Cannabis Light: effetti e controversie legali

Quale italiano si sarebbe mai aspettato di aprire il portone di casa e trovare dall’altra parte della strada un negozio che vende marijuana? Incredibile ma vero negli ultimi anni questi shop stanno tappezzando il territorio del nostro paese, suscitando scandalo, curiosità, entusiasmo ma soprattuto tanta, tanta confusione. Com’è possibile, ci si chiederà, che una sostanza tanto demonizzata, da un giorno all’altro venga venduta tranquillamente in qualsiasi tabaccheria o che addirittura vengano inaugurati locali dedicati esclusivamente alla vendita di essa? La questione è piuttosto complicata ed è arrivato il momento di fare chiarezza.

 

La cannabis, legale o illegale che sia, possiede un gran numero di sostanze al proprio interno ma i principi attivi responsabili degli effetti provocati dall’assunzione di questa pianta sono fondamentalmente due: il THC, tetraidrocannabinolo ed il CBD; cannabidiolo. Il primo è responsabile dell’effetto psicotropo (ottundimento, assuefazione, alterazione della percezione), il secondo genera la classica sensazione di realx e pace provocato dall’uso della pianta essiccata. Ma venendo al dunque, com’è possibile che esista un tipo di marijuana commercializzata legalmente? Il fatto è questo: contrariamente a quanto si creda, nel nostro paese la marijuana in sé e per sé non è illegale, lo diventa nel caso in cui essa contenga un tasso di THC superiore ad un certo limite, non raggiunto dalla sua variante light. Nel dicembre del duemilasedici è stata approvata dal parlamento la legge n. 242, la quale enuncia chiaramente i termini entro i quali è possibile comprare e vendere la pianta ed a quali scopi essa possa essere finalizzata, fra cui: l’impiego nell’industria tessile, nel settore alimentare, cosmetico, didattico e farmaceutico. Ultimo, ma non meno importante, è l’utilizzo espositivo e collezionistico; proprio qui il nodo viene al pettine: gli acquirenti, infatti, dovrebbero teoricamente utilizzare la marijuana light proprio a questo scopo. E d’altra parte, perché fumarla? Viene naturale pensare che con un tasso di THC così basso gli effetti dovrebbero essere praticamente nulli. Non è esattamente così, poiché è vero che la concentrazione di questo principio attivo è irrisoria, ma è pur vero che la pianta mantiene un alto tasso di CBD, sostanza in tutto e per tutto legale e senza limiti di concentrazione. Il risultato? Fondamentalmente fumando la Light manca del tutto lo “sballo” ma si avverte una sensazione di relax non indifferente. Dunque la gente cosa dovrebbe fare una volta comprata? Posizionarla sulla mensola ed ammirala? Forse non è esattamente così che vanno le cose, tanto che appare quantomeno curioso come negli stessi shop nei quali si vende la “marijuana da esposizione”, siano presenti in gran quantità grinders, cartine lunghe e carta filtro. In un’intervista è stato chiesto al titolare di uno shop se fosse realmente convinto che i propri clienti collezionassero il prodotto da lui venduto senza fumarlo. “Quello che fanno gli acquirenti a casa propria non è affar mio”, questa è stata la reazione dell’uomo ed appare del tutto sensata. In ultima analisi la domanda rimane la medesima: è legale fare uso di questo genere di sostanza? Non si sa, la legge non parla affatto chiaro. Essa enuncia tutto ciò che è possibile fare con la cannabis light senza però evidenziare i limiti che la riguardano. Si tratta semplicemente di una legge mal formulata o lo stato ha voluto chiudere un occhio? E perché lo avrebbe fatto? Forse si tratta di un primo passo verso una legalizzazione completa.

Legalizzazione tricolore?

Grafica di @_alessandropirola

Quella riguardo la legalizzazione è una battaglia che in Italia si combatte senza successo da decenni. In un paese come il nostro la realizzazione di essa appare ancora come un utopia, in parte per la montagna di faccende burocratiche da superare, ma soprattutto per un fatto sociale. Comprensibilmente una canna in mano al proprio figlio è il terrore di ogni genitore italiano, perchè indubbiamente un uso sbagliato della marijuana, specialmente se perpetrato durante l’adolescenza provoca dei danni non indifferenti. Il punto è che proprio la liberalizzazione di questa sostanza è la chiave per ridurne l’uso. Cosa scatta nella mente di un ragazzino quando decide di rollarsi uno spinello? La trasgressione, il gusto di fare qualcosa di sbagliato unitamente alla sensazione di benessere e di spensieratezza che indiscutibilmente la pianta provoca creano un mix esplosivo. Ma se si privasse la marijuana di questo fascino proibito? In Olanda, nazione in cui la cannabis ad alto livello di THC è stata legalizzata da più di vent’anni, i giovani che ne fanno uso almeno una volta al mese rappresentano il 9% del totale. Sembra una percentuale alta? Forse. Ma a quanto ammonta la percentuale dei ragazzi italiani che ne fanno uso occasionalmente? Si tratta del 28%, quasi il triplo rispetto ai dati registrati nei Paesi Bassi. Questo fatto dovrebbe far riflettere molto, ma non si tratta dell’unico fattore da prendere in considerazione. Dunque sappiamo quanti giovani fumano, ma esattamente cosa fumano realmente? Essendo illegale, la produzione della marijuana nel nostro territorio è in mano alle mafie, dunque assolutamente priva di controlli sanitari. L’erba di strada è colma di ogni genere di sostanze chimiche, volte ad accelerarne la crescita e ad aumentarne il volume. Questi additivi fanno molto più male alla salute di quanto faccia la marijuana di per sé, dunque, legalizzandola, coloro che ne fanno uso avrebbero occasione di consumare un prodotto più pulito ed infinitamente meno dannoso. In più si sottrarrebbe alle mafie un’enorme fetta di guadagno, si parla di un business da miliardi di euro. Ma adesso è importante parlare di un tema che dovrebbe preoccupare particolarmente i genitori e che dovrebbe scuoterli dal proprio torpore. Dove comprano l’erba i ragazzi? L’illegalità di questa sostanza costringe chi vorrebbe consumarla a recarsi in posti loschi e pericolosi, dove tutto può succedere, dove bisogna davvero avere paura. Vale la pena rischiare la vita per qualche grammo di erba secca? Qualcuno potrebbe rispondere “no, per l’appunto, essendo illegale e pericoloso, peggio per quegli idioti che vanno a cercarsela”. Vero, ma quello del consumo della marijuana è un fenomeno che difficilmente si potrà mai arrestare del tutto, dunque perché non regolarizzarlo? Perché non aprire dei locali in cui essa possa essere regolarmente comprata con tanto di scontrino e consumata in tutta sicurezza? Forse fra dieci anni, fra un secolo o domani stesso. Chissà.

-a cura di Andrea Arrigo