Il Superuovo

La mascherata della Morte Rossa: Edgar Allan Poe, il maestro dell’incubo

La mascherata della Morte Rossa: Edgar Allan Poe, il maestro dell’incubo

Edgar Allan Poe può essere definito il padre del genere horror in quanto per primo ha sperimentato i temi, le immagini ed i mezzi con i quali far profondamente accapponare la pelle ai lettori,facendone una propria scienza . Lo scrittore darà vita ad un solo romanzo in vita sua, egli infatti preferisce dedicarsi al genere del racconto del quale loda la caratteristica di essere breve quanto basta per generare quel fugace brivido di paura che costringe il lettore a rimanere con gli occhi spalancati tutta la notte. Emblematico è il suo scritto intitolato “La mascherata della morte rossa” che, seppur narrato in maniera molto semplice, scatena emozioni complesse sfiorando quelle corde sottili della mente umana che il maestro sapeva suonare a suo piacimento. In più, come era solito fare, in questo racconto Poe include temi di profonda importanza sociale, che raccontati con un simile stile, non possono fare a meno che rimanere impressi e generare una riflessione. 

La trama (spoiler)

Il racconto è ambientato nel regno del principe Prospero. Qui infuria un’epidemia di quella che l’autore chiama Morte Rossa, terribile malattia che una volta contratta porta in brevissimo tempo al decesso. Il Principe decide di non curarsi delle sorti della propria gente, dunque raduna un gruppo di mille amici sani e li chiude con lui in una delle sue roccaforti senza possibilità di uscita. Egli si è preoccupato di non far mancare nulla ai propri ospiti: il castello è infatti ricco di provviste, comodità e divertimenti di ogni tipo. Passano circa tre mesi, mentre fuori la malattia infuria al massimo grado, dentro va tutto per il meglio e Prospero decide di organizzare un grande ballo in maschera al quale dovranno prendere parte tutti i suoi ospiti. Egli stesso si occupa della sua organizzazione e lo predispone in maniera tale che si sviluppi lungo dette sale, ognuna di esse illuminata e arredata secondo un determinato colore, che varia dall’una all’altra. Il ballo ha inizio, tutti sembrano divertirsi molto ballando attraverso tutte le sale, tutte tranne una. Una delle stanze è infatti arredata di nero ed illuminata da una luce rossa. Essa risulta agli invitati molto inquietante, tanto che preferiscono evitarne il passaggio. In più essa ospita un grande orologio a pendolo che non appena batte l’ora costringe i musicisti a smettere di suonare tanto è il fragore che esso genera, rappresentando un ulteriore elemento di inquietudine per gli invitati. Allo scoccare della mezzanotte appare una singolare figura vestita di nero. Essa viene notata in quanto indossa una maschera dai contorni scarlatti che pare simulare proprio il sanguinamento oculare che il morbo che infuria per il regno provoca. Nessuno osa avvicinarsi ad essa, tutti ne fuggono mentre lei continua a camminare indisturbata per le sale. Ad un certo punto il Principe adirato e sentendosi deriso, comincia a rincorrerla brandendo la spada, intenzionato ad ucciderla. Non appena la creatura volge lo sguardo verso Prospero, però, egli si accascia a terra urlando e muore in pochi secondi. Gli invitati allora, con la forza della disperazione, corrono verso il mostro tentando di bloccarlo, ma senza successo: non appena afferrano le vesti, essi scoprono che sotto di esse non si cela nessun corpo. A questo punto gli invitati cominciano uno ad uno a cadere per terra senza vita e la Morte Rossa domina su tutto.

L’analisi

 

“Anche nei cuori dei più sfrenati ci sono corde che non possono essere toccate senza dare forti emozioni. Perfino per i più cinici per i quali la vita e la morte sono oggetto di beffa, esistono cose sulle quali non si può scherzare.”

 

Questa citazione, tratta proprio da questo racconto, prova che non solo Poe terrorizza il lettore, ma lo fa con metodo. Egli, grazie ad una attenta analisi di se stesso e degli altri, intuisce l’esistenza di alcuni elementi in grado di scuotere l’animo umano, indipendentemente dall’individuo. Prendendo in esame il racconto in questione è possibile notare elementi che al giorno d’oggi sono diventati tipici del genere, a partire dall’ambientazione: ci si all’interno di un luogo chiuso, isolato, non c’è via d’ entrata nè d’uscita. Viene spontaneo pensare all’Overlook Hotel di “Shining”, ma anche all’ospedale psichiatrico del film “ESP -Fenomeni paranormali”. In più la questione del contagio potrebbe richiamare alla mente la beneamata serie horror “The Walking Dead”, nella quale i protagonisti sono costretti ad isolarsi completamente dal mondo esterno proprio a causa di un terribile morbo. Altri elementi che fanno di Poe un pioniere sono per esempio l’uso sapiente dei colori ed il pendolo nella stanza nera: i rintocchi del pendolo che scandiscono il tempo costringendo i musicisti a suonare, pian piano ricordano agli invitati di tornare alla realtà creando una suspense ed un’inquietudine che vanno via via aumentando nel corso del racconto. Dulcis in fundo, l’inaspettata incorporeità della figura in nero. Senza Edgar Allan Poe, oggi mancherebbe uno dei generi artistici più apprezzati in assoluto, non avremmo le storie raccontate in campeggio intorno al fuoco e i bei film horror da guardare la sera sul divano con le luci soffuse. Soprattutto non avremmo imparato il gusto di stuzzicare le aree più sensibili della nostra mente, quelle più credulone e paurose ma anche più oscure e magiche.

a cura di Andrea Arrigo

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