“When the wild wind blows” e la situazione politica attuale, scopriamo come sono collegati

La canzone degli Iron Maiden ci riporta alla situazione politica che stiamo vivendo, oggi vedremo questo collegamento. 

Il testo di questa canzone può rappresentare l’attualità, vediamo l’ansia per un futuro incerto, ci sentiamo come se stessimo camminando sull’orlo di un precipizio; vediamo questa canzone e due fatti attuali: quello che sta avvenendo in Venezuela e in Iran.

“When the wild wind blows”, degli Iron Maiden

“When the wild wind blows” è una canzone dell’album “The Final Frontier” degli Iron Maiden, pubblicato il 13 agosto 2010; dura ben 11 minuti ed è la terza canzone più lunga degli Iron Maiden. La canzone inizia dicendo “Have you heard what they said on the news today? Have you heard what is coming to us all? That the world as we know it will be coming to an end, have you heard, have you heard?” (Hai sentito quello che dicevano le notizie oggi? Hai sentito quello che ci sta succedendo? Che il mondo che conosciamo sta giungendo alla fine, hai sentito, hai sentito?); non servono molte parole per spiegare queste righe, è una situazione instabile, si parla di cosa dice il notiziario e che il mondo per come lo conosciamo sta per finire. Qualche verso dopo leggiamo “As he stares across the garden looking at the meadows and wonders if they’ll ever grow again, the desperation of the situation getting graver, getting ready when the wild wind blows” (mentre guarda il giardino guardando i prati si chiede se mai ce la faranno a crescere di nuovo, la disperazione per la situazione diventa sempre più grave, ci si prepara per quando il folle vento soffia); qui abbiamo ben rappresentata la sensazione d’attesa, non si può fare niente, non sappiamo se i prati torneranno ad essere come prima, e in questa attesa la disperazione aumenta. La canzone va ancora avanti parlando delle televisioni che negano quello che sta succedendo, e di persone che si uniscono per aiutarsi a vicenda, ma voglio finire con una frase che si trova all’incirca al centro della canzone, cioè “there will be a catastrophe the like we’ve never seen” (ci sarà una catastrofe come non abbiamo mai visto); questo rappresenta molto la situazione politica attuale, ci troviamo in un momento in cui non sappiamo cosa succederà, ma qualcosa ci sarà. Adesso vediamo due situazioni attuali che ci fanno vivere così: il Venezuela e l’Iran.

Il Venezuela

Cominciamo dall’inizio: gli USA hanno intrapreso una missione che ufficialmente era contro i narcos e le loro operazioni che partono proprio dal Venezuela; sono state distrutte una ventina di imbarcazioni e gli USA dicono che fossero navi che trasportavano droga, ma le prove non sono state fornite. Il presidente del Venezuela Maduro sostiene che queste siano prove tecniche di invasione, e mobilita l’esercito e la malizia bolivariana. Una delle ipotesi che spiegherebbero la situazione è la volontà di un cambiamento di regime a Caracas. Gli USA nella notte tra il 2 e il 3 gennaio hanno catturato il presidente Nicolas Maduro e la moglie, anche il figlio è incriminato per traffico di droga e possesso illegale di armi da fuoco. Il pretesto è stata la lotta al narcotraffico, ma Trump non ha negato che vuole anche avere accesso al petrolio venezuelano.

L’Iran

Il 28 dicembre 2025 sono iniziate proteste in Iran a causa della situazione economica critica e per il malcontento nei confronti del governo. I morti a causa delle forze di sicurezza sono più di un centinaio (gli stati Uniti dicono più di 500) e circa 2000 gli arresti; si pensa che queste proteste potrebbero portare alla caduta del regime. La maggior parte della popolazione, secondo i giornali, non appoggia più il regime e si guarda anche a Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià, per un futuro nuovo (anche grazie alla sua formazione compiuta all’estero). Trump in questi giorni ha anche parlato della possibilità di un intervento armato sul luogo.

La situazione mondiale è tesa, restiamo tutti sul filo di un rasoio, “the desperation of the situation getting graver, getting ready when the wild wind blows” (la disperazione per la situazione diventa sempre più grave, ci si prepara per quando il folle vento soffia) come dicono gli Iron Maiden.

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