Come dimenticare i versi della canzone “All’alba sorgerò” del celebre film Disney: Frozen – Il regno di ghiaccio? Ebbene, mentre la regina Elsa era intenta nel cantare, a causa delle peripezie affrontate, il suo animo era profondamente turbato. Durante questa fase, i suoi poteri hanno raggiunto la massima efficacia riuscendo persino a erigere un castello di ghiaccio dal nulla. È evidente che lo stato d’animo della regina giochi un ruolo fondamentale per quanto riguarda la natura dei suoi poteri, ma le emozioni influenzano i cristalli di ghiaccio anche nella realtà?

Gli esperimenti di Masaru Emoto

A porsi per primo qusta domanda fu Masaru Emoto, scienziato e ricercatore giapponese che decise di fotografare diversi cristalli d’acqua. I campioni di liquido iniziali erano stati prelevati in zone molto diverse tra loro (sorgenti naturali e rubinetti delle grandi città industrializzate). Le diverse sostanze chimiche presenti in soluzione erano dunque la causa delle svariate forme dei cristalli che si formavano in seguito al congelamento. La loro struttura variava infatti a seconda delle concentrazioni degli agenti inquinanti disciolti: maggiore era la purezza dell’acqua, più armonica era la struttura del cristallo. Al contrario, più il liquido era contaminato e più i cristalli erano disordinati, amorfi, in una sola parola: “brutti”. Nonostante ciò, le acque dei principali centri urbani del sud America come Buenos Aires davano vita a cristalli meravigliosi pur essendo ricche di sostanze chimiche.

L’acqua: un’amante della buona musica

Fu proprio la vitalità di Buenos Aires a dare al dottor Emoto l’idea che anche le emozioni e le vibrazioni positive potessero influenzare la forma dei cristalli. Ciò lo indusse a sottoporre dei campioni d’acqua distillata all’”ascolto” di svariate canzoni. I risultati ottenuti alla fine degli esperimenti erano sensazionali. Melodie tristi, insulti preregistrati e grida di dolore rendevano i cristalli di ghiaccio simili a quelli formatisi dall’acqua contaminata. Al contrario, i campioni trattati con musica allegra, canti religiosi e parole gentili erano semplicemente stupendi.

Olaf e il gigante di ghiaccio

Non è chiaro se la Disney si sia ispirata o meno ai risultati degli esperimenti di Emoto, fatto sta che le emozioni della regina Elsa rispecchiano perfettamente quanto scoperto dallo scienziato. Ricordate Olaf? Per chi non lo sapesse si tratta di un dolce e tenero pupazzo di neve creato da Elsa mentre giocava con la sorella Anna. Durante la sua fuga, invece, i poteri della regina hanno dato vita a un colossale “mostro di neve” che ha tenuto lontani gli altri protagonisti dal suo castello. Anche in questo caso, le emozioni positive hanno dato vita a qualcosa di allegro e buffo. Quelle negative, al contrario, hanno generato una specie di King Kong delle nevi.

Le applicazioni della scoperta di Emoto

La scoperta di Masaru Emoto ha condotto lo scienziato a ipotizzare l’esistenza di una quasi impercettibile forma di energia chiamata: “Hado”. Questo tipo di onde sarebbe talmente “sottile” da non poter essere rilevato dai moderni strumenti né tantomeno dal nostro senso dell’udito. Il fatto che sia così debole, tuttavia, non vuol dire che non abbia alcuna utilità: Hado ha infatti la capacità di influire sui legami tra le molecole d’acqua che influenzano la forma del cristallo di ghiaccio. Questa scoperta sensazionale potrebbe approfondire gli studi sugli effetti delle emozioni positive sulla nostra salute fisica. Non dimentichiamo infatti che il nostro corpo è composto al 70% da acqua! In ogni caso, secondo Masaru Emoto, ogni oggetto materiale è in grado di emettere un particolare tipo di Hado. L’affinità tra due persone potrebbe derivare dal fatto che entrambe emettono la stessa quantità di energia. Non sappiamo ancora fin dove ci condurrà questa ricerca, ma, a quanto pare, “essere sulla stessa lunghezza d’onda” non è più un semplice modi di dire.

Andrea Grillo

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