Miti e menzogne sul lupo: l’animale più colpevolizzato e demonizzato della storia

In questo periodo circolano molte notizie false in tanti campi diversi. Uno di questi è l’ambito naturalistico, soprattutto per quanto riguarda la ricerca di presunti scoop. Una delle vittime più frequenti di queste fake news è il lupo, tanto da leggere spesso articoli di giornale che, in teoria, lo vedrebbero protagonista. Tutto questo, però, crea solo delle preoccupazioni inutili che si ripercuotono anche ai piani alti. Di recente infatti Vannia Gava, sottosegretaria all’Ambiente, ha parlato dei lupi come di un problema drammatico, chiedendo che il ministro Costa intervenga il prima possibile. Ella ritiene che sia necessario approvare il Piano nazionale Lupo entro breve tempo, per migliorare la strategia sulla biodiversità. I fatti però la smentiscono, poiché il lupo non rappresenta una minaccia per l’uomo e per l’ambiente.

Il lupo non attacca l’uomo, anzi, tende ad evitarlo

Danni dell’allarmismo: una psicosi collettiva

Data la grande mole di notizie che circolano su questo animale, puntare il dito contro il lupo è uno sport piuttosto diffuso. Spesso infatti i lupi vengono accusati di attaccare il bestiame, o addirittura i cani da caccia. È altamente improbabile che questi animali prendano di mira gli animali da allevamento, soprattutto le pecore, per tutta una serie di ragioni. Innanzitutto i lupi hanno già abbastanza prede nei boschi, ad esempio caprioli e daini, inoltre è una questione di fabbisogno energetico: come potrebbe una pecora sfamare un branco di lupi affamati? Si tratta infatti di animali molto gregari, quindi trovare un lupo solitario è molto difficile. Questa situazione spinge gli allevatori a difendersi da questa presunta minaccia con mezzi che non funzionano molto bene. L’unico deterrente efficace è il cane da guardiania, che spesso è un pastore maremmano.

Spesso i lupi formano legami che durano anche per tutta la vita

Lupi, lupi dappertutto!

Un altro effetto collaterale della diffusione di notizie fuorvianti sui lupi è la convinzione di essere circondati da loro. Le popolazioni di lupo, effettivamente, sono aumentate negli ultimi anni, ma non ce ne sono così tanti come può sembrare. Questo animale infatti è oggetto di norme specifiche per la sua tutela in quanto specie minacciata. L’allarmismo cresce quando si leggono articoli in cui si parla di lupi che uccidono caprioli. Per quanto il fenomeno venga ingigantito, è naturale che un lupo predi un erbivoro selvatico, quindi non dovrebbe essere una notizia eclatante. Ciò porta a credere che ci siano molti lupi nelle città: in realtà si tratta di cani lupo cecoslovacchi, accuratamente selezionati come animali da compagnia.

La disponibilità di prede in natura tiene i lupi alla larga dai centri urbani

Il lupo non è un problema: parola all’esperto

A parlare della situazione del lupo in Italia è Luigi Boitani, il più grande esperto in materia a livello nazionale. Egli inizia dicendo che abbattere i lupi non serve e che sarebbe più utile attuare dei piani di prevenzione e mitigazione, dato anche il loro ruolo di predatori al vertice della catena alimentare. Boitani smentisce inoltre le voci secondo cui il lupo sarebbe stato reintrodotto nelle montagne, quando si sa che l’introduzione di specie aliene non è una buona pratica. Durante l’intervista lo studioso conferma che i lupi passano accanto alle città, soprattutto in periferia, ma che non costituiscono un pericolo. Ad oggi, infatti, non c’è notizia di attacchi all’uomo da parte di lupi nelle zone urbane. Il lupo quindi non merita un trattamento del genere, ma la strada per la corretta informazione è ancora piuttosto tortuosa.

Matteo Trombi

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