Il Superuovo

Che cosa sappiamo sugli universi paralleli? Scopriamolo con “Spider-Man: Into the Spider- Verse”

Che cosa sappiamo sugli universi paralleli? Scopriamolo con “Spider-Man: Into the Spider- Verse”

Nel nuovo multiverso della Marvel Comics, non tutti i Peter Parker sono uguali tra loro. Nel recente Spider-Man: Into the Spider-Verse , i vari uomini-ragno sono riuniti da un concetto ben radicato nella scienza ed esaltato ulteriormente dalla fantascienza: gli universi paralleli.

 

 

Miles Morales, il nuovo Spiderman in versione cartoon, è approdato sul grande schermo offrendo un punto di vista diverso dall’uomo ragno a cui siamo stati abituati. Il suo principale antagonista, lo spietato criminale Kinpin, costruisce un acceleratore di particelle per accedere a universi paralleli e riconnettersi con le versioni alternative di sua moglie e di suo figlio. In questo modo, Kinpin determina l’arrivo sul nostro pianeta di Spiderman provenienti da altri universi paralleli. Risultati immagini per spider man un nuovo universoMa come possiamo comprendere come funzionano questi universi alternativi, meglio noti come multiversi?

 

Einstein non ci basta

Gli universi paralleli ed i cosiddetti wormhole (anche detti tunnel spazio-temporali) fanno la loro comparsa già nella teoria della relatività einsteniana dei primi anni del Novecento. Tuttavia, quest’ultima teoria comprende solamente gli studi della gravità classica e non include i numerosi effetti quantistici ancora oggi sotto la lente dei fisici.

Per analizzare un modello presumibilmente realistico per gli universi paralleli è necessario fare ricorso agli strumenti fondamentali della fisica quantistica e della teoria delle stringhe.

 

 

In breve, la teoria delle stringhe è un modello fisico che postula che tutti gli elementi della fisica fondamentale siano costituiti da stringhe unidimensionali e che sussistano almeno dieci dimensioni fisiche alternative. Attualmente siamo a conoscenza delle quattro dimensioni classiche: altezza, larghezza, profondità e tempo. Dunque, in presenza di un multiverso (che include molti più universi oltre al nostro), il numero di dimensioni note aumenterebbe in maniera considerevole.

Steven Gubser, professore di fisica e ricercatore di teoria delle stringhe presso la Princeton University, sostiene che l’idea degli universi paralleli è per certo più prominente nei fumetti Marvel di quanto non lo sia mai stata nella teoria delle stringhe, anche se è verosimile che molte teorie in fisica si fondino su questo concetto così controverso. Dunque, i fisici tollerano (anche se con qualche riserva) l’intuito degli universi paralleli, ma anche nel mondo teorico descritto dalla teoria delle stringhe ci sono delle regole da rispettare e Into the Spider-Verse non si preoccupa minimamente di infrangerle.

Non a caso, negli anni Cinquanta il fisico americano Hugh Everett propose una originale interpretazione a molti mondi della meccanica quantistica, includendo tuttavia una nozione fondamentale: i mondi diversi non possono interagire tra loro. Ma questo è in piena contraddizione con il flusso libero che caratterizza il multiverso del nostro amichevole Spiderman di quartiere.

Affidiamoci alle teoria delle stringhe

Le numerose idee sul multiverso, spiega meglio Steven Gubser, si fondano sull’asserto che, se esistono delle dimensioni aggiuntive, allora vi sono indubbiamente molti modi possibili per arrotolarle in quanto stringhe ed ottenere le quattro dimensioni classiche che osserviamo quotidianamente. In altri termini, alcuni ritengono che tutte le dimensioni che non vediamo debbano essere “arricciate” e che tutte queste progressive compattificazioni diano luogo a universi con leggi fisiche proprie e differenti.

 

Superstrings, conceptual computer artwork

 

Pertanto, pensare agli altri come universi paralleli non sembra sbagliato fintanto che siamo certi di essere nel nostro universo e non interagiamo con tutti gli altri.

Richard Taylor, fisico canadese premio Nobel per la fisica, concorda rimarcando che, mentre è del tutto possibile trovare delle descrizioni matematiche degli universi paralleli, la vera questione è se questi possano essere connessi in qualche modo al nostro. La comunicazione con queste dimensioni è più difficile da descrivere in modo matematico coerente e molto probabilmente rimuove la possibilità di utilizzare un acceleratore di particelle per accedervi, come invece ha fatto il super-cattivo del cartoon.

Nei fumetti di fantascienza, è abbastanza comune per gli scrittori utilizzare i wormhole (prima citati) per collegare gli universi paralleli, ma numerosi studi dimostrano che questi sarebbero impossibili da ricreare con la materia e l’energia di cui disponiamo. Nella migliore delle ipotesi, qualunque oggetto che cade al suo interno potrebbe provocarne il collasso.

 

Tiriamo le somme

E quindi che cosa possiamo dedurre da questo film? Nella pellicola in questione il multiverso è quasi un sinonimo di più realtà alternative, ma bisogna prestare particolare attenzione a questa sottile differenza. Il concetto di realtà alternativa collima con quello dell’interpretazione a molti mondi prima citato, mentre il multiverso gode di un significato decisamente più vasto.

Ampliando ulteriormente lo sguardo, possiamo scoprire un altro vantaggio della teoria del multiverso legato ad un problema ancora irrisolto. Questo problema prende il nome di ‘Fine-tuned Universe Problem’, vale a dire il problema dell’universo finemente regolato. A questo scopo, bisogna precisare che le condizioni che permettono la vita nell’universo sono rese possibili soltanto quando alcune costanti fisiche si trovano in un intervallo molto ristretto di valori. Vale a dire che se cambiassimo anche in maniera lievemente percettibile i valori di queste costanti fondamentali, l’universo non manifesterebbe le condizioni favorevoli alla formazione della vita come la conosciamo.

 

Argument for God from Fine-tuning of the universe

 

Una possibile risposta a questo problema viene fornita proprio dal concetto di multiverso: se supponiamo che ci siano infiniti universi, allora è solamente dovuto alla pura casualità che ci troviamo a vivere in un universo abitabile. Per certo, gli autori del film avevano in mente questo concetto quando hanno aggiunto nel titolo del film la parola ‘spider-verse’. Il problema nasce dal momento che questo campo della fisica è anora molto controverso e basato su speculazioni ed altre congetture. Quindi il film non può essere scientificamente accurato se questo si basa su una scienza di confine.

All’interno della teoria del multiverso, i ricercatori hanno mostrato che gli universi paralleli potrebbero ospitare forme di vita, proprio come avviene nel nostro. Un dato inedito ed in forte contraddizione con le teorie sviluppate sino ad ora. Infatti, nella teoria del Multiverso si utilizza la capacità delle particelle di trovarsi in più luoghi contemporaneamente, in altre parole si entra nell’ambito della Meccanica Quantistica. Inoltre, le regole che rappresentano le leggi fondamentali della natura nel nostro universo in un altro potrebbero avere forme differenti, in altre parole tipi e proprietà delle particelle elementari possono differire da un universo ad un altro. Pertanto, al momento risulta tremendamente difficile attribuire al film una sua solida validità scientifica.

 

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