Nelle vacanze natalizie assistiamo a spese folli. Il consumismo, arrivato ai massimi storici, è un fenomeno iniziato nel Tardo Medioevo.

Durante il periodo di natale assistiamo probabilmente alla massima espressione del consumismo. Tuttavia, questa pratica, seppur in forma molto grezza rispetto a quella odierna, ha iniziato a diffondersi con il finire del Tardo Medioevo.
La nascita del consumismo
Le origini del consumismo sono molto più remote di quanto uno possa pensare. Innanzittutto da sottolineare è che se in una società si diffonde tale fenomeno, l’indice di benessere economico dei membri è buono. La sua prima espressione, in forma molto embrionale, la notiamo a partire dal XIV secolo. Nel 1348 si diffuse la peste, un’epidemia che ha segnato indubbiamente la storia. Morirono infatti moltissime persone e la società dovette riorganizzarsi, anche sul piano economico. Facendo un passo indietro, nei primi decenni del secolo la domanda di produzione era molto elevata per via di una crescita demografica esponenziale e, pertanto, l’offerta non era da meno. Con la diffusione della peste, che secondo alcune fonti uccise quasi mezza popolazione europea, i sopravvissuti si ritrovarono a possedere ed a gestire quello che, fino a qualche anno prima, era in mano a molte più persone.

La diffusione di beni non di prima necessità
Il discorso sul quale verte il ragionamento è che, dopo la peste del 1348, anche la povera gente iniziò a consumare alimenti non di prima necessità. I contadini e le persone del ceto medio iniziarono a spendere molto di più rispetto al passato, certificando un benessere migliore rispetto ai loro antenati. Componente fondamentale fu senza dubbio l’aumento dei salari, portato da una richiesta elevata di manodopera e un’offerta non così ampia, in quanto la popolazione si trovò, appunto, dimezzata. Si iniziò a consumare per definire la propria identità, un po’ come accade ancora oggi. Ad esempio il pane, da alimento non quotidiano, per via dei costi della farina e della legna, a seguito dell’epidemia si diffuse in massa. Anche la birra iniziò a propagarsi, e, per finire, questo fu il periodo nel quale anche il vestiario fece un passo in avanti e nacque “l’abito da festa”.
Il consumismo odierno
Se pensiamo alla nascita del consumismo descritto nelle righe sopra quasi ci viene da sorridere, talmente sembri essere in una fase embrionale. Oggi, chiunque in una società sviluppata e con un reddito medio è vittima di questo fenomeno. Supermercati stracolmi di prodotti permettono di avere frigoriferi sempre pieni e diversificati. La globalizzazione ha permesso che bevande, alimenti, alcolici, vestiti, e moltissimi altri prodotti si diffondessero in tutto il mondo. Da un punto di vista alimentare, in conclusione, analizzando le tavole nelle quali abbiamo passato queste vacanze natalizie, possiamo notare come il consumismo sia ai suoi massimi storici e che questo processo non abbia alcune intenzione di subire rallentamenti.