È peggio Chatgpt o Wikipedia? Vediamo delle pagine di storia della letteratura

Lotta all’ultimo sangue tra Wikipedia e ChatGPT: quale fra le due è la piaga della nostra società? Entrambe? Nessuna? Scopriamolo.

ChatGPT o Wikipedia? Qualcuno sentirà “meglio il macello o la forca?” Lasciamo da parte i pregiudizi e osserviamo per un attimo come le due producono testi che hanno la capacità di informare il pubblico. Per farlo prendiamo il campo della letteratura, facilmente discorsiva (e con un alto tasso di fraintendimento).

WIKIPEDIA

Mettiamoci comodi perché la questione è lunga. Iniziamo sfatando un mito: Wikipedia non è il male assoluto, o perlomeno non è tutta da buttare. Negli anni ha abbandonato il “riciclo di informazioni” di cui è sempre stata accusata e che era il suo principale difetto. E poi non è vero che tutti possono modificare tutto. Certo, è facile cliccare sul tasto “modifica”, qualsiasi pagina ne ha uno, ma il processo di pubblicazione è più complicato. Ad oggi, Wikipedia sottopone ogni nuova aggiunta a due passaggi. Prima di tutto, gli autori di Wikipedia sono incoraggiati a rendere esplicite le loro fonti con delle note. Nel secondo passaggio altri modificatori, che potremmo dire quasi dei senior, controllano che l’informazione sia davvero nella fonte, che non sia copiata da altre pagine del web e che sia corretta in generale. Ne risultano ottime pagine, informative ed anche dotate di aspetti interessanti. Come dimenticare i “riferimenti nella cultura popolare” che a tutti piace leggere e che creano una base per altre letture e curiosità. Senza la pluralità di voci quella sezione sarebbe impossibile (uno che sappia che nel 1991 la cantante Irene Fargo ha gareggiato a Sanremo con la canzone “La donna di Ibsen” dovrebbe davvero avere una cultura smisurata per sapere che anche un cratere di Mercurio porta il nome del famoso autore norvegese).

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QUANDO LO HA DETTO?

È superficiale dire che Wikipedia sia ancora una fonte “poco controllata”, tuttavia rimane soggetta ad imperfezioni.  Buona parte della pagina su George Eliot (pseudonimo di Mary Evans) non ha fonte, specialmente la parte sulla vita che fu “scandalosa” secondo gli standard vittoriani. Leggiamo di Manzoni che ha “patrocinato l’unità linguistica italiana” che è un’informazione senza fonte. Ora è dubbio che qualcuno estraneo al mondo accademico si sogni l’importanza di Manzoni per la lingua italiana e la vada a mettere online ma comunque l’informazione non è spiegata più a fondo né la si attribuisce a qualcuno di autorevole che potrebbe aver iniziato così un suo studio. Nella pagina su Goethe si dice che il poeta da solo si definiva “un eretico che i cristiani avrebbero volentieri messo al rogo”. Ma dove lo dice? In uno dei suoi libri? Nel suo diario personale? Ad un suo amico in una lettera? Potrebbe averlo scritto ovunque, così come potrebbe non averlo mai detto.

STILI DIVERSI

Va aggiunto, purtroppo, che perché tutti possono intervenire il testo non è sempre omogeneo e presenta stili diversi. Da una parte maggiore semplicità, dall’altra un lessico ricercato. Oppure potrebbe esser la rielaborazione non attenta di due fonti molto distanti tra loro. Basta confrontare questi due passi nella stessa pagina:

Emma è la protagonista del romanzo. Sogna di consacrarsi all’agio, alla passione ed all’alta società. Proprio il contrasto fra siffatti ideali romantici, maturati attraverso le letture dell’adolescenza, e la realtà asfissiante del suo paese costituisce il filo conduttore di buona parte del romanzo, il fattore che indurrà Emma a due relazioni extra-coniugali nonché a contrarre quella mole insormontabile di debiti che alla fine ne causerà il suicidio. Emma è una donna sognatrice i cui desideri non possono venire soddisfatti da un uomo semplice come Charles.

Siamo intorno all’era che va sotto il nome di “Monarchia di luglio”, ovvero il regno di Luigi Filippo. Si tratta di un periodo di netta ascesa della classe medio-borghese. Flaubert detestava la borghesia.

