Il giovane Portnoy vive il desiderio in forme estreme e non convenzionali, come Freud insegna, oltre ogni norma sociale.

Nell’adolescenza, Portnoy sviluppa una sessualità intensa e autoerotica, segnata da impulsi perversi e da una costante tensione interiore causata dall’educazione repressiva ricevuta. Il suo desiderio si esprime oltre i limiti sociali, rivelando la potenza dell’inconscio
LA SESSUALITÀ DURANTE L’ADOLESCENZA
‘’Poi è arrivata l’adolescenza’’.
Durante l’adolescenza, i cambiamenti possono risultare travolgenti, soprattutto per la mente che si prepara a diventare adulta, ma anche, e forse ancor di più, per il corpo, che si trasforma profondamente. Questo nuovo corpo deve essere conosciuto, sperimentato e compreso anche attraverso la sessualità, che svolge un ruolo fondamentale in tale processo.
Il tema della sessualità riveste una particolare rilevanza nella vita di Alexander Portnoy, protagonista del celebre romanzo Il lamento di Portnoy di Philip Roth. In questo personaggio, infatti, si presenta uno sviluppo sessuale non conforme agli standard sociali comunemente accettati. Tale sessualità si caratterizza per la sua intensità, che tende a sfociare nella compulsività, e per gli aspetti tormentati, strettamente connessi a una cultura familiare tradizionale e repressiva, improntata a vergogna e senso di colpa.

SCOPO SESSUALE E OGGETTO SESSUALE
Come anticipato, lo sviluppo sessuale di Portnoy si discosta da quello convenzionale. Ma quale forma assume l’impulso erotico del giovane? Per comprenderlo meglio, è utile richiamare la distinzione classica che Sigmund Freud opera nel primo dei Tre saggi sulla teoria sessuale tra scopo sessuale e oggetto sessuale.
Lo scopo sessuale coincide con l’atto verso cui tende la pulsione sessuale. Nell’essere umano, secondo Freud, lo scopo è l’unione genitale, ovvero il coito. L’oggetto sessuale, invece, è ciò verso cui la pulsione si dirige; culturalmente, secondo Freud, l’oggetto previsto è la persona del sesso opposto.
Ciò che risulta particolarmente interessante nella teoria freudiana è che scopo e oggetto sessuale non necessariamente coincidono.
Una prima possibilità è che l’oggetto sessuale sia quello culturalmente previsto (un partner del sesso opposto), ma lo scopo sessuale non sia il coito. In questo caso, la pulsione può concentrarsi su un oggetto o una parte del corpo (ad esempio piedi, capelli, biancheria intima), oppure può manifestarsi in forme come il sadismo (piacere nel far soffrire), il masochismo (piacere nell’essere sottomessi), il voyeurismo (piacere nell’osservare) o l’esibizionismo (piacere nel mostrarsi).
In alternativa, lo scopo sessuale può essere il coito, ma l’oggetto sessuale non è quello culturalmente previsto. In questo caso, l’oggetto può essere un partner dello stesso sesso, una variazione che Freud evidenzia per mostrare come la sessualità genitale, eterosessuale e procreativa sia una costruzione culturale e psichica, più che una verità biologica assoluta. La pulsione può anche rivolgersi verso oggetti inanimati (i cosiddetti feticci) o assumere forme patologiche quando si dirige verso animali o bambini.
UNA SESSUALITÀ NON CONFORME ALLE NORME SOCIALI
Alla soglia della pubertà, Portnoy manifesta una sessualità chiaramente non conforme alle norme sociali. Innanzitutto, la sua sessualità è autoerotica: lo scopo sessuale non è (ancora) un partner né del sesso opposto né dello stesso sesso, mentre l’oggetto sessuale è costituito da feticci molto diversi tra loro.
Durante una gita in famiglia, ad esempio, la sua pulsione si rivolge a una mela senza torsolo; un pomeriggio, a un pezzo di fegato acquistato in macelleria. Ma le fantasie culinarie non sono le uniche: Portnoy indirizza anche la sua attenzione verso la biancheria intima della sorella. Porta sempre con sé, avvolte in un fazzoletto, un paio di mutande che ha sottratto dal cassetto, e la sola parola “mutandine” gli provoca una “scossa violenta”. Una sera, fingendo un malessere durante la cena, si rifugia in bagno dove trova nel cesto della biancheria sporca un reggiseno usato, sufficiente a far emergere in lui la fantasia di trovarsi di fronte a Lenore Lapidus.
Ora, per quanto bizzarri possano apparire alcuni dei feticci preferiti dal giovane Portnoy, essi mostrano qualcosa di molto interessante, colto da Freud nella sua opera: la pulsione sessuale non ha condizioni rigide per esprimersi, ma è una forza psichica autonoma che può agire in modi diversi da quelli culturalmente approvati. L’oggetto sessuale può potenzialmente essere chiunque o qualunque cosa, e non importa che questo sia socialmente accettabile o meno. La pulsione sessuale, infatti, non è morale e non segue criteri etici: l’inconscio non si interessa di ciò che è ammesso, ma semplicemente desidera.
Questa riflessione ci invita a considerare la sessualità durante l’adolescenza non come un semplice adattamento a norme sociali, ma come un processo complesso e spesso tormentato, che rappresenta una tappa fondamentale nella costruzione dell’identità. Riconoscere la varietà e la libertà con cui la sessualità si manifesta è essenziale per comprendere e accompagnare i giovani in questa fase di trasformazione, senza pregiudizi o repressioni, favorendo così una crescita psicologica sana e autentica.