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Belladonna: una pianta pericolosa utile in medicina viene ricordata dalle canzoni di Lana del Rey

Belladonna: una pianta pericolosa utile in medicina viene ricordata dalle canzoni di Lana del Rey

L’Atropa Belladonna appartiene alla famiglia delle Solanaceae ed è nota per la sua peculiare bellezza e pericolosità.

Atropa belladonna.

Le preparazioni medicinali prodotte con la pianta sono spesso utilizzate per la cura degli spasmi o dei dolori causati da patologie del tratto gastrointestinale.

Atropa belladonna: identikit di una pianta letale

L’Atropa Belladonna, anche nota soltanto come belladonna, è una delle piante più tossiche per il corpo umano presente nell’emisfero orientale. Si tratta di una pianta perenne, con caratteristiche erbacee, numerosi rami e radici spesse, appartenente alla stessa famiglia di piante molto innocue come quella di pomodoro, delle patate, del tabacco o delle melanzane. Solitamente è nativa dell’Inghilterra ed è presente anche in numerosi paesi dell’Europa centrale, spingendosi anche in territori come quelli dell’Iran. Le foglie, i frutti e le radici della pianta sono estremamente tossici per l’organismo, siccome contengono alcaloidi potenti quali l’atropina e la scopolamina. Queste sostanze, in basse dosi, sono in grado di causare delirio ed allucinazioni mentre in dosi più alte potrebbe anche causare la morte del paziente. Si stima che due bacche siano sufficienti per causare la morte nei bambini mentre l’ingestione di 10 frutti è abbastanza per uccidere anche una persona adulta.

Le foglie, i frutti e le radici sono le parti più pericolose da un punto di vista tossicologico per il corpo umano.

Effetti della belladonna sul corpo umano

La belladonna è una delle piante più tossiche oggi note e viene usata per os nel trattamento di numerose condizioni cliniche quali complicanze della gravidanza, patologie cardiovascolari, gastrointestinali ma anche disordini psichiatrici, tutto questo grazie alla presenza di alcaloidi naturali nelle sue parti vegetali. Solitamente le foglie raggiungono il massimo contenuto di alcaloidi durante la formazione delle gemme e anche la fioritura mentre le radici sono ricche delle sostanze chimiche al termine del periodo di vegetazione. Il nettare della belladonna viene trasformato dalle api in miele, anch’esso contenente le stesse sostanze alcaloidi nocive per l’uomo. I frutti invece sono molto pericolosi per i bambini siccome sono molto belli esteticamente ed hanno anche un sapore dolciastro.
Le sostanze farmacologiche attive nella pianta sono prevalentemente la atropina e la scopolamina, entrambe ad effetto anticolinergico. Tra le caratteristiche più tipiche di un avvelenamento da belladonna ritroviamo le pupille dilatate, una eccessiva fotosensibilità, una visione offuscata, tachicardia, perdita dell’equilibrio, bocca e gola fortemente secche, eloquio confuso, ritenzione urinaria, confusione, allucinazioni, delirio ed anche convulsioni. I sintomi mortali dell’avvelenamento da belladonna sono riconducibili ad una profonda alterazione del sistema nervoso parasimpatico che regola alcune attività involontarie quali sudorazione, respirazione e battito cardiaco. L’antidoto per l’avvelenamento da belladonna è a base di anticolinesterasi, come la fisostigmina, o con colinomimetici, come la pilocarpina.

La fisostigmina può essere usata come antidoto in caso di avvelenamento da atropina e viceversa.

Ultraviolence: Lana del Rey e la belladonna

“Ultraviolence” è una canzone registrata dalla cantante Lana del Rey per l’omonimo album del 2014 e racconta di una storia di amore morbosa, da cui la ragazza esce spezzata e piena di dolore. La canzone è stata aspramente ricevuta dalla critica musicale quando venne pubblicato l’album.

He used to call me DN,
That stood for deadly nightshade.
‘Cause I was filled with poison,
But blessed with beauty and rage.

Ultraviolence – Lana del Rey (2014)

Infatti, Feeney del Time ha accusato la cantante di rendere glamour il concetto di violenza domestica, facendo anche riferimento ad un commento di Lorde, che all’epoca affermò che nonostante comprendesse lo stile musicale della Del Rey, non riteneva adatto far ascoltare temi del genere a delle ragazzine ancora troppo giovani per comprendere alcune situazioni brutali della realtà quotidiana.
Nella prima strofa, la cantante riferisce che “Jim”, presunto aguzzino nonché compagno violento, la chiamava deadly nightshade, ossia proprio belladonna, visto che la giudicava una donna avvelenata, ma altrettanto attraente. Molte sono le ipotesi attorno alla citazione della pianta e soprattutto circa l’identità di questo Jim.
Secondo alcuni, il riferimento all’atropa belladonna, associato anche ad un altro verso più avanti nella canzone (“comprende mis white lines”), sottintende l’uso di sostanze quali piante allucinogene e cocaina, gettando quindi luce sulla relazione della cantante con le sostanze di abuso. Per quanto riguarda l’identità di Jim, molti pensano che sia un riferimento a Jim Jones, un “cult leader” (sempre cantato dalla del Rey nella canzone) che, quando venne investigato per degli omicidi effettuati da dei sicari seguaci della sua religione, riuscì a convincere tutta la comunità a bere del cianuro e suicidarsi in massa. Altri invece ipotizzano che Jim faccia riferimento al liquore Jim Beam, per cui la canzone verterebbe attorno all’uso smodato di alcol da parte della cantante, anche se la versione ufficiale della violenza domestica resta ancora la più accreditata.

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