Il divieto di TikTok negli Stati Uniti ha creato uno scenario paradossale: i creator americani si sono rifugiati su RedNote, un’altra piattaforma cinese.

Il TikTok ban, pensato per limitare l’influenza cinese sul mercato digitale statunitense, ha generato effetti inattesi. Molti creator americani, privati della loro principale piattaforma, hanno scelto di spostarsi su RedNote (in cinese 小红书 Xiǎo hóng shū), un social cinese emergente, mettendo in dubbio l’efficacia del provvedimento.
Il TikTok ban e la fuga dei creator
La decisione del governo americano di vietare TikTok per motivi legati alla sicurezza nazionale ha scosso il panorama digitale. Questa piattaforma, amata per la sua capacità di viralizzare contenuti e promuovere nuovi talenti, ha lasciato milioni di creator e spettatori statunitensi in un limbo. Privati di uno spazio per esprimersi e guadagnare, molti hanno rapidamente cercato alternative, trovando in RedNote una soluzione inaspettata.Il governo statunitense ha giustificato il divieto di TikTok, come una misura necessaria per proteggere la sicurezza nazionale. La piattaforma, di proprietà della cinese ByteDance, era accusata di raccogliere e condividere dati degli utenti con il governo di Pechino. Questa decisione ha avuto un impatto immediato su milioni di utenti americani, in particolare sui creator che avevano costruito intere carriere e fonti di reddito grazie a TikTok. Per questi professionisti del digitale, il ban ha significato una brusca interruzione del flusso di entrate pubblicitarie e sponsorizzazioni, oltre alla perdita di connessione con il loro pubblico. La paura di perdere anni di lavoro ha spinto molti a cercare piattaforme alternative. Tuttavia, invece di migrare verso social americani o europei, una larga parte della comunità si è rivolta a RedNote, un’app cinese meno conosciuta, ma dalle caratteristiche simili a TikTok.

Ma, che cos’è RedNote e cosa la rende così attraente?
RedNote è una piattaforma cinese relativamente nuova, ma con caratteristiche simili a TikTok. Sviluppata da JinMedia, una giovane società tecnologica con sede a Shenzhen, in Cina, ha rapidamente guadagnato popolarità grazie alla sua strategia mirata all’innovazione e all’adattamento ai mercati occidentali. Tra le sue principali caratteristiche, spiccano:
- Editing avanzato: RedNote offre strumenti di montaggio video professionali, che consentono di modificare i contenuti direttamente dall’app, aggiungendo effetti speciali, transizioni fluide e testi dinamici (proprio come il caro vecchio TikTok);
- Libreria musicale globale: La piattaforma vanta accordi con case discografiche internazionali per utilizzare tracce musicali popolari, che permettono ai creator di ampliare il proprio pubblico con contenuti accattivanti (indovinate a chi somiglia?);
- Algoritmo basato su AI: L’algoritmo di RedNote è in grado di personalizzare in modo preciso l’esperienza degli utenti, aumentando la probabilità di visualizzazioni per i contenuti di nicchia. Questo aspetto, simile a quello di TikTok, garantisce che ogni creator possa raggiungere rapidamente un vasto pubblico (dai, ormai avete capito il gioco);
- Monetizzazione diretta: RedNote permette ai creator di guadagnare in diversi modi, tra cui partnership con brand, vendite di prodotti direttamente dall’app e micro-transazioni come mance o donazioni dagli utenti (“Grazie TikTok, di essere entrato in questa live”)
- Focus sulla sicurezza: JinMedia ha promesso maggiore trasparenza nella gestione dei dati rispetto a TikTok, cercando di rassicurare sia gli utenti che i governi stranieri (scacco matto agli amici americani).
A differenza di altre piattaforme, RedNote ha anche investito nello sviluppo di una versione “localizzata” per gli utenti occidentali, con interfacce in inglese, nuove funzionalità per il mercato statunitense e persino un team di supporto internazionale. Questo approccio globale ha permesso a RedNote di affermarsi come una valida alternativa per i creator che cercano una piattaforma stabile e remunerativa.

