreta è stata portata in favore di queste congetture. L’operazione fu erroneamente diffusa con il nome di “Geronimo”, presente anche nel titolo del film girato nel 2012. L’uccisione di Osama Bin Laden ebbe ripercussioni in ogni dove. Al Qaeda, nonostante le indicazioni lasciate dal suo comandante, diminuì la sua attività negli anni successivi. Questa, come molti altri fatti di cronaca simili, fu la prova del grande aiuto che i satelliti e le comunicazioni a lungo raggio possono dare per il mantenimento della pace con azioni mirate e sicure, minimizzando il rischio di perdite tra i civili. “Per Dio e per il paese, Geronimo, Geronimo, Geronimo”. Queste furono le parole che conclusero l’eroica azione del pugno di Seal. I resti di Osama Bin Laden furono dispersi in mare con la massima segretezza, onde evitare che la sua tomba potesse diventare un santuario per il fondamentalismo islamico.

Drammatiche immagini dell’attentato al World Trade Center dell’11 settembre 2001, perpetrato da Al Qaeda

Le colline hanno gli occhi, ma anche le nuvole

Sopra le nostre teste, in ogni istante, orbitano intorno alla terra a velocità straordinarie i satelliti artificiali. Negli ultimi trent’anni decine e decine di satelliti sono stati lanciati a centinaia di km dalla superficie. Questi satelliti sono indispensabili per la tecnologia GPS, per le telecomunicazioni e non solo. Pensate banalmente all’applicazione di mappe che il vostro smartphone vi fornisce. Quella è una conseguenza diretta del fatto che i satelliti sopra le nostre teste regalano immagini di qualsiasi angolo del mondo. Per non parlare della meteorologia, che si evolve di anno in anno grazie alle osservazioni satellitari delle nubi e dei fenomeni atmosferici. I nostri satelliti sono anche il nostro più prezioso trampolino verso il cosmo: il telescopio Hubble che ci regala immagini stupefacenti dell’universo che ci circonda è a tutti gli effetti una struttura orbitante, la stazione spaziale internazionale allo stesso modo è un potente strumento di ricerca in condizioni di microgravità. La preparazione di “Neptune Spear” richiese diverso tempo. Dopo l’identificazione del nascondiglio vennero scattate diverse foto. Come è facile intuire, avvicinarsi via terra o con mezzi di trasporto convenzionali avrebbe mandato all’aria un decennio di ricerche. La CIA decise di ricorrere ai satelliti. Gli invisibili occhi dell’uomo nel cielo. Centinaia di fotogrammi vennero inviati alle basi Nordamericane, e in un lampo l’intelligence all’altro capo del mondo poteva programmare con precisione un’operazione altrimenti quasi impossibile. Al giorno d’oggi quindi la tecnologia dei satelliti è fondamentale in ogni ambito. Come molte delle cose che diamo per scontate, o che addirittura non vediamo, si basa però su un complicato sistema ingegneristico. La costruzione di un satellite coinvolge strutture meccaniche, aerospaziali, materiali adatti e impianti di conversione dell’energia e di trasmissione dei segnali. Sono, a tutti gli effetti, uno dei capolavori della tecnica moderna. Curiosamente, l’utilizzo dei satelliti ci costringe a dare retta ad una teoria da molti considerata “prettamente teorica”: la relatività. La relatività ci parla infatti di effetti apprezzabili solamente a velocità molto elevate, e sono proprio le velocità dei satelliti quelle a cui si cominciano ad apprezzare gli effetti studiati da Albert Einstein. Se non fosse perché teniamo conto degli effetti relativistici, in particolare la contrazione delle lunghezze, i dati dei GPS trasmessi dai satelliti sarebbero sbagliati spesso anche di diverse centinaia di metri. Come risultato al posto che trovarvi di fronte alla porta di casa del vostro amico che sapientemente vi ha fornito il suo indirizzo, il GPS installato nel vostro smartphone vi manderebbe diretti alla casa del cugino di campagna. Insomma, un ottimo motivo per rimpiangere le mappe cartacee. Fortunatamente però la fisica è quasi sempre un passo avanti rispetto alla tecnica, e questo porta grandi vantaggi dal punto di vista ingegneristico e non solo.

Satellite di SpaceX, compagnia spaziale capitanata da Elon Musk (fonte: pexels)

Via col vento (nella ionosfera)

Come dice il titolo del famoso film, anche le onde viaggiano con il vento. O per meglio dire, viaggiano nell’aria. La nostra atmosfera è formata da diversi strati: troposfera, stratosfera, mesosfera, termosfera ed exosfera. Questi sono suddivisi sulla base della densità dell’aria e del gradiente di temperatura. C’è però un’altra zona, chiamata ionosfera, che si estende fino a 450km di altezza. Questa zona è estremamente importante per la nostra civiltà: è infatti colei che permette di far rimbalzare i nostri segnali intorno al globo. Come dice il nome stesso, la ionosfera è formata da diversi strati di gas ionizzato. In parole povere con gas ionizzato si intende del gas colpito dalla radiazione solare che viene diviso in ioni. In base all’altezza si possono trovare diversi di questi gas “divisi” in ioni. Ossigeno, ma anche composti dell’azoto ad esempio. Immaginate di essere in una stanza e lanciare una pallina talmente forte che essa prima raggiunge il soffitto, poi rimbalza sul pavimento e poi torna sul soffitto. Alla fine la pallina seguirà una traiettoria rettilinea, che la porterà dalla parte opposta della stanza rispetto a voi. Pensate ora di essere in una stanza molto particolare, in cui il soffitto e il pavimento si incurvano man mano che la stanza si allunga. Un po’ come essere su uno dei piccoli pianeti della serie Super Mario Galaxy. Allora se tirate la pallina essa rimbalzerà sempre dal pavimento al soffitto, e se l’avete tirata abbastanza forte, ve la troverete alle spalle mentre continua a rimbalzare. Teorie terrapiattiste a parte, questo è esattamente ciò che accade con le onde nella nostra atmosfera. Il pavimento è la superficie del pianeta, mentre il soffitto la ionosfera. La nostra pallina sono le onde elettromagnetiche, ad esempio onde radio, che rimbalzano tra terra e ionosfera e viceversa. Le onde elettromagnetiche viaggiano alla velocità della luce, perciò una volta “lanciate”, rimbalzeranno sulla ionosfera e non avranno problemi a raggiungere l’altro capo del globo in qualche istante. Come un flusso d’acqua sul letto di un fiume, queste radiazioni scorrono nell’atmosfera in ogni istante. Non temete però, non si rischia di fare la fine del dottor Banner. Le onde usate per la trasmissione radiotelevisiva sono infatti molto meno energetiche rispetto ad esempio ai raggi X usati nelle radiografie, così come sono meno energetiche della luce emessa dalle nostre lampadine o dal nostro Sole. Più che essere travolti da un fiume in piena, diciamo pure che queste onde altro non sono che un placido torrente di campagna. Nessun rischio quindi, in barba ai complottisti, nel camminare per strada o in una stanza in cui è presente il wi fi: il passaggio di segnali e informazioni è una delle meraviglie che scienziati e ingegneri ci hanno donato, e anche grazie alla loro ricerca il mondo è ora un posto più sicuro.

 

L’aurora è un fenomeno causato dall’interazione tra magnetosfera e atmosfera, che circondano il pianeta (fonte: pexels)

 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: