Il Superuovo

Emergenza morbillo: Italia tra i paesi più a rischio

Emergenza morbillo: Italia tra i paesi più a rischio

Il virus

Fa parte della famiglia dei Paramyxoviridae ed è un virus a RNA a singolo filamento negativo (non può fungere da RNA messaggero e perciò deve essere convertito in un RNA a filamento positivo dall’enzima RNA polimerasi-RNA dipendente) del genere Morbillivirus. Isolato per la prima volta nel 1954 dal premio Nobel John Franklin Enders e da Thomas Peebles, si è dimostrato altamente contagioso per l’uomo soprattutto per via aerea. Il suo periodo di incubazione va dai 3 ai 10 giorni.

La malattia esantematica (provoca eruzioni cutanee diffuse su tutto il corpo), tra le più pericolose di sempre, continua a seminare lutti e in Italia risulta più virulenta che altrove date le coperture vaccinali insufficienti. L’immunizzazione vaccinale contro il morbillo, iniziata nel 1960, ha cambiato radicalmente l’epidemiologia della malattia. Il morbillo non è più endemico (costantemente presente in un territorio o una popolazione) in molti paesi, nonostante ciò focolai derivanti da casi importati, possono verificarsi in zone dove sottogruppi della popolazione non sono adeguatamente immunizzati. Quanto più alta è la copertura della vaccinazione, tanto minore è l’impatto del morbillo anche a fronte di casi importati.

Vaccini: la corsa agli armamenti

“Chiediamo a tutti i paesi di attuare immediatamente misure ampie e adeguate al contesto per fermare l’ulteriore diffusione di questa malattia. La buona salute per tutti inizia con l’immunizzazione e, fintanto che questa malattia non viene eliminata, non riusciamo a essere all’altezza degli impegni dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile”, queste le parole di Zsuzsanna Jakabdirettore regionale dell’Oms per l’Europa – in merito alla questione. A giudicare dalle stime riportate dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità sembra proprio che ci sia da preoccuparsi: oltre 41mila gli infetti nei primi 6 mesi del 2018, numero che supera di gran lunga quello riportato negli anni dal 2010 ad oggi.

alcuni dati sull’incidenza del virus in base alle età e all’insorgere di complicazioni (fonte: VaccinarSì)

La nostra penisola in questi numeri gioca un ruolo piuttosto pesante, basti pensare che rappresenta uno dei 7 paesi con più casi registrati, al di sotto di Francia, Serbia, Grecia, Russia e Georgia. Al primo posto, l’Ucraina con ben 23mila casi (più della metà dei totali europei).

 

Umberto Raiola

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: