Lo spettacolo delle eclissi: gli effetti che avevano sugli antichi Greci e Romani

Le eclissi sono tra i fenomeni celesti più suggestivi e interessanti e sono sempre stati al centro dell’attenzione dell’uomo.

Gli antichi Greci e Romani, in particolare, davano grande importanza a questo fenomeno e la storia ne è testimone.

Un’eclissi recente

Nella notte tra il 15 e il 16 maggio, c’è stata una spettacolare eclissi nei nostri cieli. La luna si è tinta di rosso poiché l’atmosfera terrestre ha indirizzato verso il satellite la porzione rossa dello spettro elettromagnetico. In questa occasione la luna è entrata nel cono d’ombra creato dalla terra che transita davanti al sole. Gli occhi di molti si sono dunque rivolti al cielo per ammirarne la bellezza, mentre i più pigri si sono accontentati di seguire le numerose dirette social o guardare i video il giorno seguente. Per noi moderni si tratta di un fenomeno affascinante, suggestivo e romantico, ma nella concezione antica aveva altri significati. Come avrebbero reagito Greci e Romani?

Eclissi in Grecia

Gli antichi, non spiegandosi esclusivamente razionalmente questi fenomeni celesti, attribuivano loro significati connessi al volere delle divinità. Quando eventi del genere accadevano potevano anche essere in grado di mutare le sorti della storia. Un esempio molto noto è quello dello stratega ateniese Nicia. Nell’agosto del 413, quando ormai le speranze ateniesi nella conquista della Sicilia erano ormai vane, era il momento della ritirata. Al comando del contingente attico c’erano Nicia e Demostene. Le truppe erano pronte per la partenza verso Catane, dove avrebbero trovato riparo e supporto da Siracusa, ma la superstizione di Nicia ebbe la meglio sulla sua saggezza. Nella notte del 27 agosto si verificò un’eclissi di luna, che fu intrepretata negativamente dal comandante e lo indusse a non muoversi dalla sua posizione per alcuni altri giorni. Questo influenzò ancor più negativamente le sorti della guerra, poiché diede il tempo ai Siracusani di organizzarsi meglio, mentre gli Ateniesi rimanevano feriti e con poche provviste, tagliati fuori dai propri alleati.

Eclissi a Roma

Anche gli antichi Romani erano molto superstiziosi nei confronti delle eclissi di luna. Buona parte della tradizione latina riporta un comportamento strano in concomitanza con questo fenomeno. È riportato che i cittadini romani, quando la luna mutava in cielo, scendessero in strada a far baccano con utensili di bronzo, ferro, trombe e strumenti vari. Tibullo in un’elegia afferma che questa usanza abbia il compito di contrastare l’incantesimo che cercava di tirare via la luna dal cielo. Ancora Tacito riporta in un passo degli Annales come dei soldati in Pannonia, accortisi di un’eclissi, la interpretassero come foriera di sventure o fortune, a seconda del colore che avrebbe assunto. Proprio per questo, anche loro si misero a suonare corni e tube, nella speranza di farla diventare più luminosa, segno di buona sorte.

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