Fusione nucleare: un nuovo esperimento in Italia

La fusione nucleare potrebbe essere una fonte energetica del futuro. Diversi sono gli esperimenti in progettazione in merito, uno dei quali è previsto in Italia. Sarà possibile un giorno utilizzare come fonte energetica lo stesso processo che mantiene viva una stella?

In questi giorni è stato firmato un accordo tra l’Enea e la Regione Lazio per l’avvio a Frascati di un esperimento sulla fusione nucleare. la costruzione del reattore nucleare per un esperimento DTT (Divertor Tokamak Test) ha un costo previsto di circa 500 milioni di euro che saranno coperti da investimenti pubblici e privati. L’accordo prevede la partecipazione della Regione con un contributo di 25 milioni di euro per la realizzazione di infrastrutture come una rete elettrica da 300 MVA.

Rappresentazione grafica della macchina sperimentale per la fusione nucleare Dtt (fonte: Enea/DTT)
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L’Enea afferma che il progetto “segna l’avvio del percorso per la creazione di un polo scientifico-tecnologico tra i più avanzati al mondo per la ricerca sulla fusione nucleare“. Infatti nel progetto sono coinvolti la Repubblica Popolare Cinese e il consorzio Eurofusion. Inoltre partecipano anche il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il ministero dello Sviluppo Economico. Inoltre la costruzione del reattore si prevede possa dare lavoro ad oltre 1500 persone tra università, centri di ricerca e aziende.

Fusione e fissione nucleare: due fonti diverse di energia

Ad oggi l’energia nucleare si ottiene tramite il processo di fissione. Si parte da nuclei pesanti di Uranio 235 i quali sono bombardati con neutroni. I nuclei vengono così divisi in atomi più piccoli (Kripton e Bario) più altri neutroni liberi che continuano il processo. Lo svantaggio è quello di produrre moltissime scorie radioattive che sono difficilmente smaltibili.

Processo di fusione nucleare
Processo di fusione nucleare Credit: http://sapevateche1.blogspot.com

I ricercatori stanno così cercando di riprodurre il processo di fusione nucleare, il processo che mantiene viva una stella. Questo prevede la combinazione di isotopi dell’Idrogeno (Deuterio e Trizio) per formare nuclei di Elio. Per fare ciò, si devono raggiungere temperature di circa un centinaio di milioni di gradi Celsius e pressioni elevatissime. I gas a quelle temperature assumono lo stato di plasma, che potrebbe fondere il reattore, perciò questo sarà mantenuto lontano dalle pareti grazie a campi magnetici.

Una questione controversa

Benché la fusione produca meno scorie della fissione, sono state comunque sollevate delle polemiche in merito a questi esperimenti. Un reattore a fusione deve mantenere la temperatura intorno ai 100-150 milioni di gradi centigradi per un lunghissimo periodo e potrebbe richiedere costi energetici molto elevati. Inoltre, se gli impianti necessari a generare il campo magnetico dovesse andare incontro a problemi, il plasma potrebbe anche fuoriuscire dal reattore.

Una struttura utilizzata per lo studio sulla fusione nucleare

Un’altra questione è che dati gli elevati costi, la fusione nucleare sarebbe disponibile solo per le grandi imprese e consorzi. Le piccole imprese e i singoli individui non potrebbero usufruirne come si può fare a casa propria con il fotovoltaico. Senza contare che l’esperimento potrebbe anche portare ad un nulla di fatto, sprecando così milioni o miliardi. Ad esempio nel caso dell’esperimento ITER in allestimento in Francia (per maggiori informazioni leggere qui). Per questo esperimento i costi si aggirano intorno ai 16 miliardi e che non sarebbe operativo prima del 2050. Invece, nel caso in cui gli esperimenti non avessero successo, la grande quantità di denaro necessario per il loro allestimento si sarebbe potuta impiegare per lo sviluppo di impianti fotovoltaici o eolici.

Non è possibile però prevedere con certezza il risultato di questi esperimenti. Nel caso andassero a buon fine potrebbero portare ad un netto miglioramento della vita umana, risolvendo il problema energetico.

Michele Sciamanna

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