Il cannibalismo può portare benefici? Scopriamolo attraverso “Voglio mangiare il tuo pancreas”

Mangiare altri esseri umani è sicuramente macabro, ma in alcune culture ci sono leggende che ne raccontano i benefici.

Premettendo che mangiare altri esseri umani sia una pratica atroce e tossica, nell’anime “Voglio mangiare il tuo pancreas” viene connotata in maniera tragicomica. Infatti si racconta che mangiando le interiora di un altro essere umano, colui che lo mangia possa ereditare determinate caratteristiche della vittima. Questo racconto, chiaramente folklorico e con nessuna base scientifica, non è però isolato al singolo Giappone. Sono presenti in varie culture, infatti, leggende riguardanti atti di cannibalismo. Solitamente si associa questa pratica a popolazioni indigene non ancora civilizzate. Ad oggi è probabilmente così, ma in passato le credenze erano presenti in varie culture, anche al passo con i tempi. Chiaramente, dove arriva la scienza, le credenze decadono. Vediamo però che cosa dicono le leggende in questione.

Voglio mangiare il tuo pancreas

Si tratta di un’opera resa celebre dal film anime, tratto dall’omonimo romanzo di Yoru Sumino. Successivamente ne è stato tratto anche un film in live action. La storia narra di una ragazza con una malattia terminale al pancreas. Il punto di vista è quello del protagonista maschile, che incontrando casualmente la ragazza, diventa un suo stretto amico. Nessuno degli amici della ragazza sa di questa malattia, eccetto il protagonista, che sarà costretto a mantenere il segreto. Il titolo ha del tutto un significato simbolico. Nel romanzo e nell’anime, così come nel film live action, non ci sono atti veri di cannibalismo. Viene però citata una credenza giapponese, per cui, mangiando gli organi interni di un’altra persona, sia possibile trasferire la forza e le qualità dalla vittima a colui che lo mangia. Esiste l’idea che mangiando parti di una persona si possano ereditare sia la forza vitale, ma anche le memorie e le capacità. In questo senso, la scherzosa frase “voglio mangiare il tuo pancreas” è un desiderio inespresso della protagonista di voler vivere più a lungo, proprio ora che ha trovato un amico a cui tiene molto.

Folklore orientale

Al di fuori del Giappone, le stesse credenze sono presenti. Si trattano di leggende o credenze abbastanza antiche. Ad esempio, in Cina, durante il dominio della dinastia Han (dal 206 a.C. al 220 d.C.) esistevano credenze molto simili. Si credeva che mangiando il cuore o il fegato di nemici potenti o di persone sagge potesse trasferire coraggio, forza e saggezza. Addirittura se si fosse riusciti a mangiare le interiora di un sacerdote, si sarebbe potuta ottenere l’immortalità. Ovviamente si trattano di leggende infondate e non si hanno prove che il cannibalismo venisse effettivamente attuato. Le persone comuni sapevano di queste dicerie, ma lasciavano che fossero gli stregoni a metterle in pratica. Solitamente le leggende di questo tipo sono legate a figure di spicco, come condottieri o imperatori. Nei racconti delle loro gesta spesso si inseriscono dettagli marginali di questo tipo, anche per motivi celebrativi.

In altre culture

La credenza che mangiando le interiora dei nemici possa trasferire delle qualità a colui che se ne ciba è veramente molto diffusa. Anche allontanandosi dalla Cina e dal Giappone, questa credenza rimane in molti contesti. Ad esempio in Papua Nuova Guinea era usanza dei rituali animisti il fatto di cibarsi di parti del corpo dei nemici; nel Borneo, alcune tribù onorano il nemico sconfitto cibandosi dei loro resti, assorbendo – credevano loro – le loro qualità migliori; infine in Africa, alcune tribù si cibavano, attraverso rituali di potenziamento, delle interiora dei nemici, sempre per acquisire maggiori qualità fisiche.

Ma anche rimanendo in un contesto più occidentale e vicino a noi, già nell’antica Grecia vi erano miti riguardanti il cannibalismo. Basti pensare a Crono che divora i suoi figli, per paura che essi potessero pensare di rovesciarlo. In questo modo, egli credeva di assorbirne i poteri e l’essenza vitale. Inoltre, nel medioevo europeo, si credeva che le streghe si cibassero di cuori di giovani o bambini. Analogamente al folklore asiatico, si pensava che in questo modo le streghe assorbissero le forze e le energie vitali delle loro vittime.

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