Dal Mar Rosso, numerose specie stanno progressivamente arrivando nel Mar Mediterraneo: scopriamo cosa sono le migrazioni lessepsiane.
“Immigrant Song” dei Led Zeppelin, ispirata alle invasioni vichinghe, racconta di conquistatori che avanzano su nuove terre. Allo stesso modo, le specie lessepsiane “invadono” il Mediterraneo, colonizzando nuovi habitat e portando con sé instabilità ecologica.
Specie e migrazioni lessepsiane
Quando si parla di “migrazioni lessepsiane” si fa riferimento allo spostamento di specie tipiche del Mar Rosso verso il Mar Mediterraneo. Questo tipo di migrazioni sono possibili dal 1869, data in cui il Canale di Suez viene inaugurato, aprendo così un punto di comunicazione fra i due mari. Con la presenza del canale di Suez sono quindi venute a mancare quelle barriere fisiche che mantenevano separate le diverse specie dei due mari, determinando l’arrivo in Mediterraneo di specie del mar Rosso che, dato il riscaldamento delle acque, trovano un ambiente favorevole per proliferare. L’arrivo di queste specie lessepsiane ha un notevole impatto sugli ecosistemi presenti, creando anche notevoli alterazioni sulla biodiversità e le reti trofiche, minacciando quindi l’equilibrio del Mediterraneo. Una delle maggiori problematiche di queste specie è che, molte di queste, risultano essere invasive e in grado di competere in maniera estremamente efficiente nei confronti delle specie native.
Esempi di specie lessepsiane
Tra le specie lessepsiane più famose, ricordiamo per esempio il pesce scorpione (Pterois miles). Questo pesce, originario dell’Indo-Pacifico, è un voracissimo predatore, dotato inoltre di spine particolarmente velenose e, per questo motivo, particolarmente dannoso. Un altro esempio può essere quello della Mnemiopsis leidy, specie che nel Mar Nero ha fortemente danneggiato la pesca dell’acciuga. Questo organismo gelatinoso si nutre delle uova e delle larve dei pesci, provocando quindi forti impatti negativi sulla biodiversità presente. Gli esempi non si limitano tuttavia solamente agli animali, ma anche ad alcuni organismi vegetali, come nel caso della Caulerpa taxifolia. Questa alga verde fu introdotta in Mediterraneo, per sbaglio, dall’acquario di Monaco nel 1984. Il problema è che quest’alga ha la capacità di crescere molto velocemente, andando quindi a soppiantare le alghe native presenti che hanno invece tassi di crescita più ridotti. L’effetto in questo caso si esplica come una riduzione della ricchezza specifica dei substrati in cui si trova.
Considerazioni finali
Attualmente, il fenomeno delle migrazioni lessepsiane è attentamente monitorato per comprenderne l’impatto e per trovare delle possibili soluzioni per tamponare il fenomeno. Per alcune specie è possibile adottare la pesca selettiva, possibile attraverso un processo d’informazione e sensibilizzazioni nei confronti dei pescatori e della popolazione in generale. In questo modo, si fornisce una formazione al fine di riconoscere le specie, pescarle e segnalarle. L’intera situazione è tuttavia una vera sfida da gestire: il cambiamento climatico sta portando alla progressiva tropicalizzazione del Mediterraneo, facilitando sempre di più l’insediamento di specie derivanti dal Mar Rosso. Allo stato attuale, pertanto, il Mediterraneo è in una situazione di profondo cambiamento ecologico.
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