Colonizzazioni e indipendenze, istituzioni e ricorrenze.

Nonostante negli ultimi decenni il francese sia stato clamorosamente abbandonato a favore della linearità inglese, oggi la lingua di Napoleone e Richelieu rimane ancora tra le lingue più parlate al mondo, guadagnandosi un dignitosissimo quinto posto su scala globale.
Al di là dell’hexagone
Oggi il francese è utilizzato da ben 78 milioni di persone come lingua madre e da 196 milioni come seconda lingua. L’insieme di tutte queste voci ha reso necessaria la nascita del termine “Francofonia” con il quale si intende valorizzare la ricchezza della storia della lingua francese. La celebrazione di questo vasto patrimonio culturale ha portato all’istituzione non solo della “Giornata Internazionale della Francofonia”, ma anche alla designazione di un mese ad essa interamente dedicato durante il quale sul territorio dell’hexagone, nelle ex colonie e in molti altri Paesi europei e non, si assiste a un susseguirsi di dibatti, conferenze, spettacoli teatrali e manifestazioni. Tutti questi eventi ricordano, a un mondo ormai dominato dalla lineare grammatica inglese e dagli articolati grafemi cinesi che il francese continua a ricoprire un ruolo d’importanza rilevante, essendo lingua ufficiale di diverse organizzazioni nazionali e internazionali, delle Nazioni Unite e dell’UNESCO.

La costruzione di un’idioma
Tra i diversi eventi programmati per il mese di marzo non deve sorprendere l’organizzazione di conferenze interamente dedicate ad alcuni accadimenti che hanno inevitabilmente segnato la Storia del Francese. Tra questi non si può non citare l’istituzione dell’Académie Française, nata nel 1635 su volere del cardinale Richelieu. Per secoli l’Académie et i suoi immortels hanno plasmato hanno plasmato la lingua in questione, potenziando anche la sua stessa standardizzazione in epoche dominate dagli incompatibili e incomprensibili dialetti locali. Ad ogni modo, sono numerose le dinamiche politiche e sociali che hanno influito sull’utilizzo di particolari espressioni e sul tramonto di altre. A tal proposito, non si può non menzionare il corposo processo di colonizzazione che ha interessato numerosi territori nel corso del XVII e XVIII secolo. Le sue prime battute d’arresto nel corso della prima parte del XIX secolo hanno, però, cambiato solo apparentemente il volto geografico della Francofonia, lasciando invece vivo il ricordo di una lingua che aveva accompagnato, se pur forzatamente, questi popoli per decenni.
Francofonia oggi
La francofonia, quindi, è oggi un ponte linguistico che collega culture tra loro diversissime che in passato sono state influenzate dalla vicinanza geografica della Francia, inglobate dalle politiche espansionistiche francesi o ammaliate dalla letteratura di autori come Hugo, Balzac e Zola. Stati come il Burundi, il Camerun, la Costa d’Avorio, il Ciad, il Senegal, il Marocco, l’Algeria e la Tunisia depongono, quindi, nel mese di Marzo le rispettive asce di battaglia per celebrare una storia, un passato comune che ha a tratti oscurato e a tratti illuminato la vita di coloro che sotto il comando francese hanno abitato questi territori.