Nietzsche
Friedrich Nietzsche, nato in Germania il 15 Ottobre 1844, è considerato uno dei filosofi più importanti del ‘900. La sua filosofia un misto tra l’irrazionalità ed il nichilismo attivo affonda le sue ardici nella critica contro l’hegelismo e la filosofia del positivismo. Non a caso Nietzsche cresce proprio durante la metà dell’Ottocento per morire proprio agli albori del nuovo secolo, il positivismo, la tecnica, l’industrializzazione, il culto del progresso minacciavano d’incenerire l’essere e la sua essenza. Inoltre, la filosofia di Nietzsche si scaglia sopratutto contro il Cristianesimo, le religioni e le filosofie del doppio, come il Demiurgo di Platone, Nietzsche affermava di non credere all’esistenza di un’altro mondo, essendo quest’ultimo un grande ammiratore della Madre Terra per lui origine di tutte le cose e portatrice di tutte le risposte. La casta dei sacerdoti, dei predicatori, di coloro che disegnavano l’uomo come un essere debole, da sottomettersi ad un’entità superiore per trovare il egli quelle forze che non poteva trovare in se, sono per l filosofo tedesco degli “avvoltoi”, avvelenatori, pieni di menzogne che hanno inserito il senso del peccato e della colpa nell’uomo facendo di quest’ultimo un essere misero, debole e spaventato dal mondo. Per Nietzsche la pecca dell’Ottocento è la Trasvalutazione ovvero l’assenza di valori primari e la difficoltà di costruirne.
La Gaia Scienza

Con l’opera “La Gaia Scienza” finisce quella che Nietzsche chiama “la filosofia del mattino”. Per Nietzsche, infatti, l’uomo deve vivere “alla superficie della Terra” ovvero imitando l’esempio degli antichi filosofi greci, ad esempio Talete, che cercavano le risposte nelle cose semplici, ossia in ciò che offriva loro la Terra. Non a caso Gaia deriva da ghe=terra, quella Terra che per il filosofo dev’essere lontana dalla metafisica, dalle regole imposte dall’esterno, ma deve essere vicino alla storia, quella vera, di ogni individuo. La Gaia Scienza, è famosissima per l’aforisma 125 dove l’uomo folle annuncia “la morte di Dio”, “Got ist tot” nei decenni successivi, tale annuncio è stato interpretato come l’affermazione dell’ateismo del filosofo che suggeriva la non esistenza di Dio. In realtà tale interpretazione non potrebbe essere più che sbagliata, in quanto, si tratta di una semplice constatazione. Annunciano la morte di Dio, il filosofo non vuole altro che sottolineare l’assenza di valori, il nichilismo e la trasvalutazione in cui è scesa la società ottocentesca a causa del progresso, della religione e delle false filosofie. La morte di Dio, dev’essere un incoraggiamento, ad accettare che non c’è nulla oltre l’uomo, che la salvezza esterna non esiste e che ogni individuo deve imparare a far leva su se stesso se vuole salvarsi. La nascita dei nuovi valori, il sollevamento della società, la miseria umana può trovare un unica cura, non in Dio, ma nell’uomo stesso, in quell’uomo che impara a farsi cultore della Terra e delle proprie virtù, libero dalla morale e fiero di se se stesso: il superuomo. In questa fase si apre la filosofia di Zarathustra, ovvero il Nichilismo Attivo di Nietzsche, al problema della mancanza di valori, il filosofo non vuole semplicemente offrirne una constatazione ma vuole trovarvi rimedio ed è per questo che scrive la sua opera più importante quanto controversa “Così parlò Zarathustra”
Chi è Zarathustra?
