All’università do Shangai è stata chiesta la lista degli studenti universitari omosessuali

Il quotidiano “Guardian” ha riportato in questi giorni una notizia shock che arriva direttamente dalla Cina: l’Università di Shangai ha richiesto la lista degli studenti Gay iscritti ai suoi corsi di Laurea. Una batosta per ogni ragazzo che frequenta l’università perché apre gli occhi su una tematica ancora troppo poco toccata e piena di lacune legislative in ogni parte del mondo. La lotta per i diritti e i Pride ormai sono realtà presenti nell’occidente ma voi sapete come sono nate? Se la risposta è no lo scopriamo insieme.
La “lista” dei ragazzi LGBYQ+
Il quotidiano “Guardian” ha portato alla luce ciò che sta succedendo all’Università di Shangai: lo stesso istituto avrebbe chiesto a tutti i college di “stilare una lista” degli studenti Lgbtq+ fornendo informazioni sul loro “stato mentale”. Ovviamente la notizia non è stata accolta dagli studenti che sono rimasti senza parole di fronte alla richiesta dell’università. Il fatto è stato denunciato sui social media, il cinese Weibo e Twitter, dove è stato pubblicato lo screenshot della direttiva del rettore che chiedeva questa “Lista” per ““trovare informazioni sulle loro condizioni psicologiche”, la loro posizione politica, i loro contatti sociali e altri non meglio precisati “requisiti rilevanti”“. Poche ore dopo il post è sparito e l’università cinese ha eluso la richiesta del Guardian sul rispondere ad alcune domande sulla vicenda. Di certo non è una vicenda da lasciare nell’ombra perchè fa capire quanto ancora anche i paesi “sviluppati” siano indietro su temi come questo

La nascita del Pride
Il Pride, chiamato fino a qualche anno fa Gay Pride, è famosissimo per i suoi colori, gli abiti e l’energia incredibile che la comunità LGBTQ+ riversa nelle strade durante le parate. Come evento di nascita del movimento LGBTQ+ moderno e del Pride viene riconosciuto un evento in particolare: i moti di Stonewall. La notte del 27 giugno 1969 un gruppo di poliziotti fece irruzione nel club gay Stonewall Inn di New York. Per la prima volta la comunità LGBTQ+ non rimase a guardare e subire violenze: decise di rispondere alle manganellate della polizia con altrettanta violenza. Sylvia Rivera scagliò il primo colpo della sommossa levandosi la scarpa col tacco e lanciandola contro un poliziotto. Questo evento fu l’inizio di una nuova era e scatenò duri scontri tra la polizia e la comunità LGBTQ+ per due giorni di fila; a questoi scontri, in aiuto della comunità, si aggiunsero i manifestanti contrari alla guerra in Vietnam. I giorni seguenti tutti coloro che facevano parte della comunità scesero in piazza per manifestare e far conoscere al mondi intero la propria esistenza all urlo di “Say it clear, say it loud. Gay is good, gay is proud”. Un anno dopo fu organizzato il primo Gay Pride a New York, inizialmente chiamato Christopher Street Liberation Day March. Ormai con ricorrenza annuale si svolge il Pride sempre però con il ricordo vivo di Stonewall Inn.

La situazione a Shangai
L’episodio di Shangai non è un caso isolato: negli ultimi giorni le autorità cinesi hanno preso di mira alcuni gruppi di femministe e nel Paese si è un clima di intolleranza nei confronti delle minoranze sessuali. Il clima non è più quello rilassato, infatti soprattuto a Shangai si temono ripercussioni sui ragazzi di quella lista. Se si guarda al passato però, notiamo un forte attivismo nel campus universitario cinese: la comunità Lgbtq+ era molto attiva e spesso venivano anche promosse iniziative a favore della comunità. Negli ultimi anni però è stata sempre più emarginata e la comunità LGBTQ+ cinese stessa sente la pressione e la non accettazione addosso a lei. L’evento però è stato già anticipato da una notizia arrivata nel 2020: l’anno scorso è stato infatti chiuso la chiusura dello Shanghai Pride, l’unica grande manifestazione dell’orgoglio gay in Cina.