L’autismo è una condizione seria, e ancora poco conosciuta. Sebbene si sappia che i vaccini non vi hanno nulla a che fare, ad oggi si trova una nuova correlazione tra sostanze e autismo. Il DDT è un pesticida molto efficace, utilizzato per quasi 40 anni in Italia. Almeno, fino a che la ricerca non ha individuato in questa sostanza un composto altamente cancerogeno e con effetti devastanti su ambiente e uomo, portando al suo abbandono. Un nuovo studio epidemiologico, dettagliato come nessuno prima d’ora, rivela il collegamento tra questa sostanza e l’autismo, scoprendone un altro aspetto, finora sconosciuto

Storia del DDT

Il DDT venne sintetizzato per la prima volta nel 1873. Si presenta come un solido incolore, e tra le sue caratteristiche troviamo la sua estrema lipofilicità. Il che vuol dire che questa sostanza, per la sua composizione chimica, passa agevolmente attraverso le barriere dell’organismo, e viene assorbito con estrema facilità. Venne usato massivamente in Italia per il controllo della zanzare anofele, portatrici di malaria, dal 1939. Studi successivi hanno però mostrato la sostanza per il viscido veleno quale, seppure sia ancora utilizzato in qualche parte dell’Africa per combattere la malaria. Nella maggior parte dei paesi, comunque, il suo utilizzo è vietato dagli anni ’80.

Alcuni stati Africani ritengono che l’uso del DDT valga la pena
fonte foto: BBC

Un pericolo per l’ambiente e l’atmosfera

Il DDT appartiene al gruppo degli inquinanti persistenti. Ciò vuol dire che in natura non viene degradato facilmente, e che si accumula nell’ambiente. Entrando nella catena alimentare, da livello a livello, la sua concentrazione aumenta, provocando danni all’ambiente a all’uomo. Il DDT è un conosciuto disturbatore endocrino, e impedisce al corpo di reagire agli ormoni steroidei, come il testosterone. Provoca inoltre malformazioni alla nascita, se il feto è sottoposto al pesticida ancora in grembo. I bioprodotti del DDT, inoltre, salendo nell’alta atmosfera, scindono le molecole di ozono, riducendone il potenziale di protezione dalle radiazioni solari.

Il nuovo studio dall’America

Alan Brown, epidemiologo e psichiatra dell’università della Columbia, a New York, ha condotto uno studio senza precedenti. In una banca biologica in Finlandia, ha raccolto campioni di sangue da più di un milione di donne, tra il 1987 e il 2005. Analizzandoli, ha rilevato le concentrazioni di DDT e PCB. Il PCB è un prodotto biologico del DDT, individuato come potenziale sostanza tossica da altri studi epidemiologici. Non solo la ricerca attuale non ha trovato nessuna correlazione tra i livelli di PCB nel sangue delle donne, e complicazioni in gravidanza, ma ha trovato un interessante link tra autismo e livelli di DDT. Le donne che avevano alti livelli di DDT nel sangue, avevano il doppio della possibilità di avere un figlio autistico, rispetto ad una donna normale.

Complicazioni biologiche da scoprire

Non si sanno ancora i meccanismi biologici che porterebbero a questo risultato, ma ci sono due teorie. Si sa che il DDT induce malformazioni e difetti di sviluppo nei bambini, fattori notoriamente collegati con l’insorgenza dell’autismo. In seconda battuta si ipotizzano complicazioni collegate al disturbo endocrino tipo del DDT. Si sa, infatti, che il testosterone è un importante fattore nello sviluppo del cervello, che potrebbe essere rilevante nello sviluppo dell’autismo.