Zarathustra, o Zoroastro, fu un riformatore religioso persiano, un personaggio realmente esistito nel VI secolo a.c da cui Nietzsche prende spunto per dare inizio alla filosofia del Grande Meriggio. Se La Gaia Scienza era uno “scritto del vomere” (il vomere è l’aratro ossia un mezzo utilizzato in agricoltura per la semina) in “Così parlò Zarathustra” hanno modo di fiorire tutti quegli insegnamenti che erano stati dati nelle opere precedenti. In quello che è stato definito un “romanzo filosofico” è bene ricordare i tre insegnamenti lasciati da Zarathustra: 1) La dottrina del superuomo 2 ) La volontà di potenza 3) L’eterno ritorno. Nel primo discorso di Zarathustra “Le tre metamorfosi” il riformatore spiega la genesi e la nascita del superuomo egli infatti annuncia ” Io vi mostro il superuomo: come lo spirito diventa cammello, leone ed infine fanciullo”. Il cammello, primo personaggio di questa metamorfosi, rappresenta l’uomo dell’Ottocento imprigionato ad una filosofia del ” TU DEVI” schiavo della morale, del Cristianesimo e della metafisica. Il leone è l’anticipazione del superuomo, libero ma non del tutto, la sua filosofia è ” IO VOGLIO” ma non è ancora totalmente libero di essere ciò che vuole. Infine, però, si arriva al superuomo, non si tratta di un essere appartenete ad una selezione particolare o ad una casta d’èlite, il superuomo è “l’uomo di questa Terra” capace di dire “sì” alla vita ed accettala in tutte le sue sfumature, gioia e dolore. Il superuomo è il creatore di una nuova umanità, rigenerata, pura, libera da vincoli ed oppressioni, è colui che salva la società dal nichilismo inventando nuovi valori. Il Superuomo è la rincarnazione di Dionisio, il Dio del vino, del caos, della notte, dell’irrazionalità. E’ quell’uomo fedele alla terra ed ai suoi valori, al posto di Dio il Superuomo vi pone la Terra come unico luogo dove trovare risposte alle proprie domande. Il superuomo è l’allegoria dell’uomo attivo, forte, vorace, intraprendente, capace di salvare se stesso ed i propri simili. E’ colui che sa “andare oltre”
Tra delirio e lucidità

Nonostante la peculiarità della sua opera, non è un segreto che il filosofo soffrisse di una malattia mentale on accertata, c’è chi parla di depressione maniacale, chi di bipolarismo, chi parla di demenza fino ad altre malattie neurologiche di natura cerebrale che hanno portato il filosofo alla perdita della memoria, della parola fino ad arrivare ad un ictus che lo avrebbe totalmente paralizzato. Molti studiosi hanno ipotizzato che durate la sua gioventù, Nietzsche fosse già sottoposto ai primi sintomi di quelle che poi si sarebbe trasformata in una vera e propria malattia. Ad oggi è impossibile stabilire quanto essa possa aver influenzato il pensiero del filosofo, poichè egli stesso aveva accennato a ” fingere una malattia mentale per raggiungere l’ascesi” . Quello che è chiaro è che sicuramente, quest’ultima fu il risultato di uno sforzo creativo e filosofico molto intenso. Nietzsche stesso in “Al di là del bene e del male scrisse :
“Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro. E se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l’abisso vorrà guardare dentro di te”
Il risveglio di Zarathustra
“Il risveglio di Zarathustra” è anch’esso un racconto filosofico dello scrittore Emanuele Savassi: il ritorno di un odierno Zarathustra attraverso i problemi contemporanei dell’uomo moderno. L’autore riscopre e rispolvera quelli che sono temi classici attraverso dialoghi ricchi di immagini, citazioni, allegorie con autori e filosofi del passato. Personaggi di questo excursus moderno sono Marx o Heidegger, Savassi riesce a monitorare in un unica opera letteratura, filosofia e saggistica sena rinunciare all’immaginazione, alla fantasia, e alla passione con cui invoca la redenzione di un nuovo superuomo capace di risollevare anch’esso la società odierna. Savassi cita i grandi autori del pensiero e li rende suoi interlocutori in un dibattito filosofico che si trasforma nella nell’analisi di un nuovo nichilismo attivo in cerca di nuove e solide soluzioni ai problemi di oggi. “Il risveglio di Zarathustra” cerca di aprire gli occhi al lettore, scuotendolo e allo stesso tempo rassicurandolo conducendolo alla ricerca di un oltreuomo che supera sé stesso, nel disperato tentativo di condurlo ad una nuova realtà.