Si, ma chi non conosce il cinese, adesso come fa?
Niente paura, vi aiutiamo noi!
Qui di seguito una lista di parole che vi potrebbero essere d’aiuto qualora decidiate di scaricare l’ennesimo social network.
- 吃瓜 (chī guā): letteralmente, “mangiare un’anguria”
Termine usato per indicare chi osserva una situazione o un evento senza prendervi parte, è simile all’espressione italiana “stare a guardare”. Su RedNote, viene spesso utilizzato nei commenti sotto video di tendenza o controversi (un po’ come la gif di Michael Jackson con i popcorn che tutti abbiamo usato sotto a certi dissing);
- 点赞 (diǎn zàn): “Mettere un like”
Letteralmente “premere il mi piace” ,è spesso abbreviato in 赞 (zan), “apprezzare, fare un complimento”. Invita gli utenti a supportare i video;
- 大佬 (dà lǎo): “Boss” o “Pro”
Usato per riferirsi con rispetto o ironia a qualcuno che è molto bravo in qualcosa.
- 666 (liù liù liù): “Super cool”
Niente a che vedere con il significato occidentale. In Cina, “666” è uno slang per indicare qualcosa di incredibile o molto figo. È usato nei commenti per complimentarsi. È la versione cinese di “-Hai servito, hai slayato, hai mangiato questo palco, MIA MADRE!”
- 冲呀 (chōng ya): “Andiamo!” o “Vai a tutto gas!”
Esclamazione motivazionale usata per incitare se stessi o altri. Su RedNote, i fan spesso la usano per supportare i loro creator preferiti.
- 加油!(Jia You): “Dai! Forza!”
Letteralmente “aggiungi gas”, anche questa è una frase motivazionale usata per incoraggiare qualcuno. A differenza, però, di 冲呀, questa la potreste incontrare non soltanto su RedNote, ma chiunque, che si prima di un esame o dopo, quando magari l’esame non è andato proprio benissimo, può dirvela per dimostrarvi che crede in voi;
- 哥们 (Ge men): “Bro”
Letteralmente “fratelli maggiori”, si raga, anche i cinesi si chiamano Bro e Fra;
In ultimo, ma non per importanza,
- 小红书 (Xiǎo hóng shū) Letteralmente: “Piccolo libretto rosso”
È il vero nome di RedNote. (Per i 哥们 appassionati di storia, c’è un certo riferimento a un certo governo comunista).

Il paradosso del ritorno alla Cina
L’ironia più grande del TikTok ban risiede nel fatto che, tentando di ridurre l’influenza cinese, gli Stati Uniti abbiano finito per rafforzarla. Nonostante le accuse di sorveglianza e spionaggio mosse contro TikTok, i creator americani si sono riversati su RedNote, una piattaforma altrettanto cinese, dimostrando che il vero motore della scelta non è la politica, ma la qualità del servizio. Questo fenomeno evidenzia l’interdipendenza del panorama digitale globale: anche con restrizioni politiche, le piattaforme cinesi continuano a giocare un ruolo cruciale nella definizione delle tendenze online.
Inoltre, la migrazione su RedNote sottolinea quanto le piattaforme cinesi siano in grado di competere sul piano tecnologico e commerciale con i colossi americani. L’efficacia del loro design, il supporto agli utenti e le opportunità di guadagno offerte, sono tali da rendere vane molte delle misure protezionistiche adottate dai governi occidentali. Per i creator americani il passaggio a RedNote non è solo una scelta di necessità, ma anche un riconoscimento dell’eccellenza tecnologica cinese, che continua a dominare il settore dei social media globali, tanto è vero che il ban è durato meno di 24 ore. Per la maggior parte degli utenti americani, infatti, ieri sera TikTok è tornato visibile.