La canzone “La Monna Lisa” di Aloia ci parla di alcuni personaggi storici, oggi li contestualizzeremo nel periodo giusto.

Emanuele Aloia nella sua canzone “La Monna Lisa” nomina Cleopatra e il quadro da cui prende il titolo questa canzone, La Monna Lisa; vediamo entrambi questi personaggi storici e collochiamoli nel loro tempo.
“La Monna Lisa”, di Emanuele Aloia
“La Monna Lisa” è una canzone di Emanuele Aloia, contenuta nell’album “Sindrome di Stendhal”, pubblicato il 16 aprile 2021.
È una canzone che parla d’amore; il protagonista ricorda nei suoi versi la ragazza che ama, si chiede “chissà se ti manco o no” e poi la ricorda dicendo “eri bella con il trucco, eri bella senza, ma non c’era nessun trucco, si muoveva la mia stanza”. Successivamente abbiamo il ritornello in cui viene detto “non ricordo da che ne ho memoria, un amore di questa portata, se riaprissi il mio libro di storia, saresti nel mezzo di qualsiasi data”; andando avanti vengono fatti due paragoni interessanti, infatti viene detto “nell’antico Egitto mi sembri Cleopatra, così bella che ti han disegnata […] un quadro rubato, la Monna Lisa”. Continuando la canzone sentiamo/leggiamo “incontrarsi per caso e dirsi, che in amore non perdi o vinci, in amore basta capirsi”, e questo porta a galla uno stato d’animo che solo chi ama davvero può capire, perché non si tratta di vincere o perdere, ma si tratta di impegnarsi per il bene di entrambi. Alla fine leggiamo “ah ti dico un ciao, che è un po’ un addio, perché non mi rivedrai, ma mi ricorderai, come il sogno più strano che hai fatto, non sai dire se è bello o se è brutto, ma vorresti di nuovo rifarlo, e magari sognarmi nel dubbio”. Sono parole molto belle e allo stesso tempo tristi, perché ci permettono di immaginare il finale di questa storia e purtroppo non è un lieto fine; lei lo ricorderà come un sogno strano, senza sapere se bello o brutto, ma non si rivedranno più.
Adesso vediamo i due paragoni storici che la canzone fa per descrivere al meglio la donna di cui parla: Cleopatra e La Monna Lisa.
Cleopatra
Cleopatra nasce all’incirca nel 69 a.C. e diventa regina d’Egitto nel 51 a.C.; ad appena 12 anni Cleopatra sposa il fratello Tolomeo XIII, come vuole l’usanza dei faraoni in Egitto. Il matrimonio non dura molto perché la donna fa uccidere il marito dai Romani nel 47 a.C. e fa innamorare di sé Giulio Cesare. Cleopatra nello stesso anno si risposa con un altro fratello, Tolomeo XIV, ma si reca a Roma con Giulio Cesare, con cui ha un figlio di nome Cesarione. Dopo la morte di Giulio Cesare nel 44 a.C. la donna torna in Egitto, fa uccidere suo marito e rende coreggente il figlio. Cleopatra intanto incontra e seduce anche Marco Antonio, con cui resta insieme dal 42 a.C. alla morte nel 30 a.C.. Marco Antonio perde consenso a Roma a causa del rapporto con Cleopatra e delle dicerie messe in giro (come quella secondo cui si preparava la creazione di un impero orientale con capitale Alessandria). La battaglia principale tra Marco Antonio e Ottaviano si svolge ad Azio nel 31 a.C. e la vittoria è di Ottaviano; Cleopatra e Marco Antonio scappano e si suicidano nel 30 a.C.. Cleopatra fu l’ultima regnante d’Egitto e anche l’ultima discendente dei successori di Alessandro Magno (i Tolomei).
Cleopatra fu sicuramente una donna di grande fascino e carisma, indubbiamente anche furba. Paragonare una donna a Cleopatra vuol dire darle tutti questi attributi positivi. Adesso passiamo alla Monna Lisa.
“La Monna Lisa”, di Leonardo da Vinci
“La Monna Lisa”, anche conosciuta come “Gioconda”, è un dipinto ad olio di Leonardo da Vinci eseguito più o meno nel 1503. Il mistero sull’identità della donna è infondato, infatti sappiamo che il mercante fiorentino Francesco del Giocondo commissiona a Leonardo il ritratto della moglie, Lisa Gherardini; alcune teorie elaborate nello scorso secolo sostenevano addirittura che la donna non fosse mai esistita o ancora che il quadro fosse un autoritratto del pittore stesso. Il dipinto non arriverà mai al committente perché Leonardo ci lavora per quattro anni senza mai considerarlo completo. Il quadro resta quindi a Leonardo, che continua a lavorarci per anni e che porta con sé anche durante i viaggi. L’opera era con lui anche durante il suo ultimo viaggio ad Amboise, dopo la morte dell’artista nel 1519 probabilmente il re di Francia Francesco I lo acquista dal suo allievo Gian Giacomo Caprotti; quindi anche il mito del suo furto è solo questo, un mito.
La Monna Lisa, nonostante non venga definita una bella donna, è un’opera molto apprezzata e ancora oggi riecheggia il mito del suo furto, il mito del suo sorriso, il mito della sua identità. Paragonare una donna alla Monna Lisa significa anche definirla come un’opera d’arte che risalta in mezzo a tutte le altre, infatti nella stanza in cui si trova al Louvre eclissa tutte le opere attorno a lei.