Atlantide, mito o realtà? Ripercorriamo le più grandi inondazioni della storia, dall’antica Grecia alla Groenlandia

L’inondazione glaciale del lago Catalina in Groenlandia è stata la prima documentata tramite immagini satellitari. Ve ne sono altre però, che hanno lasciato un segno ancora più profondo nella memoria collettiva.  

Le inondazioni sono calamità naturali che lasciano segni duraturi sulle comunità colpite. Nel corso della storia, hanno trasformato interi ecosistemi e influenzato profondamente la nascita e il declino di civiltà, come quella minoica o la leggendaria Atlantide. Tali eventi hanno ispirato celebri racconti mitologici, come il Diluvio Universale e l’Epopea di Gilgamesh. Oggi, tuttavia, le inondazioni sono sempre più spesso una diretta conseguenza del riscaldamento globale. Molte derivano dallo scioglimento dei ghiacciai e delle calotte polari, la cui estensione si riduce drammaticamente di anno in anno. È dunque fondamentale non solo adottare politiche più efficaci per contrastare il cambiamento climatico, ma anche sviluppare tecnologie innovative e sistemi avanzati in grado di sfruttare la potenza degli eventi climatici estremi, che diventano sempre più frequenti, come fonti di energia rinnovabile.

L’eruzione del lago Catilina in Groenlandia

Tra settembre e ottobre 2023, il lago glaciale Catalina, nella Groenlandia orientale, ha rilasciato oltre 3.400 miliardi di litri d’acqua nel fiordo di Scoresby Sound, attraverso un tunnel di 25 km sotto il ghiacciaio Edward Bailey. Questo fenomeno, noto come “glacial lake outburst flood” (GLOF), è stato osservato per la prima volta in tempo reale dai satelliti, offrendo agli scienziati nuove informazioni sulla dinamica di simili eventi. L’eruzione, tra le tre più imponenti mai registrate, evidenzia i rischi crescenti legati al riscaldamento globale, cui si lega l’aumento della frequenza di eventi climatici estremi, nonché lo scioglimento dei ghiacciai.

Sebbene la Groenlandia sia scarsamente popolata, se fenomeni analoghi colpissero regioni più densamente popolate, come quella dell’Himalaya, dove 15 milioni di persone vivono sotto la minaccia di inondazioni glaciali, potrebbero causare disastri dalle proporzioni ben più gravi a livello di perdite umane. Tuttavia, non tutti i mali vengono per nuocere: la potenza rilasciata dall’eruzione del lago Catilina, infatti, è paragonabile a quella di una centrale nucleare, pertanto si potrebbe come fonte di energia rinnovabile. Questo scenario comporta numerose sfide logistiche e tecnologiche, che diventano sempre più urgente affrontare per gestire i rischi legati ai cambiamenti climatici.

La civiltà perduta di Atlantide: quando un intero continente fu sommerso dall’acqua

L’inondazione causata dal lago Catilina ha colpito un’intera regione della Groenlandia. Si tratta, come detto, di una conseguenza diretta del riscaldamento globale e del cambiamento climatico. Episodi simili, sebbene riconducibili a cause diverse, si sono verificati più volte nel corso della storia, con un impatto altrettanto devastante.

L’esempio più celebre è lo sprofondamento negli abissi della città di Atlantide. Il mito, diffusosi fin dai tempi antichi, e tramandato in forma scritta da Platone nei dialoghi “Timeo” e “Crizia”, racconta di una potente e avanzata civiltà situata su un’isola oltre le Colonne d’Ercole. Atlantide sarebbe esistita circa 9000 anni prima del tempo di Platone, ed era descritta come un luogo prospero, con una società ben organizzata, grandi ricchezze naturali e tecnologie avanzate. La capitale era strutturata a cerchi concentrici, con al centro un palazzo reale, circondato da canali e ponti. I suoi abitanti, gli Atlantidei, erano inizialmente virtuosi e guidati da saggi sovrani; col tempo, tuttavia, divennero corrotti e arroganti a causa della loro ricchezza e potere, tanto da scatenare una guerra contro il mondo mediterraneo. Gli dei, irritati dalla loro superbia, li punirono facendo sprofondare l’isola nell’oceano.

Esistono molte teorie incentrate sul mito di Atlantide: secondo alcuni, si tratta di un’allegoria inventata da Platone per criticare l’arroganza dei suoi contemporanei; altri, invece, ritengono che possa essere ispirato a eventi reali, come l’eruzione del vulcano di Santorini, che distrusse la civiltà minoica. Come spesso accade con le leggende, si è cercato di ricostruirne l’origine e localizzarne il luogo: si è ipotizzata la posizione dell’isola in varie parti del mondo, tra cui il Mediterraneo, l’Atlantico, i Caraibi e persino l’Antartide. Tuttavia, nessuna prova definitiva di queste teorie è mai stata trovata.

Oltre Atlantide: le inondazioni più famose della storia, fra mito e racconti cronachistici

Esistono molte vicende analoghe a quella di Atlantide, raccontate in leggende, racconti epici e cronache storiche. Le inondazioni, infatti, sono eventi naturali che hanno segnato profondamente la storia umana, per la scia di distruzione e cambiamenti ambientali che hanno lasciato dietro di sé.

Nel Libro della Genesi, per esempio, si racconta del Diluvio Universale. Si tratta di uno degli episodi chiave dell’Antico Testamento, in cui Dio decide di punire l’umanità per la sua corruzione e peccaminosità, salvando il giusto Noè, la sua famiglia e una coppia di ogni specie animale tramite un’arca. Alcuni studiosi sostengono che possa essere ispirato ad un evento reale, vale a dire il rapido innalzamento del Mar Nero, avvenuto circa 7500 anni fa.

Le esondazioni del Fiume Giallo in Cina, invece, sono accuratamente documentate dalle cronache dell’epoca. Ve ne sono due che spiccano per potenza e capacità di devastazione: la prima, del 1887, sommerse vaste aree agricole e provocò la morte di circa 900.000-2 milioni di persone, nonché carestie e malattie in tutto il territorio circostante. La seconda avvenne nel 1931, ed è considerata la peggiore inondazione della storia: le stime parlano di 1-4 milioni di vittime, con intere città sommerse e conseguenze economiche e sanitarie devastanti.

Torniamo in Europa. I Paesi Bassi, il cui territorio si trova in gran parte al di sotto del livello dell’acqua, ha spesso dovuto fare i conti con eventi del genere. Si ricorda, per esempio, l’Inondazione di San Felice del 1530, nota anche come “Inondazione di tutti i Santi”. In Italia, invece, si parla ancora del disastro del Vajont, avvenuto nel 1963: una frana nel bacino della diga del Vajont, in Friuli, provocò un’onda che superò la diga e distrusse i villaggi sottostanti.

In Asia, il ciclone Bhola del 1970 colpì il Bengala orientale (oggi Bangladesh) e l’India, provocando inondazioni che causarono circa 500.000 vittime. La crisi umanitaria che ne derivò portò all’indipendenza del Bangladesh, nel 1971.

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