Visione distorta della caccia: quanto peso ha l’influenza dell’opinione pubblica?

Ieri si è celebrata la Giornata degli animali. Istituita nel 1931, la giornata è un’ottima occasione per sensibilizzare le persone e fare il punto della situazione su questo argomento. Gli animali infatti sono un tema sempre più centrale nella vita di tutti i giorni. Col tempo, però, le cose cambiano, e nell’epoca dei social network è decisamente improbabile che tutti siano d’accorso su tutto. Ecco quindi che l’opinione pubblica si spacca su una tematica molto scottante: la caccia.

I fucili più usati hanno un mirino adatto per le lunghe distanze

Facciamo il punto

L’aumento di animali selvatici è sotto gli occhi di tutti. Ciò è dovuto alle tutele nei loro confronti e all’abbandono delle zone di campagna, in cui la fauna è tornata gradualmente. La chiave di tutto questo è il progresso. Per fare un esempio, infatti, in alcune zone ci sono molte nutrie poiché la produzione di pellicce sintetiche ha preso sempre più piede, rendendo inutili gli allevamenti di animali da pelliccia. Questi sono stati rimessi in libertà e talvolta fanno molti danni, perché si tratta spesso di specie aliene. Il proliferare degli animali selvatici porta dei danni anche se si tratta di specie autoctone, come i cinghiali. Essi infatti rovinano i campi e a volte si vedono in città: pur non essendo aggressivi, possono attaccare se provocati o per difendere i piccoli. Persino i caprioli e i cervi sono dannosi, dato che rovinano i campi.

Anche il coniglio, allevato per le pellicce, ha causato problemi una volta liberato

Soluzione del problema: cosa dice l’opinione pubblica?

Per risolvere il problema dei danni dovuti agli animali selvatici, l’opinione pubblica è profondamente divisa. Diverse persone infatti invocano la caccia, mentre altre optano per metodi non violenti, come la sterilizzazione di massa. La verità sta nel mezzo: se da un lato alcune soluzioni incruente sono efficaci, anche la caccia a certe specie è molto utile. Esiste infatti la caccia di selezione, regolamentata dagli Ambiti Territoriali di Caccia e mirata al contenimento di animali come caprioli, daini, cervi e cinghiali. Questi sono regolamentati dalla legge 157/92 sulla tutela della fauna selvatica. Addirittura in alcuni casi particolari sono gli enti comunali a consentire la caccia a determinate specie: ciò accade soprattutto per le nutrie nelle aree pianeggianti. Se invece non si vuole ricorrere alla carabina, allora servono dei piani di contenimento efficaci o delle misure preventive, come i recinti elettrificati oppure i cani da guardiania per difendere il bestiame.

La caccia al capriolo è strettamente regolamentata dagli Ambiti Territoriali di Caccia

Perché la caccia viene così mal vista?

La caccia non gode dei favori dell’opinione pubblica e dei mass media per una serie di ragioni. Innanzitutto la prima percezione che si ha è quella di uccidere animali innocenti per divertimento. In questo senso si tende a fare di tutta un’erba un fascio: è vero, alcune persone lo fanno per sport, ma se praticata nel rispetto delle regole vigenti si tratta di un ottimo strumento di controllo. Nell’era dei social network, inoltre, è molto facile far circolare immagini tolte dal loro contesto o notizie false per tirare acqua al proprio mulino. Sarebbe giusto invece fare delle analisi obiettive, spiegando i pro e i contro di questa pratica. Stando così le cose, però, la strada da percorrere per una corretta informazione in materia è ancora lunga.

Matteo Trombi

 

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