Trovato a Barcellona il dipinto rubato da liceo classico a Senigallia. Si trarebbe del quadro settecentesco “Rebecca al pozzo” che venne trafugato nel 2004.

Si trova a Barcellona, in Spagna, uno dei dipinti trafugati nel 2004 dal liceo classico Perticari di Senigallia. Ad annunciarlo è stato il comitato “Salviamo il Classico.
L’opera
L’opera “Rebecca al pozzo”era una delle più imponenti conservate nell’aula magna dell’istituto sede nello storico palazzo Gherardi in via Portici Ercolani e venne restaurata con il ripristino dei colori originari.
I carabinieri del Nucleo per la tutela del patrimonio culturale ed artistico hanno mostrato le foto affinchè fosse possibile il riconoscimento. Il dipinto, spiegano Paradisi e Moraca del “Comitato Salviamo il Classico” è stato spacciato per opera della scuola fiamminga, ma si tratta di un dipinto di scuola settecentesca centroitaliana, raffigurante l’episodio biblico di Eliezer e Rebecca. Il conte Gherardi ne fece dono alla città di Senigallia. Un’opera di “inestimabile valore” spiegano i due esponenti del comitato, che auspicano di poter accellerare il sequestro in Spagna del dipinto. Un’altra opera, il ritratto del cardinale Giuseppe Doria, era stata ritrovata tempo fa a L’Aquila. Anche questo dipinto è strettamaente legato a un aneddoto particoalre: fu spacciato per ritratto di anonimo cardinale francese e quotato 1.500 euro per facilitarne la vendita illegale.

La trafuga delle opere d’arte oggi
Si potrebbe pensare che questo fenomeno si sia attenuato nel nostro presente, con una serie di leggi che avrebbero dovuto contenerlo. Invece la realtà è sorprendente soprattutto soprattutto per i non addetti al settore. Come ogni anno è stato pubblicato il bollettino delle ricerche “Arte in ostaggio”, numero 44, relizzato dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC), contenente una selezione delle opere più importanti trafugate in Italia, documento riconosciuto a livello internazionale, ai sensi dell’articolo 4, comma 4, della “Convenzione sui beni culturali rubati o illecitamente asportati”. Si tratterebbe di un valido strumento per poter contrastare il traffico illecito di opere d’arte. La divulgazione di questa pubblicazione consente al cittadino, agli addetti ai lavori e agli amanti del settore di accedere a informazioni e fotografie riguardanti oggetti artistici da ricercare, dando vita a un network che attraverso la cooperazione dei cittadini e appassionati possa arrivare a una soluzione del problema.Il Comando TPC, Reparto specializzato dell’Arma dei Carabinieri, condivide notizie per individuare e recuperare rilevanti opere storico-artistiche anche nel difficile momento che stiamo vivendo. Tra i beni pubblicati spiccano soprattutto un dipinto olio su tela raffigurante “Nascita di San Giovannino” attribuito a Nicolò Balestri (1555-1609), rubato nel 1967 dalla Chiesa di San Giovanni Battista di Argenta di Ferarra e un dipinto olio su tela raffigurante “San Sebastiano curato dalle pie donne” attribuito a Barbieri Giovanni Francesco detto Guercino (1591-1666), asportato nel 1974 dal Convitto Nazionale “Giuseppe Palmieri” di Lecce.

Le trafughe d’arte nella storia
Un episodio di storia antica deriva direttamente dalla storia antica e in particolarmente episodio più plateale è quello del romano Verre, il governatore della Sicilia che nei tre anni in cui vi risiedette si impadronì di centinaia di collezioni private e pubbliche prelevandole con la forza. Proprio Cicerone lo accusò di questo e ne abbiamo delle testimonianze. Facendo un grande salto temporale possiamo osservare come nella lista dei ricercati redatta dall’Inerpol figurano anche opere del calibro di ”Un mare in tempesta” di Rembrandt del 1633 e ”Concerto a tre” di Vermeer del 1666 Fu trafugato nel marzo 1990 ed è considerato il dipinto rubato più prezioso con un valore stimato di circa 200 milioni di dollari. La maggior parte di queste opere è stata sottratta dal museo dove era conservata per essere rivenduta nel mercato clandestino, in quanto si tratta di quadri di enorme valore economico di decine o centinaia di milioni di euro.