Al Urbino inaugurato studiolo di Federico da Montefeltro. Sarà a Palazzo Ducale, scrigno prezioso per arte e cultura.

Si tratta di un patrimonio artistico e culturale di notevole spessore, ora finalmente restituito al grande pubblico.
Inaugurazione
Al Palazzo Ducale di Urbino è stato inaugurato, nella Sala del Trono, lo Studiolo di Federico da Montefeltro, un ambiente che, insieme con l’Appartamento del Duca che lo ricomprende, riapre al pubblico dopo due anni di studi e ricerche e sette mesi di lavori di riqualificazione. Presente all’evento il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli che ha potuto ammirare gli interventi magistralmente eseguiti.
Egli ha espresso apprezzamento per i lavori di riqualificazione condotti con perizia e bravura, frutto di attenti studi che restituiscono non soltanto alla nostra comunità regionale ma al mondo intero questo spazio di estrema bellezza.

Urbino nel Rinascimento
Durante il Rinascimento, Urbino divenne uno dei centri culturali e artistici più importanti d’Italia grazie al mecenatismo di Federico da Montefeltro, duca della città dal 1444 al 1482. Sotto il suo governo, Urbino si trasformò in una corte raffinata e colta, dove convivevano arti, lettere e scienze. Il Palazzo Ducale, progettato da architetti come Luciano Laurana e Francesco di Giorgio Martini, divenne simbolo dell’ideale umanistico del “principe illuminato”. In questo ambiente fiorirono artisti e intellettuali come Piero della Francesca, Leon Battista Alberti e Baldassarre Castiglione. Urbino fu anche la città natale di Raffaello Sanzio, uno dei più grandi pittori del Rinascimento. La città rappresenta ancora oggi un esempio straordinario di armonia tra architettura, paesaggio e cultura.

Arte e cultura
L’arte e la cultura a Urbino nel Rinascimento raggiunsero un livello di eccezionale splendore, grazie all’incontro tra il gusto raffinato dei duchi e la vivacità intellettuale della corte. Il Palazzo Ducale ospitava una delle biblioteche più ricche d’Europa, con manoscritti miniati e testi classici raccolti con cura umanistica. Pittori come Paolo Uccello, Justus van Gent e soprattutto Raffaello vi lasciarono opere che ancora oggi testimoniano l’alto livello raggiunto dalla produzione artistica urbinate. Le botteghe artigiane fiorivano accanto ai circoli letterari, mentre la filosofia, la matematica e la musica venivano studiate e praticate come parte integrante della formazione dell’uomo rinascimentale. Urbino si affermò così non solo come centro artistico, ma anche come modello di civiltà ideale, dove bellezza, sapere e armonia convivevano in perfetto equilibrio.