Alla scoperta di un personaggio magico tra filmografia e tradizione: Mago Merlino

Il vecchio e saggio mago non è sempre stato così, o meglio, non solo così.

Morgana, Uther, Merlino e Artù in “Merlin”, Fanpop

Oggi andremo alla scoperta di un personaggio oramai iconico per grandi e piccini, Merlino, che cinema e televisione hanno raccontato in varie forme. La sua figura ha origini antichissime, controverse e intriganti.

Un passo indietro sino alle origini

La genesi di questo personaggio è composita e mal combacia con la nostra visione in merito. Nell’inventario cognitivo comune la storia di Merlino pare abbastanza lineare. Egli è il precettore del giovane Artù, figlio di Ygraine e del re Uther Pendragon, venerando anziano dal pel canuto e portatore di grande saggezza, sia terrena che mistica, in quanto abile nell’uso della magia. Se questa descrizione alquanto romanzesca è accettabile necessario è analizzare i vari contributi che nutrono la figura di Merlino. A renderla tale è stato Goffredo di Monmouth, storico e scrittore britannico medievale che fuse due diverse tradizioni ma soprattutto due diversi “merlini”. Il primo ha nome Myrddin Wyllt, personaggio selvaggio tipico della letteratura gallese estraneo alle vicende arturiane a cui si unisce Myrddin Emrys, “Merlino il Saggio. Ne deriva quello che viene chiamato Merlino Ambrosio, il cui nome differisce da quello antico forse a causa dello stesso Goffredo che lo avrebbe mutato per l’assonanza sgradevole con il termine francese merde. Molto è stato poi scritto sulla natura del mago, frutto dell’unione di un demone e di una donna mortale e divenendo una quindi una creatura semi-divina, come ci racconta Robert De Boron nel XIII secolo. I vari aspetti che gravitano intorno alla lenta gestazione del personaggio ce lo restituiscono multiforme, caratterizzato da tratti oscuri e quasi diabolici che difficilmente s’accompagnano con la simpatica caratterizzazione disneyana o l’irreprensibile ritratto precedente.

Una delle prime rappresentazioni di Merlino, wikipedia

Lo scanzonato mago disneyano

“Beh vedi: io sono un mago, un veggente, un pronosticatore. Io ho il potere di vedere nel futuro: secoli e secoli nel futuro”. Queste le parole con le quali Merlino si presenta a Semola, soprannome del giovane Artù, quand’egli gli piomba in casa dal soffitto. Mago, veggente e pronosticatore, in grado di compiere balzi temporali in avanti e di vedere il futuro con tutte le sue stramberie e marchingegni: “Io ci sono perfino stato, ragazzo!” Già dalla sua presentazione cogliamo un rimando chiave alla tradizione leggendaria del personaggio quale misterioso taumaturgo mitigato però, nel lungometraggio animato, da tratti burleschi. Il celeberrimo mago si presenta al pubblico con un’ampia veste blu, un lungo cappello a punta celeberrimo e una lunga barba bianca, simbolo di maturato senno. Interessante, ai fini del rapporto con la tradizione, è descrivere poi i molti poteri che esercita. Oltre ad avere il dono della vaticinazione, egli è in grado di animare gli oggetti e di infondere la razionalità umana: il permaloso e diffidente gufo Anacleto ne è esempio lampante. Altra capacità è il saper tramutare e sapersi tramutare in forma animale, capacità che Robert de Boron aveva reso caratterizzante nei suoi racconti. Possiamo definirlo quindi un mago a tutto tondo, rappresentato magistralmente da Walt Disney che lo ha reso indimenticato ed indimenticabile. C’è anche chi ha proposto, a livello televisivo, una rivisitazione totale della figura di Merlino: promosso o bocciato?

Mago Merlino ne: “La spada nella roccia” blogspot.com

L’originale sovvertimento televisivo dello stereotipo

Abbiamo parlato di “rivisitazione totale” e credo che meglio non si possa definire. La saga “Merlin”, andata in onda dal 2008 sino al 2012 , nasce da un’idea decisamente singolare: Merlino coetaneo di Artù. Una scelta di questo tipo pone subito l’accento sulla volontà di recidere con le classiche rappresentazioni, figlie più o meno dirette della tradizione bretone-arturiana e di immaginare un corso storico-mitico diverso. Nelle puntate della saga il valente Artù, erede al trono di Camelot, non ha in Merlino un giudizioso ed anziano precettore bensì un goffo scudiero ai suoi servigi, dotato di poteri magici di cui non può fruire, pena la morte. Il bando emesso dal re Uther Pendragon recita chiaramente che la magia è bandita dal regno, di qualsiasi tipo essa sia. Il giovane mago dovrà quindi esercitarsi segretamente con il suo maestro Gaius ma soprattutto dovrà assistere Artù senza farsi scoprire. I due affronteranno moltissime avventure, in cui l’arditezza guerriera del futuro re di Camelot sarà aiutata dalla capacità magica opportunamente celata del suo “servitore” che si rivelerà salvifica. Le ben cinque stagioni della serie dimostrando il suo successo e quello degli attori principali, Colin Morgan(Merlino) e Bradley James(Artù) tra tutti. Innovare la tradizione è lecito solo se si dà vita ad un progetto di qualità.

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