Scopriamo la figura di Olympe de Gouges nel film “Flashback” e nella realtà

Oggi grazie al film “Flashback” vedremo alcune figure storiche di donne e la difficile vita che si trovano ad affrontare. 

Il film “Flashback” ci mostra un viaggio attraverso diverse epoche, grazie al quale la protagonista comprende meglio l’importanza dei diritti delle donne; vediamo anche la realtà dietro uno di questi periodi storici.

“Flashback” 

“Flashback” è una commedia francese del 2021 diretto da Caroline Vigneaux. La protagonista è Charlie Leroy, una donna avvocato che fa scagionare un uomo da un’accusa di violenza; quella sera va a festeggiare e fa uso di sostanze stupefacenti, successivamente un tassista la risposta a casa e le dice “chi dimentica il passato è condannato a riviverlo” (Winston Churchill). La mattina dopo Charlie si sveglia in una stalla e viene portata via con l’accusa di stregoneria e incontra Giovanna d’Arco; siamo solo all’inizio, ma Charlie viene accusata di stregoneria e viene affogata. Successivamente ci spostiamo agli anni ’60 del ‘900, e vediamo come una donna non può avere un conto e non può prelevare senza il consenso del marito; a quel punto arriva un tassista, lo stesso che la sera prima ha portato Charlie a casa, e capiamo che c’è qualcosa di strano. Il tassista spiega alla nostra protagonista che c’è una lezione da imparare, e fino a quando non lo farà si troverà costretta a saltare da un periodo storico ad un altro. Arriviamo nella preistoria, poi nella metà del XIX secolo e incontriamo George Sand (costretta a firmare le sue opere con un nome maschile), Marie Curie (ed è proprio Charlie a convincere degli uomini a dare la cattedra a Marie, rimasta vuota per la morte del merito di quest’ultima), Gisele Halimi (una donna avvocato che difende una ragazza che si è trovata costretta ad abortire), Napoleone Bonaparte (mentre è impegnato a scrivere il Code Napoleon) e Olympe de Gouges (la donna che scrisse la “Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina”). Alla fine Charlie viene trasportata nuovamente nel suo tempo, e deve rivivere l’ultima giornata che ha vissuto prima di partire per questo strano viaggio, ovvero il giorno del processo; ma stavolta le cose vanno diversamente. Adesso vediamo la figura di Olympe de Gouges e il suo contesto storico.

Olympe de Gouges

Battezzata come Marie Gouze nel 1748, era figlia di un macellaio. Imparò a scrivere e a leggere tanto da firmare da sola, sposò Louis-Yves Aubry ed ebbe con lui un figlio, ma alla morte del marito non si risposò. Marie cambia il suo nome in Marie Olympe de Gouges (la particella “de” forse serviva per celare le sue umili origini). Si trasferì a Parigi e lì visse nell’agio grazie ad un suo amico; frequentò anche i salotti letterari istituiti da donne e nonostante la formazione semplice che ebbe, riuscì a scrivere molto. Arriviamo al 1789 e alla presa della Bastiglia; Olympe chiede alloggi per anziani, vedove e orfani e chiede una tassa sul lusso. Nel settembre del 1791 Olympe scrisse la “Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina”, considerato il primo manifesto femminista, sul modello della “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino” in cui reclamava l’uguaglianza giuridica e legale delle donne e sosteneva riforme come il suffraggio universale e il divorzio (che sarebbero arrivate solo molto dopo, nel XX secolo). Olympe de Gouges fu ghigliottinata il 3 novembre 1793. Adesso vediamo il periodo che si trova a vivere, soprattutto gli ultimi anni.

La Francia tra le tre Costituzioni

Nel 1789 scoppia la Rivoluzione Francese, assistiamo alla presa della Bastiglia e il terzo stato si dichiara assemblea generale; vediamo la creazione della “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino” e di tre diverse costituzioni. La prima Costituzione è quella del 1791 (monarchica costituzionale), la seconda è quella del 1793 (repubblicana e giacobina, mai applicata) e la terza è quella del 1795 (repubblicana moderata, del Direttorio); poi nel 1799 ci sarà l’avvento di Napoleone al Consolato. Nel 1791 con la prima costituzione si cerca un equilibrio tra monarchia e stato; il re in questa costituzione ha dei poteri simili a quelli del presidene americano, solo che il presidente americano è eletto. Nel 1793 la costituzione, chiamata Costituzione dell’anno I, abbandona gli equilibri e richiede un accenramento del potere, solo che questa costituzione non entra in vigore; qui si prevedono i tre poteri separati, un’assemblea eletta dal popolo (per la durata di due anni), il re coadiuvato dai ministri (di nomina regia) e dei magistrati eletti dal popolo. La costituzione più importante (che trova anche applicazione in Europa) è quella del 1795, chiamata Costituzione dell’anno III, questa è frutto del Direttorio; anche qui si prevede la divisione dei tre poteri: quello legislaivo in due camere (Camera dei 500 e Camera degli anziani), quello esecutivo in mano al direttorio e quello giudiziario in mano a dei magistrati eletti. Con Napoleone la Costituzione del ’95 viene esportata in Europa e la ritroviamo nelle repubbliche create in Italia. Nel 1799 Napoleone prende il potere con un colpo di stato e diventa Primo Console.

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