Mentre festeggiamo l’8 Marzo ricordiamoci di Lise Meitner, Ida Noddack e Harriet Brooks

Non ricordiamoci solo di Einstein o di Hawking quando parliamo di scienza, moltissime intuizioni le hanno avute le donne!

(federchimica.it)

Rieccoci di nuovo: l’8 Marzo è tornato e con esso il dolce profumo di mimosa che pervade le botteghe dei fiorai. Come al solito su Instagram spopolano le foto delle composizioni floreali, dei biglietti d’amore e tutte quelle frasi del tipo “la festa della donna non è solo oggi” o “ma la festa dell’uomo quand’è?? xdxd”. In ogni caso, per quanto commerciale sia diventata questa ricorrenza, la sua importanza non va sminuita. Ci dobbiamo ricordare, infatti, che in moltissime parti del mondo (Italia compresa) la violenza di genere continua ad essere molto diffusa e che ogni giorno miete più vittime del corona virus. Un tipo di violenza non solo verbale o fisica ma che lede anche la dignità di coloro che, pur avendo ricoperto un ruolo fondamentale nella storia, non vengono ricordate come meritano.

Lise Meitner scoprì le basi teoriche della fissione dell’atomo

Avete letto bene. Infatti, nonostante lo scopritore ufficiale del processo (applicato all’uranio) sia Otto Hahn, ad aver posto le basi dello studio fu Lise Meitner. La grandezza della sua scoperta (che permise allo scienziato di vincere il Nobel nel 1944) sta anche nel fatto che ebbe luogo in uno scantinato. Eh già, infatti nella prima metà del ‘900 alle donne non era consentito entrare in un laboratorio e la povera Lise dovette arrangiarsi in una stanza nei sotterranei dell’università di Berlino.

Oltre che sulla fissione nucleare Lise Meitner condusse numerosi studi sulla natura della radioattività. In particolare analizzò gli effetti che le radiazioni alfa e beta avevano su diversi materiali. Scoprì poi, insieme a Otto Hahn, diversi isotopi, fra cui il protoattinio 231, l’attinio C e il torio D.

Lise Meitner (blogspot.com)

Anche Ida Noddack lavorò alla fissione nucleare

Sebbene Lise Meitner abbia scoperto le basi della fissione, fu un’altra scienziata ad avere per prima l’intuizione. Stiamo parlando di Ida Noddack, una chimica e fisica tedesca, la prima ad elaborare l’idea della fissione nucleare nel 1934. Partendo da una analisi critica degli esperimenti di Enrico Fermi, suggerì l’ipotesi che si potessero produrre elementi della parte centrale della tavola periodica. L’idea fu ispirata da un articolo dello stesso fisico in cui si ipotizzava la creazione di elementi transuranici in seguito al bombardamento dei nuclei di uranio con dei neutroni.

Nessuno allora prese in considerazione la sua ipotesi in quanto era contraria al pensiero scientifico del momento. Proprio per questo motivo, purtroppo, la Noddack non tentò di verificare la sua teoria restando nell’ombra e continuando a lavorare ingiustamente come assistente del marito.

(zeitreise-wesel.de)

Ad Harriet Brooks si deve la scoperta del Radon

Se credete che almeno Harriet abbia visto riconosciuti i meriti della sua scoperta vi sbagliate. Persino la Brooks dovette sottomettersi alla mentalità maschilista dell’epoca, e lo fece quando nel 1901 l’articolo riguardante gli studi venne attribuito solo al suo supervisore Ernest Rutherford (vincitore otto anni dopo del premio Nobel). L’unico merito attribuito alla scienziata fino al 1980 fu quello di aver fatto da assistente durante le sperimentazioni.

(buzzle.com)

Come si è visto, dietro alcune delle più grandi scoperte ci sono delle donne altrettanto importanti i cui nomi, tuttavia, sono stati resi noti solo in seguito. Purtroppo per il genere femminile la vita non è mai stata semplice e non lo è tutt’ora, ma sta in questo la loro grandezza, nel fatto che per emergere sono in grado di compiere meglio e più velocemente ciò che fanno i loro colleghi maschi. Buona festa delle donne a tutte voi!

 

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