Papa Francesco è morto: ecco per cosa viene ricordato

La mattina del 21 aprile il mondo si sveglia con la tragica notizia della morte del Papa

“Il Papa della gente” ha portato all’interno della Chiesa una serie di riforme e aperto la strada per dialoghi con altre fedi religiose

L’ultimo saluto

Ieri è stata l’ultimo augurio di Pasqua dopo la benedizione Urbi et Orbi da parte di Papa Francesco, che si è spento questa mattina a Roma in seguito a un periodo di ricovero al Policlinico Gemelli da cui  era stato dimesso solo pochi giorni fa. Bandiere a mezz’asta a Palazzo Chigi e campane a lutto accompagnano questo lunedì di Pasqua insieme alle condoglianze dai leader europei: l’impegno instancabile e la propensione verso i più bisognosi viene ricordato nelle parole di Re Carlo, ma anche il ministro Sanchez, dalla Presidente della Commissione Europea Von der Leyen, dal Presidente francese Macron e dalla Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. Il cordoglio per la morte è stato manifestato anche dalla chiesa russa, dal mondo arabo ed ebraico.

Una folla di persone in piedi intorno a un edificio

Le riforme

Il Papa di Buenos Aires ha segnato il suo pontificato con riforme e messaggi non sempre condivisi da tutta la comunità cattolica. Bergoglio aveva un’idea di Chiesa aperta non solo ai fedeli cattolici e che cammina tra le sofferenze del mondo. Infatti i viaggi apostolici di Francesco avevano spesso uno sfondo simbolico, come quello a Lampedusa per porre l’attenzione sulla questione migranti, ed è stato anche mediatore per aprire un dialogo interreligioso con le altre fedi, incontrando l’ayatollah Al Sistani in Iraq oppure firmando ad Abu Dhabi un documento sulla Fratellanza Umana. Inoltre poco dopo l’elezione Bergoglio elesse un congresso di cardinali per assisterlo nel processo di formazione della Curia e applica diverse riforme per i dicasteri economici oltre a creare una nuova costituzione, la Predicate Evangelium. Importante è stato sicuramente il rinnovamento della struttura dei vescovi e cardinali, nominando il primo prefetto laico, assegnando a suore il ruolo di capo di dicasteri importanti e a laiche posti di rilievo nel consiglio dello Ior e nei Musei Vaticani.

Un messaggio per l’umanità

Serviva un Papa proveniente “quasi dalla fine del mondo” per scuotere una Chiesa non al passo con i tempi, ridotta quasi a un museo, e aprire la strada a un graduale rinnovamento. Ma la vera eredità che Bergoglio lascia al suo successore ma soprattutto a tutto il genere umano è la sensibilità nei confronti delle persone che sembrano essere state dimenticate da Dio, magari perché si trovano all’interno di un carcere minorile oppure perché sono finite su un gommone in mezzo al Mediterraneo per scappare dalla guerra nel loro Paese o semplicemente perché sono nate nel posto sbagliato al momento sbagliato.

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