CHATGPT

Dal punto di vista della qualità dei testi, ChatGPT sembra vincere. I concetti sono rielaborati dai siti che troveremmo anche noi ma sintetizzati in modo da renderci la ricerca più veloce. Da quanto ne sappiamo, dato che non tutto è noto sul funzionamento delle IA, i testi sono costruiti da laureati nel campo delle “Humanities”, cioè degli studi umanistici. Le frasi non risultano copiate direttamente da altre pagine, tanto che si può chiedere all’assistente digitale di scrivere “come fosse un tema di italiano” o “come fosse una ricerca delle superiori”. I periodi risultano ben costruiti, la punteggiatura usata correttamente e la prosa chiara, più di quanto sia possibile ad un curatore di Wikipedia magari ancora inesperto. Per esempio possiamo leggere

Alla fine del suo viaggio negli Inferi, Enea arriva alla palude Stigia, dove si trova il campo di Elisio, la dimora delle anime dei giusti. Qui, Enea trova Anchise, il suo defunto padre, che lo accoglie con grande amore e affetto. Questo incontro emozionante rappresenta un momento di riconciliazione e di riflessione per Enea.

Questo brano non ha niente che non va se non forse la tendenza dell’IA a mettere quella “coda” finale molto generalizzante e con tendenze riassuntive, che nella letteratura più che altrove risultano fredde ma non fredde per uno stile “accademico”, solo molto anonime. Sa anche fare un discreto lavoro nelle traduzioni in lingue e può costruire esercizi, anche su opere e autori, basta saperla guidare. Ad esempio ecco delle domande che fa sul Romanticismo per la quarta superiore:

-Come il Romanticismo si pone in contrasto con il razionalismo dell’Illuminismo? Fai riferimento ad esempio a un autore romantico e a un’opera che evidenzia questa opposizione.

-Come viene rappresentata la figura dell’artista nel Romanticismo? Quali tratti caratterizzano il poeta romantico rispetto al poeta delle epoche precedenti?

 

People are making Chat GPT do their homework... and it works : r/memes

UNA BUSSOLA ROTTA

È chiaro, sa cosa prendere e sa come impostarlo. Una gran bella intelligenza, se non fosse anche rischiosa. Infatti non sempre sa discernere le informazioni e potrebbe facilmente mischiare vero e falso o tralasciare precisazioni importanti. Inoltre è limitata a quello a cui ha accesso e colma lo spazio restante con parole che George Orwell definirebbe “vuote”. Ma forse il peggiore dei suoi difetti è come reagisce ad una cattiva induzione. Si prenda in considerazione il cliché per eccellenza della letteratura italiana. Se si chiede a chatgpt di spiegare “perché Leopardi era depresso” risponderà con “Leopardi è considerato uno dei grandi esponenti del pessimismo filosofico e letterario, in particolare per la sua riflessione sulla futilità dell’esistenza e l’inevitabilità della sofferenza” ma se le si chiede “perché Leopardi non era pessimista” la risposta attacca con un “Il pensiero di Giacomo Leopardi è spesso etichettato come pessimista, ma è riduttivo definire la sua filosofia e la sua poesia in questi termini.” Ora, è ovvio che uno studioso non userebbe mai queste parole quasi oltraggiose, ma le ricerche non sono solo per esperti, né solo per studenti pigri. Per quelli animati da una genuina curiosità, avere per le mani un motore di ricerca è come navigare in mare aperto senza indicazioni, ma avere chatGPT è come navigare in mare aperto, senza indicazioni e con una bussola rotta.

 CHI HA VINTO?

Diversamente da Wikipedia, l’IA pone il problema della differenza tra sapere manualistico e sapere critico, che non è solo una rielaborazione di parole ma è investito di una dimensione umana. Potrà scrivere periodi perfetti ma non può leggere libri né trarre conclusioni non meccaniche, dovrà sempre riciclare qualcosa dove è carente. L’IA non è un pericoloso antagonista che dominerà il mondo come in un film sui robot, è un assistente che sa fare cose pratiche. Cosi come se fosse umana, non è giusto affidarle tutto il lavoro e prendersi i meriti. Wikipedia è da sempre odiata ma pur sempre usata da tutti, la verità è che è spesso un ottimo punto di partenza per conoscere qualcosa di nuovo. Quello che è interessante è che da Wikipedia a ChatGPT la storia si ripete: entrambe accusate da grandi filosofi che brandiscono il libro della conoscenza, inneggiano al pensiero critico e alla correttezza,  e poi le hanno sempre nella loro cronologia.

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