La serie “Outlander” e le Baccanti hanno qualcosa in comune, oggi in questo articolo scopriremo i richiami.

La serie “Outlander” ci mostra una situazione particolare, un ballo evocativo e “stregato”; vediamo il collegamento che può essere fatto tra questo, i riti bacchici e le baccanti, insieme a due fonti che ne parlano.
“Outlander”, stagione 1 episodio 10
“Outlander” è una serie televisiva inglese e americana, andata in onda per la prima volta nel 2014 e ancora in produzione. L’argomento principale è il viaggio nel tempo della protagonista, Claire Beauchamp; questo però è il suo nome da nubile, infatti vediamo che inizialmente lei si trova nel 1945, è finita da poco la Seconda Guerra Mondiale e va in viaggio col marito Frank Randall nelle Highlands scozzesi, lì Claire viaggia nel tempo. Claire si ritrova catapultata nel 1743, una volta lì è convinta di non poter più tornare nella sua epoca e inizia a crearsi una vita, compresa di un nuovo matrimonio con il giovane Jamie Frazer. Nello scorrere degli episodi assistiamo alle peripezie che deve affrontare la nostra protagonista e ai rapporti che instaura, nel campo dell’amicizia e in quello dell’amore. Un’amicizia che si viene a creare è quella tra lei e Geillis Duncan, una donna che sembra non giudicarla e che si dimostra subito dalla sua parte. Nell’episodio 10 della stagione 1 assistiamo ad una danza che potremmo definire “sfrenata” compiuta da Geillis; ci troviamo in un bosco di notte, le uniche presenze sono gli alberi e la luna, oltre ovviamente a Geillis e a Claire che si reca nel bosco per cercarla. Geillis balla come se non fosse in sè, alla fine di questa esperienza nota la presenza di Claire e le spiega che era un’invocazione alla luna, chiedeva qualcosa per il bambino che portava in grembo. Possiamo immaginare questa danza come un rito pagano, data l’invocazione alla luna, ma andando più nello specifico ritroviamo delle usanze simili presso le Baccanti.
Le Baccanti e i riti bacchici
Inquadriamo prima di tutto i personaggi: le Baccanti, chiamate anche Menadi, erano le sacerdotesse del dio greco Dioniso. Queste sacerdotesse partecipavano a “riti dionisiaci” o “bacchici”, durante i quali queste donne erano come possedute, o in estasi; queste danze sono caratterizzate dalla presenza di strumenti musicali come flauti o tamburelli. Tanta era l’estasi e la frenesia da cui erano colte le baccanti in quei momenti, che riuscivano persino a squartare un animale a mani nude. Nel 186 a.C. i riti bacchici vengono vietati dal Senato romano con il “Senatus consultum de Bacchanalibus”; questa proibizione è dovuta alla volontà di mantenere l’ordine pubblico e la moralità, evitando di contaminarli con la dissolutezza di questi riti, che portavano in alcuni casi anche a orge e presunti omicidi.
Le Baccanti tra Euripide e Catullo
Vediamo adesso le figure delle baccanti in due autori: Euripide e Catullo. Euripide porta in scena questi personaggi nella tragedia che si intitola proprio “Le Baccanti”. In questa tragedia Dioniso, figlio di Zeus e Semele, arriva a Tebe (patria della madre) e decide di punire tutte le donne perché hanno dubitato della sua divinità. Le donne vengono prese dalla frenesia; si convince a seguirle anche il re Penteo, quest’ultimo viene però scambiato per un leone e ucciso dalla madre Agave (sorella di Semele). Una volta tornata in sé Agave capisce cosa era successo e fugge; Cadmo (il padre di Semele) piange la morte di Penteo e vede l’apparizione di Dioniso che gli annuncia che quella era la punizione per non averlo onorato e aver dubitato della sua divinità.
Catullo nel carme 64 parla del matrimonio di Peleo e Teti, nella trapunta sul letto nuziale vediamo narrato con delle immagini l’abbandono di Arianna da parte di Teseo. Arianna è fuori di sé per la rabbia, quando arriva il Dio Bacco (Dioniso) innamorato di lei; al suo seguito ritroviamo le Baccanti e la loro descrizione. Le Baccanti vengono descritte mentre si agitano in vena alla pazzia dimenando la testa, portano con loro un vitello squartato, si attorcigliano sulla fronte serpenti e suonano timpani, clavicembali, corni e flauti.
Notiamo la somiglianza tra la danza di Geillis e il movimento delle Baccanti: entrambe si recano in posti isolati, si muovono in preda alla frenesia e non si rendono del tutto conto di chi c’è; anche gli abiti si somigliano, Geillis infatti è quasi svestita e nelle descrizioni delle Baccanti le vediamo molto spesso col petto scoperto. Non sappiamo se lo sceneggiatore si è basato su questi personaggi per la scena che esegue il personaggio di Geillis, però le somiglianze le possiamo notare.