Pompei e Bruxelles hanno in comune una grande strage avvenuta durante un evento sportivo. Ecco di che cosa si tratta.

Lo sport ormai occupa gran parte del tempo libero della popolazione mondiale. In tanti sono soliti sedersi davanti al televisore e vedere una sfida sportiva. Su questo siamo molto simili agli antichi romani che organizzavano e calendarizzavano veri e propri eventi sportivi di portata globale. A volte eventi sportivi sono macchiati da stragi cruentissime e crudelissime, come avvenne a Pompei e allo stadio Heysel.
Lo scontro tra pompeiani e nocerini

Nel mondo romano, ludi gladiatorii erano molto popolari: molti imperatori e personaggi di spicco del panorama politico romano finanziavano e presiedevano spesso l’organizzazione di questi spettacoli, per ottenere o rafforzare il consenso. I ludi gladiatorii avevano assunto nell’orizzonte culturale romano la stessa importanza che oggi hanno le partite di calcio. La possibilità di assistere a questi giochi era un elemento di aggregazione tanto forte che vi sono testimonianze antiche di congiure o accordi segreti stipulati negli anfiteatri. Poteva capitare però che tali giochi portassero a frizioni e a scontri più o meno violenti. Sicuramente i ludi gladiatorii di Pompei del 59 d.C. non sarebbero stati ricordati se non fossero stati sfondo di uno scontro sanguigno e distruttivo.
Due sono le principali attestazioni di questo scontro. Una è di tipo pittorico, l’altra letteraria. In una casa plebea di Pompei si trova un dipinto che ritrae proprio la rissa avvenuta tra pompeiani e nocerini (si veda immagine ad inizio paragrafo), descritta poi nel dettaglio dallo storia Tacito.
In Annales XIV, 17, Tacito scrive:
“Intorno a quel tempo da una lieve contesa nacque una terribile strage fra i coloni di Nocera e quelli di Pompei, durante i ludi gladiatori […] Con la consueta arroganza dei provinciali, passarono dagli insulti ai sassi e in ultimo alle armi […] Molti dei Nocerini furono riportati a casa mutilati nel corpo per le ferite e i più piangevano la morte dei figli e dei genitori […] Riportata nuovamente la questione davanti al senato, si vietarono ai Pompeiani per dieci anni simili riunioni”.
Indubbiamente un evento tragico e con diverse vittime: la chiusura decennale dell’anfiteatro nel 59 d.C. sarà poi definitiva, perché nel 70 d.C. Pompei sarà distrutta per la celeberrima eruzione del Vesuvio.
La strage dell’Heysel

All’Heysel avvenne uno degli eventi più tragici della storia del calcio recente. 29 maggio 1985, stadio Heysel di Bruxelles. Finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool. Le tifoserie sono ovviamente separate nelle due curve dello stadio. I tre settori di una curva ospitano solo tifosi della squadra italiana, mentre dall’altra parte due settori ospitano i tifosi inglesi. Il terzo settore è destinato a spettatori “misti”.

Circa un’ora prima dell’inizio della partita gli hooligans, violentissimi ultras inglesi, decisero di muoversi verso il settore Z, occupato dai tifosi misti, per conquistare tutta la curva. Gli occupanti del settore non reagirono alle provocazioni, ma semplicemente tentarono di fuggire sul terreno di gioco. Le forze dell’ordine cominciarono così a manganellarli, per impedire l’invasione di campo. Molte reti divisorie crollarono e anche alcune cancellate non resistettero. Alcuni morirono schiacciati dall’impeto degli inglesi avanzanti o da parti crollanti del settore. Il bollettino finale fu di 39 morti e oltre 600 feriti. La partita si disputò ugualmente e vide trionfare la squadra di Torino, anche se lo stesso telecronista italiano Bruno Pizzul espresse i suoi dubbi sul fatto che la partita potesse davvero essere definita una finale di Coppa dei Campioni.