A immagine e somiglianza degli Stati Uniti: viaggio nella storia e nella cultura liberiana

Dalla sua fondazione a oggi, la Liberia ha vissuto idolatrando la società statunitense, ma la vera domanda è: gli Stati Uniti conoscono davvero la Liberia?

“Dove ha imparato a parlare così bene? Dove? Dov’è stato educato?”: queste sono le domande che l’attuale Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, ha rivolto al Presidente della Liberia, Joseph Boakai, nel corso di un summit che vedeva la presenza di altri quattro leader africani.

Al di là delle gaffe

Le frasi appena riportate potrebbero sembrare un complimento estremamente gratificante se solo ci si dimenticasse del fatto che la lingua ufficiale della Liberia è l’inglese, cosa che a quanto pare è davvero accaduta. Questo episodio ha portato senz’ombra di dubbio a tutta una serie di battute esilaranti sul sistema scolastico statunitense, riportando sotto i riflettori molteplici episodi simili che nel corso degli anni passati hanno interessato politici sia repubblicani che democratici. Mentre ci si sofferma a pensare se queste gaffe siano indice di un sistema scolastico carente di corsi di geografia, di una superficiale conoscenza generale o di una ego-western centralità sociale e culturale che relega nell’ombra tutte quelle popolazioni non occidentali, in queste righe ci soffermeremo maggiormente sulla storia della Liberia, sulla sua stessa nascita e sui suoi punti politico-culturali di riferimento.

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Ritorno in Patria

La nascita della Liberia non può essere scissa dalla lunga e cruenta storia di colonizzazione e decolonizzazione che ha interessato numerosi Paesi europei e non nei secoli passati. Nel 1817 John Randolph, Daniel Webster, John Marshall e Henry Clay fondarono l’American Colonization Society: un’associazione filantropica creata con l’intento di riportare gli ex schiavi afroamericani nei loro territori d’origine. Grazie ai cospicui aiuti finanziari provenienti dalla Virginia e dal Maryland l’associazione si interessò alla fondazione della Repubblica di Liberia (1847). Una Repubblica quella liberiana che nel 1867 contava entro i suoi stessi confini ben 13.000 ex schiavi afroamericani.

Terra di uomini liberi

Come “terra degli uomini liberi” la Repubblica di Liberia ospitava persone che non mostravano alcun interesse nella reintegrazione nel sistema tribale tipico del continente africano di metà XIX secolo. I suoi abitanti, infatti, riuscirono anche ad ottenere il riconoscimento di diverse autorità locali e britanniche come veri “americani”. La bandiera, il sigillo, la forma di governo e molti altri simboli di Stato erano, infatti, la perfetta rappresentazione della loro stessa ammirazione per la cultura americana. Oggi la Liberia comprende numerosi gruppi etnici (Kpelle, Bassa, Grebo, Gio…) e ovviamente nonostante l’inglese sia la lingua ufficiale, è necessario ricordare che la ricchezza culturale e storica di questa terra si riflette anche nel mondo linguistico. Così all’Inglese standard usato nei contesti formali si vanno ad affiancare il gola, il kpelle, le lingue mande e kru e ovviamente, il Liberian English o Kolokwa. Quest’ultimo unisce inglese e idiomi locali, diventando così un esempio perfetto del processo di trasformazione linguistica che nei secoli passati le grandi potenze europee hanno portato con sé durante i violenti e spregiudicati tentativi di espansione coloniale.

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