Conosciamo le figure dei Quattro Cavalieri dell’Apocalisse: Pestilenza, Guerra, Carestia e Morte; troviamo una canzone per ognuno di loro.

In questo articolo analizzeremo quattro canzoni: “Imagine” di John Lennon, “We are the world”, “Bravi ragazzi” di Bennato, “The Man Comes Around” di Johnny Cash; ognuna la fermo corrispondere ad uno dei Quattro Cavalieri dell’Apocalisse.
“Bravi ragazzi” di Bennato, la Pestilenza
I Cavalieri dell’Apocalisse sono presentati nel libro dell’Apocalisse di Giovanni, nel Nuovo Testamento. Giovanni ci dice che ci saranno sette sigilli con un messaggio di Gesù, da inviare a sette chiese diverse; dopo l’apertura del primo sigillo apparirà un cavaliere con un cavallo bianco (che non sappiamo se rappresenti Cristo o l’anticristo), dopo l’apertura del secondo sigillo apparirà un cavaliere con un cavallo rosso (che rappresenta la guerra), dopo l’apertura del terzo avremo un cavaliere con un cavallo nero (simbolo della carestia), dopo il quarto si vedrà un cavaliere con un cavallo verdognolo (che rappresenta la morte).
Il primo cavaliere è il più difficile da interpretare, infatti secondo un filone interpretativo rappresenta Cristo, ma secondo un’altra interpretazione rappresenta elementi negativi, e quindi l’anticristo o chi distrugge con fiere e Pestilenze; questo cavaliere porta con sé una corona e un arco. Noi prenderemo in considerazione questo caso e lo abbineremo alla canzone “Bravi ragazzi”.
“Bravi ragazzi” è una canzone di Bennato scritta nel 1974 e contenuta nel disco “I buoni e i cattivi”. Fin dai primi versi ci parla di un coprifuoco, e che prima sembrava un gioco ma adesso siamo tutti rinchiusi ad aspettare. Segue dicendo “Ognuno ha avuto le sue razioni/poveri e ricchi, cattivi e buoni/ognuno ha fatto le sue preghiere/ora si tratta solo di aspettare”; buoni e cattivi, ricchi e poveri, vengono messi sullo stesso piano entrambi, nella situazione raccontata le azioni fatte o i beni materiali posseduti non possono salvare l’uomo. Ci parla anche di programmi alla televisione in cui prendono la parola “tutti gli avvocati/di tutte le bandiere, di tutti i partiti”, facendoci pensare ad una situazione estesa e diffusa. Alla fine leggiamo un richiamo alla speranza e alla fiducia, in cui l’autore dice “Bravi, su, bravi ragazzi/ma non è il caso di agitarsi/bravi, su, fate i bravi ragazzi/vedrete che poi sistemeremo tutto”. Adesso passiamo al secondo cavaliere, la Guerra.
“Imagine” di John Lennon, la Guerra
Il secondo cavaliere abbiamo detto che è quello dal cavallo rosso, la Guerra, lui eliminerà la pace dal mondo; questo cavaliere ha una spada e il colore del suo cavallo è causato dal sangue delle vittime che provoca. A questo cavaliere abbiniamo la canzone “Imagine”.
“Imagine” è una canzone di John Lennon pubblicata nel 1971 (periodo durante il quale si combatteva la guerra del Vietnam) ed è contenuta nell’album “Imagine”. Nel testo possiamo leggere “Imagine there’s no countries/It isn’t hard to do/Nothing to kill or die for/And no religion, too/Imagine all the people/Livin’ life in peace” (Immagina che non ci siano nazioni/Non è difficile da fare/Niente per cui uccidere o morire/E nessuna religione, anche/Immagina tutte le persone/Che vivono la vita in pace); il riferimento alla guerra è chiaro, spera che un giorno non ci sia più niente per cui uccidere o morire. Più avanti, nel ritornello possiamo leggere “You may say I’m a dreamer/But I’m not the only one/I hope someday you’ll join us/And the world will be as one” (Puoi dire che sono un sognatore/Ma non sono l’unico/Spero che un giorno tu ti unisca a noi/E il mondo sarà come se fosse uno); qui vediamo un invito a fermare ogni guerra e un augurio per un mondo migliore, un giorno. La guerra porta a questo, accade ancora oggi nel mondo e non serve sforzarsi nemmeno troppo a cercare informazioni su internet o sui social per trovare notizie della guerra tra Israele e Palestina. Adesso passiamo al prossimo cavaliere, la Carestia.
