“L’arte di vincere” mostra l’importanza del leader all’interno di un team

Quanto sono importanti i numeri nel gioco di squadra?

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Il capitano di una squadra o un allenatore sono dei punti di riferimento per una squadra di baseball. Come nello sport, anche nelle imprese ci deve essere qualcuno che “guidi il gioco”.

MONEYBALL: “THE ART OF WINNING AN UNFAIR GAME”

“L’arte di vincere” è un lungometraggio che racconta le vicende della storica squadra di baseball degli Oakland Athletics, una delle squadre professionistiche di baseball della Major League Baseball (MLB). All’inizio del XXI secolo le cose non andavano bene; infatti, la squadra aveva subito un’amara sconfitta da parte dei New York Yankees perdendo la possibilità di partecipare alle World Series. Il film Moneyball e il libro mostrano come gli A’s sono stati in grado di essere competitivi malgrado le scarse disponibilità finanziarie. La pellicola uscita nel 2011, diretta dal regista Bennet Miller, ha avuto un successo tale da guadagnarsi sei candidature ai Premi Oscar 2012. La terribile sconfitta ricade sul protagonista di questa storia, il general manager Billy Beane (interpretato da Brad Pitt), che, contrariato dalla sconfitta, si vede negare dalla società un aumento del budget per poter competere con le squadre più ricche. Beane ha come unico obiettivo la vittoria di un trofeo e decide di rivoluzionare la squadra, creando un assetto innovativo. È stato giudicato dalla critica come un film profondo che utilizza con sapienza la metafora sportiva per raccontarci un’importante lezione di management e di leadership dove vengono mostrate le seguenti competenze fondamentali: la capacità di visione, la capacità d’innovarsi e di affrontare il cambiamento, la capacità di misurare le performance e di costruire una cultura di team basata sui punti di forza del singolo e su un forte spirito di collaborazione. È un film che si può facilmente guardare, ma che soprattutto intreccia due settori lontani come l’economia e lo sport, parlando di leadership e di management, estrapolando importanti spunti di riflessione.

Tornando a parlare del film il protagonista si ritrova a riunire una squadra competitiva nonostante il budget limitato a sua disposizione. Nel corso di un incontro con i dirigenti dei Cleveland Indians, Beane incontra Peter Brand, un giovane laureato in economia a Yale con idee radicali su come valutare quanto sia valido un giocatore. Peter Brand è una figura spiccante, poiché è colui che salva la partita finale avendo ideato una strategia in cui selezionare i giocatori in base alla loro percentuale di ottenere una base senza aiuto di penalità. L’Athletics alla fine riesce a conquistare l’American League West del 2002, e Beane viene contattato dal proprietario del Boston Red Sox, John W. Henry, che si rende conto di come la sabermetria rappresenti il futuro del baseball. La sabermetrica non è altro che l’analisi del baseball attraverso le statistiche, il quale termine deriva dall’acronimo SABR, che sta per “Society for American Baseball Research”. La scena finale del film dove Billy Beane rinuncia all’opportunità di diventare general manager dei Boston Red Sox, uno dei degli incarichi più invidiabili sulla scena del baseball, fa capire che l’arte di vincere per Beane è stata far rivivere la squadra e portare una novità in questo gioco, che dopo le vicende del 2001 è diventato uno degli sport di squadra più famoso d’America.

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L’IMPORTANZA DEI NUMERI

“L’arte di vincere” si ispira all’idea che la matematica e il calcolo razionale siano due strumenti estremamente utili anche per applicazioni pratiche in apparenza lontanissime dal mondo dei calcoli, come per esempio lo sport.  Anche quello tra business e matematica è un legame forte. Spesso le strategie da adottare in termini di marketing rispondono proprio a modelli di carattere matematico. Tutti oggi sanno quanto sia importante il marketing per una strategia aziendale che voglia puntare sull’allargamento dei propri confini e dei propri guadagni. I modelli matematici costituiscono il punto di riferimento per chi, all’interno di un’azienda o comunque di un’attività imprenditoriale, ha il compito di portare alla realizzazione di molti obiettivi importanti in termini economici. Un’azienda non può progredire lungo la linea del personale business, se non tiene conto dei modelli matematici e della possibilità che ha di utilizzarli per scoprire nuove importanti linee di azione e campi ancora non battuti dalla concorrenza. Come tecnica di base, la matematica è davvero fondamentale per chi si affaccia anche per la prima volta al business. Per proporsi gli obiettivi di fare buoni affari si dovrebbe considerare come indispensabile la pratica di quegli esercizi tipici della matematica, per orientarsi anche in termini di probabilità nel considerare il settore da prendere come punto di riferimento.

LA LEADRSHIP IN UN’IMPRESA

Cos’è la leadership aziendale? La leadership aziendale è, innanzitutto, un processo sociale che porta un individuo, all’interno di un gruppo di lavoro, ad essere in grado di influenzare pensieri, atteggiamenti e comportamenti altrui senza applicare strumenti e dinamiche “di potere”. Un leader guida il suo gruppo, motivando e responsabilizzando ciascuno dei componenti e creando coesione all’interno del team verso un obiettivo comune. Se ben utilizzata, la leadership aziendale è un’ottima risorsa per mantenere alta la qualità del lavoro e ottenere un incremento dei risultati.

Un leader contribuisce a mantenere alta la produttività e aiuta ad individuare le soluzioni per risolvere eventuali problematiche legate alle dinamiche di collaborazione del gruppo o ad altri ostacoli. Spesso i manager, in particolare quelli delle grandi aziende, si attribuiscono l’etichetta di leadership aziendale. Può esistere un’enorme differenza tra una leadership e un management; l’autore, nel corso della propria attività, ha conosciuto molti modesti manager e pochi veri leader, questi, per lo più, nelle piccole e medie imprese. La leadership riveste un ruolo bene diverso del management; in questa definizione non c’è nulla di misterioso e la differenza non ha nulla a che fare con il carisma o altri tratti della personalità. Leadership e management sono due funzioni aziendali distinte e complementari, entrambe necessarie per il successo della grande come della piccola impresa. Al management è affidata la gestione della complessità, alla leadership è affidato il cambiamento. La leadership scopre nuove opportunità e gli strumenti per attuarle o farle attuare, crea nuovi paradigmi, è orientata alla creatività e soprattutto è in grado di cambiare radicalmente il sistema dell’impresa. Ha grande rispetto per le persone, come viene mostrato nel film, anche se si è fuori dal campo aziendale, ed è in grado di motivare i collaboratori in modo da porli nelle condizioni di fornire prestazioni di spicco. La sua autorevolezza deriva dalla condivisione della visione, della mission, delle strategie e degli atteggiamenti da parte dei collaboratori.

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