Domesticazione: lo studio sulle volpi siberiane

Tutti i nostri animali domestici sono andati incontro ad un processo di domesticazione. È praticamente una selezione artificiale, sia per il comportamento che per l’aspetto esteriore. Nel corso degli anni di studio di questo processo, si erano notati alcuni cambiamenti a livello cerebrale, tra una animale domesticato (es: cane) ed un animale selvatico (es: lupo). Non era però presente nessuno studio definitivo e genetico in merito. Anna Kukekova, genetista comportamentale dell’Università dell’Illinois ha trovato in una specie di volpi siberiane, una domesticazione ancora incompleta: è possibile quindi studiare il processo in corso

Studi che partono da lontano

Nel 1956, un gruppo di volpi siberiane è stato addomesticato ed allevato in modo che fossero pacifiche con l’uomo. All’atto pratico, selezionavano le volpi che non mordevano le dita degli scienziati. All’ottava generazione, queste volpi si comportavano in maniera affettuosa, cercando anche il contatto umano.

Volpe volutamente aggressiva fonte: https://it.sputniknews.com/foto/201707204783699-una-volta-alla-fattortia-sperimentale-a-Novosibirsk/

Negli anni 60 un esperimento completamente opposto prende luogo: gli scienziati selezionavano volpi che fossero sempre più ostili verso l’uomo.

 

La domesticazione nei geni

Da questi due studi, parte la ricerca della scienziata. I ricercatori hanno prelevato e sequenziato i genomi di 10 volpi aggressive, 10 docili, e 10 selvatiche. Il confronto del DNA è stato assolutamente interessante. 103 geni erano significativamente diversi, tra i tre gruppi. Molti di questi geni sono omologhi nei cani, già conosciuti in parte per il loro ruolo nella domesticazione. Tra i geni modificati erano presenti alcuni legati, nell’uomo, a vari disturbi mentali e al sistema immunitario. Tra le differenze intergruppo più rilevanti, però, troviamo l’attività di SorCS1.

Cos’è SorCS1?

SorCS1 codifica per una proteina molto particolare. Prodotta soprattutto nel sistema nervoso, è una sorta di vigile dei flussi di sostanze tra neuroni. Questo può cambiare radicalmente come un evento (es: vedere un umano che si avvicina) viene percepito dall’animale, con conseguente reazione (es: mordere l’umano, o avvicinarsi per essere accarezzato). Versioni differenti di questo gene, infatti, sembrano fortemente correlate a come l’animale si comporta. Nel 60% della popolazione docile è presentata una certa forma della proteina, non presente nella popolazione aggressiva. Invece la popolazione aggressiva presenta una forma della proteina correlata, nei topi, all’aggressività. Il ruolo di questo gene sembra essere correlato con la memoria.

Il gene SorCS1 sembra essere intimamente collegato con l’affettuosità dimostrata dalle volpi
fonte foto:https://www.giornalettismo.com/archives/579541/lallevamento-che-vende-volpi-addomesticate

Apprezzamenti inter pares

Lo studio riceve già molti complimenti da esperti del settore, nonostante sia stato pubblicato solo ieri. Troviamo apprezzamenti da parte di Constantina Theofanopoulou, neurobiologa di Barcellona, e di Bridgett vonHoldt, genetista dell’evoluzione alla Princeton University, nessuna delle quali era coinvolta direttamente nello studio. La dottoressa Theofanopoulou, nota inoltre come un animale domesticato non sia in diretto contrasto con l’idea di un animale selvatico. La selezione artificale e la domesticazione non generano due specie estreme tra di loro: piuttosto creano uno spettro di individui. Questo studio ci aiuta a capire quindi cos’è la domesticazione, e può suggerirci come gestire gruppi di animali, e conservare la biodiversità