“We are the world” di Usa for Africa, la Carestia
Il terzo cavaliere dell’Apocalisse, quello che cavalca un cavallo nero, è la Carestia. Nel passo che lo riguarda possiamo leggere che grano e orzo inizieranno a scarseggiare, ma non olio e vino; secondo alcuni i primi rappresentano alimenti essenziali e i secondi no, secondo altri i primi rappresentano cibi umili e che quindi sarà colpito prima il popolo più umile, i secondi rappresentano cibi ricchi e quindi indica che i ricchi non saranno colpiti dalla carestia. Secondo un’altra rappresentazione invece il grano rappresenta la Parola di Dio, l’olio lo Spirito di Dio e il vino il Sangue di Cristo; quindi ci sarà carestia della Parola di Dio, ma non del suo Spirito o del valore del sacrificio di Gesù. A questo cavaliere abbiniamo la canzone “We are the world”.
“We are the world” è una canzone scritta da Michael Jackson e Lionel Richie, registrata il 28 gennaio 1985 per raccogliere fondi per la carestia in Etiopia; attorno a questa canzone però vediamo anche altri nomi importanti come Stevie Wonder, Tina Turner, Bob Dylan e altri, tutti raccolti sotto il nome di “Usa for Africa”. Nel ritornello possiamo leggere “We are the world, we are the children/We are the ones who make a brighter day/So let’s start giving/There’s a choice we’re making/We’re savin’ our own lives/It’s true, we’ll make a better day, just you and me” (Noi siamo il mondo, noi siamo i bambini/Noi siamo quelli che porteranno la luce/Quindi iniziamo a donare/C’è una scelta che stiamo facendo/Stiamo salvando le nostre stesse vite/È vero, renderemo i giorni migliori, solo tu ed io); purtroppo la fame nel mondo ad oggi è ancora estremamente diffusa, parliamo di più di 670 milioni di persone nel 2024 (guardando una stima dell’ONU), situate soprattutto in Africa e in Asia occidentale. È una stima che sembra in calo rispetto agli ultimi anni, ma sono comunque cifre enormi. Passiamo adesso all’ultimo cavaliere, la Morte.
“The man comes around” di Johnny Cash, la Morte
Il quarto ed ultimo cavaliere è quello che arriva su un cavallo verdognolo o pallido, la parola originale greca con cui viene chiamato è “θάνατος”, che possiamo tradurre con “pestilenza/morte”; noi qui prenderemo in considerazione l’ultimo caso. La parola greca usata per descrivere il colore del suo cavallo è “χλωρός” (chloros), che indica il colore verdognolo che assumono le persone che stanno per morire. Questo cavaliere arriva per ultimo proprio per raccogliere i morti generati dai tre cavalieri precedenti. Lo abbiniamo alla canzone “The man comes around”.
“The man comes around” è una canzone di Johnny Cash uscita nel 2002, contenuta nell’album “American IV: The Man Comes Around”. Già nei primi versi possiamo leggere “There′s a man going around taking names/And he decides who to free and who to blame/Everybody won’t be treated all the same” (C’è un uomo che va in giro chiedendo dei nomi/E lui decide chi liberare e chi incolpare/Nessuno verrà trattato allo stesso modo) e iniziamo a capire che si sta parlando del Giudizio Universale; a seguire leggiamo “Some are born and some are dying/It’s Alpha and Omega’s kingdom come” (Alcuni sono nati e alcuni stanno morendo/È l’arrivo del regno dell’Alfa e dell’Omega). L’autore segue con “Whoever is unjust, let him be unjust still/Whoever is righteous, let him be righteous still/Whoever is filthy, let him be filthy still” (Chiunque sia ingiusto, lascialo essere ancora ingiusto/Chiunque sia giusto, lascialo essere ancora giusto/Chiunque sia volgare, lascialo essere ancora volgare); qui possiamo leggere un’allusione al fatto che gli uomini saranno giudicati per quello che sono stati. Alla fine vediamo “And I heard a voice in the midst of the four beasts/And I looked and behold, a pale horse/And his name that sat on him was Death/And Hell followed with him” (E ho sentito una voce in mezzo a quattro bestie/E ho guardato e scorso, un cavallo pallido/E il suo nome che sedeva su di lui era Morte/E l’inferno lo seguiva); il riferimento alla morte è palese in questo caso, viene esplicitato dall’autore grazie al nome della Morte detto a chiare lettere e con la descrizione del “pale horse” (cavallo pallido).
La Morte, come abbiamo detto prima, arriva sempre per ultima, per raccogliere le vittime mietute dagli altri cavalieri. Nel 2020 il mondo ha vissuto il Covid-19, le guerre sono in tutto il mondo e forse non si sono mai fermate, le carestie sono spesso provocate da tutte queste situazioni. Dovremmo pensare tutti di più a cosa succede nel mondo e fermarci a notare questi fatti che ormai sono quotidiani; c’è tanto bene nel mondo ma c’è anche troppo male. I primi tre Cavalieri dell’Apocalisse sembrano già arrivati e nessuno sembra farci nemmeno caso.